Milano: Tre giorni di attività per commemorare l’appello pacifico del 25 aprile 1999 a Pechino

Il 23, 24 e 25 aprile, a Milano, si sono svolte diverse attività con l’intento di chiarire la verità sulla persecuzione del Falun Gong in atto in Cina dal 1999 per opera del Partito Comunista Cinese. Queste attività sono state organizzate per commemorare l’appello pacifico del 25 aprile 1999, quando più di diecimila praticanti si sono radunati davanti alla sede governativa del Partito Comunista Cinese di Pechino.

Le attività svolte a Milano, in tre luoghi strategici per la forte concentrazione di turisti e residenti cinesi, hanno permesso d’informare molte persone tramite l’esposizione di striscioni, la dimostrazione degli esercizi e la raccolta firme per la petizione che chiede di portare di fronte alla giustizia l’ex leader del Partito Comunista Jiang Zemin, con l’accusa di aver dato il via alla brutale persecuzione ancora oggi in atto. Inoltre per alcuni cinesi è stato possibile dimettersi dal Partito Comunista Cinese e dalle sue associazioni affiliate tramite l’impegno dei volontari locali.

Una ragazza è stata portata da due suoi amici ad ascoltare ciò che succede oggigiorno in Cina. I suoi amici, erano a conoscenza della persecuzione e avevano già firmato la petizione; hanno deciso di portare anche la loro amica per sostenere gli sforzi dei praticanti. La ragazza dopo aver ascoltato la verità sulla persecuzione è rimasta sconvolta; non capiva come delle persone possano essere perseguitate perché praticano la meditazione.

Un turista tedesco si è fermato di fronte ai cartelloni per guardare le foto, e dopo aver appreso della persecuzione da un volantino nella sua lingua, ha deciso di portare degli opuscoli anche ai suoi colleghi di lavoro e si è congedato augurando che la persecuzione finisca presto.

Un passante svizzero si è fermato a osservare i praticanti durante la dimostrazione degli esercizi, rimanendone incuriosito e affascinato. Dopo che gli è stato spiegato cos’è la Falun Dafa e il perché viene perseguitata, ha firmato la petizione e ha detto che andrà nel luogo di pratica della sua città.

Una signora residente a Milano stava passeggiando a braccetto con il marito mentre passava davanti allo stand dei praticanti, quando un praticante le ha lasciato un volantino e dopo aver ascoltato le spiegazioni di ciò che succede in Cina, ha immediatamente firmato la petizione e ha richiamato il marito che nel frattempo si era allontanato, affinché ascoltasse ciò che il praticante le aveva appena esposto. Dopo aver capito che la questione della persecuzione e del prelievo forzato degli organi è una cosa grave e molto seria, anche lui ha deciso di sostenere la causa firmando la petizione.

Di fronte al consolato cinese, un praticante voleva consegnare un volantino a una famiglia cinese che non voleva saperne di conoscere la verità sulla persecuzione. Nello stesso momento, un signore italiano stava passando lì vicino e vedendo la scena, ha commentato: “È un peccato che non abbiano cura del proprio destino…”.

Praticanti fanno gli esercizi di fronte al consolato cinese il 25 aprile

Praticanti fanno gli esercizi di fronte al consolato cinese il 25 aprile

Una praticante cinese, residente a Milano, ha incontrato un’ufficiale cinese con il quale aveva già parlato, per due volte, della persecuzione e delle dimissioni dal Partito in questi ultimi sei mesi. L’ufficiale conosceva a fondo, ormai, la questione della persecuzione e dopo aver parlato a lungo con la praticante, ha capito che il suo gesto di dimettersi dal Partito Comunista avrebbe reso molto orgogliosa e felice la figlia, così ha deciso di farlo.

Un’altra praticante cinese ha chiarito la verità a un connazionale che passava di lì; l’uomo, pur riconoscendo che il Partito ha torto nel perseguitare il Falun Gong, non voleva dimettersi perché è un ufficiale di un villaggio cinese, scelto dagli abitanti per assumere il comando della zona. La volontaria gli ha spiegato che è stato scelto proprio perché è una brava persona, non il solito uomo corrotto come molti altri all’interno del Partito di oggi; lasciare il Partito lo avrebbe messo ancora più in buona luce nei confronti degli abitanti. Tutti avrebbero visto che è una persona davvero buona e sarebbe stato di buon esempio per tutti. Dopo aver sentito queste parole, ha deciso di dimettersi dal Partito e dalle sue organizzazioni affiliate insieme a sua moglie.

I praticanti spiegano la verità sulla persecuzione ai passanti

I praticanti spiegano la verità sulla persecuzione ai passanti

Una praticante ha esposto la brutale persecuzione a una famiglia inorridita dal prelievo forzato degli organi ad opera del PCC.

Una coppia di ragazzi cinesi che passava davanti al consolato si è fermata a parlare della persecuzione. Dopo molto tempo ad ascoltare hanno compreso che ciò che il Partito sta facendo è malvagio e che i praticanti sono brave persone. Entrambi hanno deciso di dimettersi e prima di andarsene, uno dei due ragazzi, ha fatto il gesto ‘Heshi’ per tre volte rivolto alla praticante che gli aveva parlato.

Un ufficiale cinese stava passando davanti ai cartelloni che esponevano la persecuzione quando, vedendo una praticante che gli stava porgendo un opuscolo, si è messo a ridere dicendole che lavora come poliziotto in Cina. La praticante gli ha risposto che, essendo un poliziotto, conosce la situazione nel suo paese e sa che i praticanti sono delle brave persone. Dopo quest’affermazione è rimasto in silenzio. Continuando la volontaria gli ha comunicato che avrebbe potuto dimettersi dal Partito e riconoscere che è sbagliato quello che il PCC sta facendo. Dopo essersi dimesso, ha consigliato alla praticante di parlare con un altro signore di sua conoscenza che ha il negozio proprio davanti a dove era posto lo stand, chiedendo di persuadere anche lui a dimettersi dal Partito.

Una praticante italiana ha parlato con un signore, fermo di fronte allo striscione che spiegava come 200 milioni di persone si siano già dimesse dal PCC; il signore di Cuba, ma da tanti anni in Italia, era contento per quei cinesi che si sono dimessi. Ha raccontato di aver avuto tante esperienze negative che gli hanno permesso di comprendere che il comunismo è malvagio, ma ha sempre pensato fosse solo una questione di politica. È rimasto tanto tempo a parlare con la praticante che, così, ha avuto modo di esporgli la persecuzione, come il PCC ha distrutto la cultura tradizionale cinese e come deformi la natura degli esseri umani. Il signore ha quindi compreso che la questione non è solo politica, ma che riguarda piuttosto i principi universali dell’umanità. Ha dichiarato infine, su proposta della praticante, che leggerà i Nove Commentari sul Partito Comunista Cinese.

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