Heilongjiang: La mia storia di fronte alla crudeltà personale e alla morte dei miei cari familiari

(Minghui.org) Il mio nome è Li Yushu e ho 65 anni, sono una praticante del Falun Gong di Daxing'anling, in provincia di Heilongjiang. Dopo 15 anni di persecuzione da parte del Partito Comunista Cinese (PCC), sono stata ridotta, dall'essere una persona sana, in una vecchia signora fragile e crivellata da problemi di salute.

Il mio corpo è tutto gonfio, lo sento intorpidito ed ho perso il controllo della parte destra; gran parte della mia pelle si è staccata per i maltrattamenti subiti e il mio alluce sinistro è coperto di macchie nere. I miei parenti ed amici, credono che nel giorno in cui sono stata rilasciata, mi siano stati dati dei farmaci dannosi nella fase finale di un'alimentazione forzata.

Il PCC ha perseguitato anche la mia famiglia. Uno dei miei fratelli e mio marito sono morti a causa dell’estrema ansia, delle continue minacce ed estorsioni.

La signora Li Yushu e suo marito il signor Hou Dianyan

La signora Li Yushu dopo la persecuzione: l’inclinazione della sua spalla e della bocca da un lato, la saliva le gocciola involontariamente dalla bocca L'alluce del piede sinistro mostra macchie nere

Fabbricazione di materiali falsi

Nel 2002, sono stata condannata a 12 anni di carcere. A cominciare da allora, la mia famiglia è stata sottoposta a minacce giornaliere, hanno sopportato enormi tormenti e pressioni mentali; soprattutto mio fratello Li Shuyan (un funzionario di livello, della sezione dell’Ufficio Generale della Forestale nella provincia di Heilongjiang).

Nel 2004, ho iniziato lo sciopero della fame, per protestare contro la brutale persecuzione nella Prigione Femminile di Heilongjiang (nota anche come Prigione Femminile di Harbin); a causa della mia protesta, ho subito un trattamento più crudele e la mia salute è ulteriormente peggiorata.

Al fine di sottrarsi dalle proprie responsabilità, al carcere hanno fabbricato false prove contro di me; Xiao Lin, capo sezione dell’Ufficio 610 (*), ha videoregistrato personalmente le false immagini del capo della divisione n. 5, che parlava con me mentre i detenuti mi nutrivano. Hanno anche fatto registri falsi e hanno cercato di ingannare i miei familiari per farglieli firmare, allo scopo di perseguitarmi con la loro "approvazione".

La morte di mio fratello

Nel marzo 2005, la prigione ha comunicato a mio fratello che stavo morendo e gli hanno chiesto di andare in prigione immediatamente. Mio fratello, dopo aver sentito la notizia si è spaventato molto e si è fatto accompagnare da suo figlio, quando sono arrivati, le guardie lo hanno minacciato dicendogli: "Devi dire a Li Yushu di mangiare” e continuando: “Oppure devi firmare che la sua morte non ha nulla a che fare noi".

Questo è successo durante i 40 giorni in isolamento, quando sono stata perseguitata più brutalmente. Ero diventata estremamente magra, e quando mio fratello mi ha visto, non riusciva a trattenere le lacrime; poi gli ufficiali della prigione hanno cercato di convincerlo a firmare un altro documento di accordo, in cui era scritto che non venivo maltrattata.

La prigione ha continuato a perseguitare i membri della mia famiglia: Finanziariamente, fisicamente e mentalmente; andavano spesso da mio fratello per soldi, dicendogli mentendo, che erano per le mie medicine, inoltre gli hanno anche impedito di farmi visita. Tutto questo lo ha fatto ammalare al punto che è morto verso la fine del 2005. I miei familiari non mi hanno informata della sua morte, fino a quando non sono stata rilasciata e tornata a casa.

L’appello del marito cade nel dimenticatoio

Dopo che mio fratello si è rifiutato di firmare i loro documenti, la prigione ha cominciato a molestare mio marito. Hanno usato gli stessi trucchi ingannevoli, per attirare mio marito alla prigione dicendo che stavo morendo, difatti mio marito si è precipitato alla prigione dopo aver sentito la notizia.

Non riusciva a capire perché mi stavano trattando così crudelmente. Gli ho detto che seguire i principi del Falun Gong, di Verità-Compassione-Tolleranza, era la cosa più importante e che chi tratta le persone che seguono questi principi con tale malvagità non può che essere malvagio. Mio marito ha capito, così anche lui si è rifiutato di firmare i documenti.

Dopo il suo ritorno a casa, ha fatto appello alla Procura locale contro la condanna illegale inflittami. Ha girato in molti uffici, per cercare di far ascoltare il suo appello, ma non ha ricevuto alcuna risposta per anni. Era molto deluso e quando mi ha fatto visita nel 2005, non appena ha iniziato a parlarmi dell'appello, una guardia lo ha interrotto trascinandomi via.

Ho visto mio marito di nuovo nel 2006, i suoi capelli erano diventati grigi e aveva perso tutti i denti; lui mi ha detto: "Tutto questo perché mi sento tanto preoccupato e in ansia per te".

Visite dei familiari negate

Mio marito veniva da Shandong, percorrendo moltissimi chilometri per farmi visita ogni anno, ma molte volte, la prigione gli negava di farmi visita con ogni tipo di scuse; anche se veniva allontanato, ritornava sempre.

La mia famiglia non aveva mie notizie, ed erano preoccupati che fossi già morta. Mi hanno scritto molte volte, ma non ho mai ricevuto nessuna delle loro lettere; naturalmente, non hanno mai ricevuto nessuna risposta da me.

Una volta ho sentito che c'era una lettera per me da casa, così sono andata a chiedere al capo divisione Zhao Xiaofan, che mi ha detto: "Sì, c'è una lettera per te,ma la busta è vuota".

Mio marito, non avendo più mie notizie, si è ammalato per l’estrema ansia.

Un giorno, nel 2013, il capo della prigione mi ha detto che poteva organizzare una visita di famiglia, così gli ho dato il numero di telefono di mia nipote; lei è venuta ed ero molto felice. Ma, quando le guardie hanno visto che la mia testa era ricoperta di urti e contusioni da percosse, hanno trovato una scusa per mandarla via. Mio marito stava aspettando con ansia mie notizie, ma ancora una volta è rimasto deluso.

Le cicatrici sul mio viso hanno impiegato molto tempo a guarire. Quando finalmente sono guarite, ho richiesto una visita di famiglia, ma mio marito era già troppo malato per potere venire. Mia suocera, quasi ottantenne, è venuta con mia nipote, ma le guardie, ancora una volta gli hanno reso le cose difficili, chiedendo loro i documenti di identità e lettere di certificazione, per accertarsi che non fossero praticanti del Falun Gong.

Mia nipote ha affermato: «Ci avete detto di venire e non avete mai menzionato alcuna lettera di certificazione, abbiamo fatto molta strada per venire quindi, per favore fatecela vedere, così sapremo se lei è ancora qui. Il resto della sua famiglia aspetta sue notizie”. Le guardie però, hanno nuovamente negato la visita e ancora una volta, la mia famiglia non ha avuto mie notizie.

Mio marito muore

Per tutto il tempo, mio marito aspettava con ansia mie notizie, ma le guardie della prigione gli hanno rifiutato in ogni modo di venire a farmi visita prima che morisse. È morto pochi giorni dopo la tentata visita di mia suocera e mia nipote; aveva 63 anni.

Sono sopravvissuta a 12 anni di crudeli persecuzioni, riuscendo a venirne fuori viva. A molti altri praticanti del Falun Gong e ai loro familiari non è andata altrettanto bene.

Ci sono ancora molti praticanti del Falun Gong detenuti in centri di detenzione, centri di lavaggio del cervello e prigioni, che stanno soffrendo la più brutale delle persecuzioni. Il mondo non deve più permettere che queste brave persone subiscano ancora a lungo tali crudeltà.

(*) GLOSSARIO

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