|
||
|
Jubilee Campaign: È Vicino il Giorno in cui Verità, Compassione e Tolleranza Vinceranno Contro la Tirannia
Il 21 luglio 2005, di fronte a Capitol Hill a Washington, più di un migliaio di praticanti del Falun Gong da ogni parte del mondo hanno tenuto un grande raduno per protestare contro la persecuzione del Partito Comunista Cinese (PCC) contro il Falun Gong degli scorsi sei anni. Un rappresentante di Jubilee Campaign, Robert S. Turner, ha sottolineato che “i governanti cinesi odiano e temono coloro che praticano verità, compassione e tolleranza perché loro non hanno nessuna di queste caratteristiche”. Robert S. Turner Perché gli ufficiali comunisti cinesi a Pechino così terrorizzati da questi attributi da spingerli a reprimere in modo tanto brutale coloro che praticano il Falun Gong? Perché pestano, torturano e uccidono migliaia di aderenti a un movimento pacifico, non-violento all’interno della Cina, e perché i loro agenti rintracciano e maltrattano praticanti del Falun Gong in altri paesi, come l’Australia e gli USA? Che cosa può esserci in verità, compassione e tolleranza che spaventa così tanto i delinquenti di Pechino? Non sembra avere molto senso? Dopo aver riflettuto con attenzione su queste domande, la risposta migliore che ho potuto dare è che i governanti cinesi odiano e temono coloro che praticano verità, compassione e tolleranza perché loro non hanno nessuna di queste caratteristiche. Verità? L’intero loro sistema è basato sulle menzogne, e le loro bugie testarde sulla questione dei diritti umani sono utili proprio per ricordare questo. È sufficiente ricordare la propaganda della Rivoluzione Culturale, la versione ufficiale di ciò che è accaduto il 4 giugno 1989, o il loro etichettare il Falun Gong come culto pericoloso e sovversivo. Da Mao a Deng a Jiang a Hu, l’inganno è divenuto il marchio della leadership comunista in Cina. Compassione? Ho visto le fotografie di praticanti del Falun Gong sanguinanti e feriti dai manganelli dei poliziotti cinesi. Ho sentito le storie di nord-coreani che chiedevano asilo politico costretti a tornare alla prigione, alla tortura e alle esecuzioni capitali perché il governo cinese insiste a chiamarli “migranti economici” anziché rifugiati. Se quella è compassione, io non ne ho alcuna. E Tolleranza? Non fatemi ridere. Una società tollerante permette la libertà di espressione e la libertà di culto. Permette la differenza tra le opinioni e permette che siano espresse pubblicamente. In una società tollerante che governa non arresta, tortura e uccide cittadini pacifici che non hanno commesso alcun crimine. Basterebbe solo chiedere ai membri delle chiese protestanti, ai buddisti tibetani o ai mussulmani Uighur, o ai dissidenti che si battono per la democrazia e i diritti umani, o a coloro che praticano il Falun Gong, se considerano l’attuale regime di Pechino tollerante o meno. La risposta sarebbe un sonoro “No!”. Sono qui oggi all’ombra del Capitol Dome, uno dei simboli che resistono di ciò che un governo e una società veramente liberi dovrebbero e possono essere, e mi unisco qui oggi alla dichiarazione che la Cina deve cessare di perseguitare coloro che cercano di esplorare i regni dello spirito secondo ciò che detta la loro coscienza. La libertà religiosa è una delle libertà fondamentali dell’uomo, e la Cina deve garantire tale diritto ai suoi cittadini. Dalla vostra prospettiva, sono audace o innocente abbastanza per credere che è vicino il giorno in cui Verità, Compassione eTolleranza vinceranno contro la tirannia. Come ha detto un giorno Martin Luther King Jr., “L’arco della storia è lungo, ma e teso verso la giustizia”. Prendiamo quel treno insieme. Grazie File originale: http://minghui.tv/pics/0006/Jul/27/JubileeCampaign_RobertTurner.pdf
|
||