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La persecuzione si intensifica mentre centinaia di praticanti rinchiusi nel Campo di Lavori Forzati di Masanjia dichiarano la loro ferma convinzione nella pratica del Falun Gong
Alla fine del 2004, i praticanti del Falun Gong detenuti presso il campo di lavoro di Masanjia hanno mandato una dichiarazione di denuncia delle tattiche di “trasformazione” (1) del campo e di annullamento della dichiarazione precedentemente firmata sotto pressione di abbandonare il Falun Gong. Il centro di detenzione si è spaventato e ha iniziato una politica di “gestione separata” per perseguitare i praticante in modo più severo. Il campo di Masanjia viene usato per perseguitare i praticanti del Falun Gong. Le guardie prendono a caso dei praticanti e li portano in piccole stanze per torturarli, usando metodi quali: bastonare, ammanettare a sedie di ferro per 24 ore, lasciare la finestra aperta in inverno causando malesseri e disabilità, mettere cuffie che trasmettono alti rumori nelle orecchie, privare del sonno, interdizione dall’usare il bagno. La guardia Huang Haiyan una volta ha picchiato dei praticanti con una verga di acciaio causando lividi in tutto il corpo e il capo. Nonostante questo clima di terrore i praticanti non rinunciano alla loro convinzione. I praticanti sotto il gruppo “Gestione Severa” ricevono solo farina di fagioli da mangiare. Vengono controllati 24 ore al giorno, anche quando usano il bagno. Sono autorizzati solo a lavarsi i denti e non possono asciugare i vestiti fuori. Dormono in una stanza di 40 mq sempre illuminata e durante il giorno la TV e la radio sono costantemente accese col volume alto. Non hanno penna e carta per scrivere. Sono sottoposti ad alimentazione forzata nel caso facciano lo sciopero della fame. I poliziotti tengono gambe e braccia, infilano un tubo nel naso del praticante e inseriscono una miscela di mais e acqua salata. Note: |
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