14 anni di resistenza pacifica: il Falun Gong getta i semi per il ritorno dei valori in Cina (Parte 1)

(Minghui.org) Nel 1999 il regime comunista della Cina ha lanciato una campagna di persecuzione sistematica per sradicare il Falun Gong. I praticanti della disciplina spirituale hanno neutralizzato la violenza del Partito attraverso i loro sforzi, resistendo pacificamente. L'ambiente in quel periodo era pesante e opprimente «come se il cielo fosse precipitato», una frase comunemente usata dai cinesi per descrivere simili situazioni di terrore, di oppressione e di incertezza.

L'atteggiamento ufficiale del regime verso il Falun Gong cambiò improvvisamente. Dopo aver ricevuto numerosi proclami da varie agenzie governative, il Falun Gong venne improvvisamente 'vietato', anche se nessuna legge era mai stata promulgata per bandire ufficialmente la pratica.

Molti volontari, che hanno coordinato i luoghi di pratica in gruppo (dove le persone si radunavano per meditare insieme), vennero arrestati illegalmente durante la notte del 20 luglio 1999. Per loro e per migliaia di altri, il cielo era difatti veramente precipitato.

Coloro che avevano vissuto le precedenti campagne di repressione della Cina comunista capirono rapidamente che si stava preparando una grande tempesta. Molti non intravedevano alcuna speranza nell'opporrsi alla politica del regime, anche se sapevano che tale politica era sbagliata. Dopo tutto, il Pcc era riuscito in tutte la sue precedenti 'lotte', un termine dei governi marxisti rispolverato per parlare dei vari gruppi da perseguitare.

In Cina negli ultimi decenni, simili lotte hanno portato a brutali campagne di repressione contro: proprietari terrieri, intellettuali, gente di fede e studenti con idee di modernizzazione politica e democrazia.

Nessuno desiderava far parte di un gruppo di perseguitati perché non credevano che la loro voce avrebbe fatto alcuna differenza, se non quella di mettere in pericolo sé stessi e le loro famiglie. Il terrore del regime comunista è stato così dominante per tanti anni da aver cambiato le percezioni della gente su ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.

Questo era il punto di partenza per coloro che praticavano il Falun Gong in Cina nel 1999. Tuttavia, nonostante tutte le umiliazioni e perfino gli orrori portati dalla campagna di persecuzione, essi non hanno rinunciato. Sono rimasti fedeli al loro credo spirituale e alla loro convinzione che, alla fine, le coscienze delle persone saranno risvegliate.

Negli ultimi 14 anni di persecuzione, positività e costanza dei praticanti hanno avuto un notevole impatto sul nostro mondo in generale. Nel 1999 il regime comunista della Cina ha lanciato una campagna di persecuzione sistematica per sradicare il Falun Gong.

Largo supporto al Falun Gong fuori dalla Cina

Mentre il regime comunista cinese spende una fortuna nel tentativo di estendere la repressione del Falun Gong fuori dalla Cina, questi sforzi continuano costantemente a fallire.

Al contrario, sempre più persone in tutto il mondo stanno condannando la persecuzione, con attenzione particolare sulla questione del prelievo forzato di organi dai praticanti del Falun Gong ancora in vita in Cina. Sotto riportiamo alcuni esempi recenti di questa crescente tendenza globale:

-Il Parlamento europeo il 12 dicembre 2013 ha approvato una risoluzione «esprimendo profonda preoccupazione» sui «credibili rapporti di sistematica raccolta di organi da prigionieri di coscienza non consenzienti e anche da un gran numero di praticanti del Falun Gong imprigionati per il loro credo religioso». La risoluzione «chiede immediatamente la fine della persecuzione di questa pratica spirituale del Falun Gong da parte del Partito Comunista Cinese che dura da 14 anni e l'immediato rilascio di tutti i praticanti del Falun Gong e degli altri prigionieri di coscienza».

-L'11 dicembre 2013 una risoluzione (RIS. h. 281) con contenuto simile è stata discussa al Congresso degli Stati Uniti nel sottocomitato Affari Esteri. La sessione del sottocomitato, che ha come scopo l'approvazione del piano, è il primo passo del processo che conduce ad una sua votazione da parte della Camera.

-Il 9 dicembre 2013, alla vigilia della Giornata internazionale dei Diritti umani, una petizione a livello mondiale con 1,5 milioni di firme da parte di persone di oltre 50 Paesi in 4 continenti è stata consegnata all'ufficio dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti umani. La petizione ha invitato le Nazioni Unite ad avviare ulteriori indagini nell'ambito del prelievo forzato di organi da praticanti del Falun Gong imprigionati in Cina e chiede alla stessa di porre immediatamente fine a questo atroce crimine contro l'umanità.

Il Falun Gong ha ricevuto oltre 1.000 dichiarazioni di solidarietà da funzionari del Governo e da varie organizzazioni nel mondo. Lo Zhuan Falun, il testo principale del Falun Gong, è stato tradotto in più di 30 lingue e pubblicato in tutto il mondo. Oltre 100 milioni di persone in circa 100 Paesi attualmente praticano questa disciplina spirituale.

Agitazione nel Pcc

Il movimento per dimettersi dal Pcc e dalle sue organizzazioni affiliate (Lega della Gioventù comunista e Giovani Pionieri) ha portato oltre 150 milioni di cinesi a rinunciare alla loro legame col Partito Comunista. Il movimento è stato ispirato dalla pubblicazione dei Nove Commentari sul Partito Comunista nel mese di novembre del 2004, un editoriale pubblicato da Epoch Times che espone sistematicamente la vera natura del Pcc in ogni fase della sua storia.

Durante un viaggio all'estero, oltre alle visite turistiche e all'acquisto di regali per amici e famiglie, molti turisti cinesi ora arrivano a destinazione con un nuovo obiettivo: dimettersi dal Pcc e dalle sue organizzazioni affiliate. Ogni giorno decine di migliaia di cinesi continuano a dissociarsi dal Partito. Alcuni turisti cinesi hanno anche inviato i saluti al fondatore del Falun Gong, esprimendo la speranza che egli possa tornare presto in Cina.

Nonostante la sua palese aggressività all'interno della Cina e all'estero, il regime comunista non ha avuto alcun modo di sottrarsi a questo fenomeno in continua espansione. Le risposte vaghe e spesso ingannevoli alle accuse mosse contro la raccolta di organi, hanno incontrato una severa critica in tutto il mondo.

Figure chiave della persecuzione del Falun Gong cadono come nel domino

Molti alti funzionari del Pcc che hanno partecipato attivamente alla persecuzione del Falun Gong sono ora indagati per reati di corruzione da parte del regime stesso. Eppure il Pcc non riesce a parlare dei suoi crimini più gravi o anche solo a riconoscerli: perseguitare e prelevare gli organi da praticanti del Falun Gong ancora in vita.

Alcuni attribuiscono la caduta di questi ex funzionari del Pcc alla necessità del Partito stesso di proteggere la propria sopravvivenza e alla sua volontà a sacrificare qualcuno della propria leadership per sfuggire alle responsabilità. Molti altri credono che «chi la fa l'aspetti» per cui quelli che ora cadono stanno vivendo semplicemente qualche forma di punizione karmica per i loro misfatti.

Indipendentemente da ciò in cui si crede, ecco cosa sta succedendo ad alcuni di loro:

-Li Dongsheng, vice ministro della pubblica sicurezza e capo dell'Ufficio 610, è sotto inchiesta per corruzione e abuso di potere, secondo un recente annuncio dei media statali in Cina.

-Zhou Yongkang, ex capo della sicurezza interna e uno dei principali sostenitori di Li, si dice sia stato arrestato o sia agli arresti domiciliari. Zhou ha giocato un ruolo chiave nell'attuazione della persecuzione del Falun Gong, attraverso l'Ufficio 610 e il comitato politico e giuridico.

-Bo Xilai è stato riconosciuto colpevole di corruzione il 22 settembre 2013. È stato spogliato di tutti i beni e condannato al carcere a vita. Bo ha iniziato il prelievo forzato di organi da praticanti del Falun Gong in vita, nella città di Dalian dov'è stato sindaco fin dall'inizio della persecuzione nel 1999 e nel 2000. Altre aree hanno presto seguito l'esempio. I campi di lavoro forzato, l'esercito, le carceri e i centri di detenzione, hanno formato un sistema per incrementare il commercio di organi, raccogliendo enormi profitti a scapito di vite umane.

-Wang Lijun – ex vice sindaco e capo dell'ufficio di pubblica sicurezza a Chongqing, pupillo di Bo – è stato condannato a 15 anni di reclusione il 24 settembre 2012. Wang ha esercitato come capo della polizia della città di Jinzhou, dal maggio 2003 al giugno 2008. Poco dopo aver assunto questo incarico, ha formato il centro di ricerca psicologica specializzata nella ricerca sui trapianti d'organo. Nel 2006, ha ricevuto il premio Guanghua per il suo lavoro. Durante il suo discorso di premiazione, Wang ha detto che i risultati delle ricerche erano basati su «migliaia di studi sul posto», questo conferma altri dati che suggeriscono come migliaia di organi erano stati estratti in quel centro nell'arco di circa 3 anni.

Cresce il supporto alla base

I praticanti del Falun Gong in Cina stanno ottenendo sempre più supporto dalle loro famiglie, vicini, avvocati e anche membri del personale dell'Ufficio 610. Una petizione nel febbraio 2009 ha fornito un'anteprima di questo fenomeno.

Xu Dawei, un praticante del Falun Gong dalla contea di Qingyuan, nel Fushun, provincia del Liaoning, è stato gravemente maltrattato in prigione. Ha subito una brutale tortura, sofferto di insufficienza a vari organi e ha avuto un crollo mentale. Il suo corpo era coperto di tagli e lividi. Dopo essere sopravvissuto a 8 anni di reclusione, è poi morto solo 13 giorni dopo il suo rilascio, il 16 febbraio 2009.

Gli abitanti del villaggio nella sua città natale hanno espresso forte malcontento per il fatto che un uomo così buono fosse stato torturato sino a portarlo a un passo dalla morte. Decine di persone sono andate in prigione a Dongling, chiedendo una spiegazione per la sua morte. Sono stati tutti allontanati.

La famiglia di Xu ha insistito nel chiedere giustizia. Nonostante il forte rischio per tutti i soggetti coinvolti, i loro sforzi hanno portato a una petizione firmata da 376 abitanti provenienti da 5 diversi villaggi per fare appello al governo locale. Speravano che il governo avrebbe indicato loro le persone responsabili dell'ingiusta prigionia e morte di Xu.


Le firme del villaggio nella petizione per un'indagine sulla morte del signor Xu.

Dopo questa sono apparse in tutta la Cina molte petizioni simili, con migliaia di firme.

In questa serie saranno raccolte storie simili a quella sopra citata allo scopo di illustrare come i 14 anni di resistenza pacifica dei praticanti del Falun Gong di fronte alla persecuzione hanno gettato i semi per il ritorno dei buoni valori in Cina, convalidando il principio eterno del bene che trionfa sul male.

Le parti 2 e 3 di questa serie in tre parti saranno pubblicate nei prossimi giorni.

(Continua)

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