Il signor Jiang Xiqing è stato cremato vivo, i suoi figli chiedono giustizia

(Minghui.org) Il 28 gennaio 2009, intorno alle 22, più di sei ore dopo che il signor Jiang Xiqing era stato dichiarato morto dalle guardie del campo di lavori forzati, i suoi figli notarono che il suo torace, addome e gambe erano ancora caldi. Rimasero esterrefatti e urlarono: “Nostro padre non è morto, è ancora vivo!”, “ Presto, salvate nostro padre! Salvate nostro padre! È ancora vivo!” I figli cercarono di eseguire il massaggio cardiaco ma più di due dozzine di guardie del campo di lavoro portarono via con la forza il corpo del signor Jiang dalla cella mortuaria.

Foto della famiglia del signor Jiang Xiqing


I membri della famiglia del signor Jiang si sono appellati al governo ritenendo il campo di lavoro responsabile della sua morte e hanno chiesto giustizia. Il campo di lavori forzati Xishanping della città di Chongqing, il comitato degli affari politici e legali e l’Ufficio 610 (*) del distretto di Jiangjin hanno tentato di sottrarsi alla giustizia collaborando con la stazione di polizia locale e l’ufficio di sicurezza dello Stato.

La famiglia è stata molestata e minacciata, messa sotto sorveglianza e le è stata perquisita la casa, volevano intimidirli perché non richiedessero più giustizia. Anche gli avvocati assunti dalla famiglia Jiang sono stati minacciati.

Wan Fenghua, il segretario del comitato politico e legislativo del distretto del partito comunista cinese (PCC) di Jiangjin, frequentemente ha minacciato e molestato la famiglia Jiang. La sera del 2 marzo 2010 ha arrestato illegalmente le figlie di Jiang Xiqing, Jiang Hong e Jiang Ping. Ha intimato loro: “ Sarete rilasciate non appena scriverete una dichiarazione in cui promettete di non assumere alcun avvocato. Altrimenti, sarete mandate ad una sessione di studio forzato per qualche settimana!”

L'8 marzo 2013 un’altra figlia, Jiang Li, di Shanghai, è andata alla Grande Sala del Popolo a Pechino per presentare una petizione ai membri del congresso nazionale del popolo (CNP) e del comitato nazionale della conferenza consultativa politica cinese (CNCCP), durante le loro sessioni annuali. È stata arrestata in piazza Tiananmen e detenuta a Majialou, poi scortata fino a Shanghai e detenuta per nove giorni. Le guardie l' hanno obbligata a firmare e a lasciare l’impronta del pollice su documenti precedentemente preparati per lei.

Rimpatrio e detenzione per una petizione durante le annuali sessioni del CNP e del CNCCP

La seguente è l’esposizione della signora Jiang Li su com’è stata rimpatriata e detenuta per la sua petizione durante le sessioni annuali del CNP e del CNCCP.

Io sono Jiang Li, figlia del praticante del Falun Gong Jiang Xiqing. Mio padre era un membro in pensione dell’ufficio delle imposte nel distretto di Jiangjin nella città di Chingqing. Nel 2008 venne illegalmente arrestato prima dei Giochi Olimpici di Pechino, perchè praticante del Falun Gong. In seguito è stato detenuto e perseguitato nella settima divisione del campo di lavori forzati Xishanping della città di Chongqing.

Siamo andati a visitarlo al campo di lavoro il pomeriggio del 27 gennaio 2009. Aveva 66 anni e sembrava in salute. Però, meno di 24 ore dopo, il 28 gennaio, abbiamo ricevuto una telefonata dal campo di lavoro, dicevano che era morto a causa di un attacco cardiaco.

Più di sei ore dopo che avevano dichiarato la sua morte, al campo di lavoro, abbiamo visionato il corpo di mio padre che era stato messo in un freezer; abbiamo scoperto che il suo addome e altre parti del corpo erano ancora caldi. Eravamo stupefatti: “Papà non è morto. È ancora vivo!” Urlammo: “Presto salvate nostro padre! Salvatelo! Mio padre è ancora vivo!” Volevamo praticare il massaggio cardiaco ma siamo stati fermati da più di venti guardie che erano sul posto. Le guardie del campo di lavoro lo portarono via forzosamente dalla fredda cella mortuaria.

Da quel momento ho chiesto giustizia per mio padre e sono stata maltrattata e illegalmente detenuta per aver assunto un avvocato. Sono anche stata licenziata dalla mia ditta (Shanghai Airlines).

Sono stata al Jingxi Hotel a Pechino due volte, il 5 e 6 marzo 2013, per presentare una petizione ai membri del CNP e del CNCCP. La lettera chiedeva loro di proteggere la libertà di credo, la libertà di parola e la libertà di aggregazione concesse dalla costituzione. Chiedeva di porre termine alla persecuzione nei confronti della mia famiglia, nella città di Chongqing e di portare davanti alla giustizia chi nel campo di lavoro aveva picchiato mio padre fino alla morte.

Sono andata alla Grande Sala del Popolo l’8 marzo per presentare nuovamente la petizione ai membri del CNP e del CNCCP. Sono stata illegalmente arrestata dalla polizia in piazza Tiananmen e detenuta a Majialou.

Alle 8 e mezza del 10 marzo sono stata scortata fino a Shanghai e inviata ad un centro di assistenza sulla Fucun Road. Quattro ufficiali, inclusi Zhou Xiaowu, Cao Jie, Dai Guoliang e Xu Hui della stazione di polizia Beixinjing nel distretto Changning, insieme a due uomini non identificati, mi hanno portata in una stanza della stazione di polizia per un interrogatorio privato.

Zhou Xiaowu (numero di cellulare +86-13061997510) e Cao Jie gestivano l’interrogatorio e Dai Guoliang (numero di cellulare +86-13061997506) era incaricato di trascrivere ciò che veniva detto. Xu Hui e i due uomini non identificati sedevano davanti alla porta facendo la guardia. L’interrogatorio è durato dalle 9.30 alle 14.10 ma io mi sono rifiutata di rispondere ad ogni domanda.

Nel centro di detenzione sono stata ammanettata e strettamente legata ad un cancello di ferro, incapace di muovermi, per circa sei ore, durante le quali ho perso il controllo della vescica e dell’intestino. Il mio stomaco mi faceva sempre più male. La guardia Ren era la mia responsabile e spaventata volle liberarmi. Il giorno seguente forzò le mie mani per farmi firmare e lasciare un’impronta digitale sui documenti che erano stati preparati per me.

La famiglia Jiang maltrattata e perseguitata per la petizione

Il campo di lavoro sosteneva che Jiang era morto per un attacco cardiaco. La mattina del 29 marzo, però, la dichiarazione cambiò, venne sostenuto il fatto che Jang era morto in seguito ad una terapia della medicina tradizionale cinese. Da accertamenti venne stabilito che il signor Jiang aveva tre costole rotte (la 4, la 5 e la 6) e aveva lividi sul petto, da ciò si capisce che era stato brutalmente picchiato prima di morire. Quella terapia non avrebbe potuto causare tre costole rotte.

Dopo la morte del signor Jiang Xiqing, la famiglia si è appellata ritenendo il campo di lavoro responsabile del suo decesso. Le guardie del campo di lavori forzati Xishanping hanno fatto di tutto per sfuggire alla giustizia. Hanno collaborato con il comitato politico e legale del posto e hanno usato l’ufficio di sicurezza dello stato e la stazione di polizia locale per molestare e perseguitare la famiglia Jiang.

La prima ad essere presa di mira è stata la figlia maggiore di Jiang, Jiang Hong. Più di venti persone da vari uffici sono andate a casa sua. Per fortuna lei non era in casa. Poi fu perseguitato il figlio di Jiang, Jiang Hongbin. Ordinarono anche al suo capo, il direttore dell’ufficio delle imposte locale, di perseguitarlo per fargli perdere tutte le intenzioni di ricercare giustizia. Poi la polizia ha perquisito la casa della seconda figlia di Jiang, Jiang Ping.

La famiglia Jiang non aveva altra scelta se non assumere un avvocato di Pechino per essere aiutati a difendere i propri diritti. Il 13 maggio 2009, quando i due avvocati di Pechino arrivarono a casa della famiglia Jiang, dozzine di ufficiali della stazione di polizia Jiangjin irruppero in casa e picchiarono gli avvocati e i membri della famiglia Jiang. Sei persone sono state seriamente ingiuriate e un avvocato ha perso il suo udito. La polizia poi ammanettò i due avvocati e Jiang Hongbin. Il 28 agosto 2009, verso mezzogiorno Jang Hong venne illegalmente arrestata a Yangjiaping, nella città di Chongqing, dagli agenti dell’ufficio 610 di Jiangjin.

Nonostante la persecuzione, la famiglia Jiang ha continuato a chiedere giustizia. Il primo marzo 2010, Jiang Hong e Jiang Ping collaborarono di nuovo con due avvocati per preparare una richiesta di giustizia per la morte del loro padre. Il giorno seguente andarono alla prima corte intermedia popolare di Chongqing per presentare il caso, venne detto loro di aspettare sette giorni lavorativi per avere una risposta. Jiang Hong e Jiang Ping poi portarono i due avvocati all’aeroporto Jiangbei e qui notarono di essere seguite. Sulla via del ritorno per Jiangjin, appena scese alla stazione degli autobus Caiyuanba, dei poliziotti che le avevano aspettate le arrestarono illegalmente. Il 3 marzo, quando le loro famiglie seppero dov'erano, andarono al distretto degli affari politici e legali e al dipartimento di polizia per richiedere il loro rilascio. Gli ufficiali si rifiutarono di dire qualcosa in merito. Dopo aver ascoltato le richieste Wan Fenghua disse: “ Saranno rilasciate non appena la famiglia scriverà un documento in cui garantiscono di non assumere nessun avvocato. Altrimenti, saranno portate a una sessione di studio forzato per qualche settimana (una sessione di lavaggio del cervello)” La figlia di Jiang, Zhang Xiaoyue, si recò di nuovo all’ufficio degli affari politici e legali da sola. Wan Fenghua le disse: “ Se verrai di nuovo a dare fastidio, noi arresteremo anche te!” Il contratto degli avvocati non era firmato dal signor Jiang Hongbin, per cui Wan Fenghua lo obbligò a scrivere un documento agli avvocati stessi con il quale revocava il loro incarico. Wan continuò a fare pressione sul signor Jiang sperando di persuadere le sue sorelle a cancellare la causa.

Da quando il signor Jiang Xiqing è stato perseguitato fino alla morte, Wan Fenghua e altri hanno tormentato la famiglia del signor Jiang Hongbin nella sua casa. Li hanno chiamati giorno e notte, suonato al campanello, bussato alla porta e spiati. La moglie del signor Jiang Hongbin, Zou Xuqun, non sopportando tale pressione fu costretta a divorziare. Però, Wan Fenghua dette l'ordine agli ufficiali della divisione per la sicurezza domestica, Zou Kaijun e Mu Chaoheng di infastidirla sul posto di lavoro, la Telecom di Jiangjin, e impedirle di lavorare.

(*)GLOSSARIO

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