Dibattito del Parlamento Danese: I membri condannano l'espianto forzato di organi del PCC

(Minghui.org) Il 22 febbraio 2013, il Parlamento Danese ha tenuto un dibattito dal titolo 'La Situazione giudiziaria della Cina comunista'. Questa discussione, promossa da Soren Espersen, un membro anziano del Parlamento, vice presidente e portavoce del Partito del Popolo Danese, ha avuto lo scopo di discutere l'attuale problema dei diritti umani in Cina e di interpellare il ministro degli esteri per quanto riguarda l'espianto forzato di organi su praticanti del Falun Gong da parte del Partito Comunista Cinese (PCC).

Il Parlamento danese tiene una discussione speciale incentrata sull’espianto forzato d'organi

Il Ministro degli Esteri danese ed i portavoce per la politica estera di altri otto partiti hanno partecipato e preso la parola in questo dibattito. Il 26 febbraio, oltre 100 parlamentari hanno votato la proposta di dibattito.

Il signor Espersen ha sottolineato nel corso del dibattito: "Per quanto riguarda ciò che sta accadendo in Cina, come ha detto il Ministro degli Esteri, non abbiamo i numeri esatti. Ma secondo le ultime informazioni di Amnesty International, in Cina ci sono oltre 5 milioni di prigionieri, tra cui dissidenti politici, ministri della chiesa, avvocati, praticanti del Falun Gong, Cristiani e Tibetani. Sono detenuti in più di 1.400 campi di lavoro. Alcuni campi, per fare soldi, formano le loro società di commercio per sfruttare apertamente il lavoro non retribuito dei detenuti. Quel che è peggio è che il reato di espianto forzato di organi avviene lì. Quali che siano gli organi richiesti o i gruppi sanguigni, possono fornire ai loro acquirenti esattamente ciò che è necessario e ricavare un enorme profitto dalla vendita di organi".

Il portavoce degli affari esterni del Partito Danese dell’Unione Rosso e Verde, Nikolaj Villusen, ha detto: "La discussione di oggi è molto significativa. In Danimarca,. quasi tutte le parti concordano sul fatto che i diritti umani sono di fondamentale importanza. Pertanto, abbiamo bisogno di parlare per coloro che lottano ancora per i diritti umani nei loro paesi".

I membri del Parlamento hanno sollevato sette questioni riguardanti il numero di violazioni dei diritti umani per mano del PCC. Questa è stata la prima volta che il Parlamento Danese ha tenuto un dibattito speciale sulla situazione dei diritti umani in Cina. Il dibattito è stato trasmesso in diretta.

Il 26 febbraio, i membri del Parlamento hanno votato la proposta sollevata da sei partiti nel dibattito. La proposta è stata approvata con la maggioranza di voti provenienti da più di 100 membri. La mozione recita: "Il Parlamento Danese ha discusso il tema dei diritti umani in Cina e invita il Governo Cinese a migliorare la propria situazione dei diritti umani. Il Parlamento Danese è anche a conoscenza delle raccomandazioni di alti funzionari delle Nazioni Unite per i diritti umani e alti rappresentanti dell'Unione Europea volte ad affrontare le violazioni dei diritti umani da parte della Cina, tra cui la libertà di parola e il trattamento ingiusto delle minoranze".

Questa è la prima volta che il Governo Danese ha ufficialmente riconosciuto, nel proprio Parlamento, la notizia dell’espianto forzato di organi da parte del PCC.

Intervistato dai media, Soren Espersen ha commentato: "Credo che come paese dobbiamo dare la giusta importanza alle cose. La Cina è controllata da una dittatura comunista che sta ancora perseguitando i Tibetani ed i praticanti del Falun Gong. Non dobbiamo pensare solo agli scambi commerciali con la Cina e ignorare i suoi problemi di diritti umani".

Il crimine del PCC dell’espianto forzato d’organi viene denunciato

Prima di questo dibattito, i parlamentari danesi avevano già conosciuto i crimini che il PCC sta commettendo in Cina. Nell'ottobre 2012, Peter Skaarup, vice presidente del Partito Popolare, ha interpellato il Ministro degli Esteri danese sulla questione dell'espianto di organi del PCC nei confronti dei praticanti del Falun Gong.

In una lettera ufficiale al Ministro degli Esteri, il signor Skaarup ha chiesto: "Una serie di prove sta indicando il crimine del prelievo forzato di organi su praticanti vivi del Falun Gong da parte del PCC, che è stato denunciato in udienze del Congresso Statunitense. Quali azioni il Ministro degli Esteri prenderà per quanto riguarda questo crimine?".

Nel frattempo, ha sollevato due questioni al Ministro della Sanità danese. Ha chiesto : "Il Ministro della Sanità sa quanti cittadini danesi e stranieri ricevono trapianti di organi in Cina e in Danimarca? Il Ministro della Sanità è consapevole del fatto che le persone che hanno ottenuto i trapianti d’organi in quei paesi, che sono stati accusati dalla Audizione del Congresso Statunitense, dovrebbe riferire al proprio governo (vale a dire, al Governo Danese se i pazienti sono Danesi)?".

Ha anche chiesto: "Il Ministro della Sanità ha letto le informazioni rilasciate dal Comitato per gli Affari Esteri del Congresso degli Stati Uniti sugli espianti di organi vitali da dissidenti politici ancora vivi perpetrati dal Governo Cinese? Vi sono aziende danesi che hanno rapporti d'affari con aziende cinesi che partecipano a tali trapianti di organi e ricerche correlate?".

Il pubblico Danese mostra sostegno e critica gli espianti forzati d’organi del PCC

Facendo eco all’interrogazione al Ministro degli Esteri di Peter Skaarup, vice presidente del Partito Popolare, il pubblico danese chiede la completa cessazione dell'espianto forzato d’organi. Oltre 80.000 cittadini, tra cui molti parlamentari, hanno firmato la petizione per fermare questo crimine in Cina.

La petizione è organizzata da Medici Contro l’Espianto Forzato d’Organi (DAFOH), un'organizzazione internazionale non-governativa, come pure dal Partito Progressista della Non-Violenza. La petizione è iniziata il 6 ottobre 2012 e chiede alle Nazioni Unite di inviare una squadra indipendente in Cina per indagare sull’espianto forzato d’organi su praticanti del Falun Gong.

A partire dal 22 novembre, in un mese e mezzo, più di 166.461 persone di 36 paesi hanno firmato questa petizione.

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