Nuova Zelanda: "I cinesi dovrebbero ringraziare i praticanti del Falun Gong"

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(Minghui.org) Una rievocazione delle torture subite dai praticanti del Falun Gong, nel centro di Oakland, in Nuova Zelanda, nella Giornata Mondiale contro la tortura, ha catturato l'attenzione di molte persone.

Il 26 giugno 2016 i praticanti del Falun Gong hanno organizzato l'attività in piazza Aotea, facendo appello affinché le persone aiutino a porre fine alla persecuzione del Falun Gong in Cina che ormai dura da diciassette anni.

Ricostruzione delle torture "Sospesi" e "Bloccati in una gabbia"

Dimostrazione degli esercizi del Falun Gong

I passanti parlano con i praticanti del Falun Gong

La "dimostrazione delle torture" era costituita da due parti distinte; una rievocava due forme di tortura: "Sospesi" e "Bloccati in una gabbia" e l'altra simulava una sala operatoria, dove gli organi vitali di un praticante del Falun Gong vengono sottratti per la vendita.

Negli striscioni posti dietro le rievocazioni si legge: "Falun Dafa", "Organi dei praticanti del Falun Gong sottratti con la forza", "Portate Jiang Zemin davanti alla giustizia" ​​e "Qual è la fonte dei trapianti in Cina?".

Più di venti praticanti hanno dimostrato gli esercizi sotto la pioggia invernale.
Il signor Cao, un turista cinese, ha raccontato a un praticante che Oakland era la sua ultima tappa prima di tornare a casa; ha poi aggiunto: "I cinesi dovrebbero ringraziare i praticanti del Falun Gong".

Ha spiegato che, senza il duro lavoro dei praticanti del Falun Gong per esporre le atrocità del Partito Comunista Cinese, molte più persone sarebbero cadute vittime dei suoi inganni.

"Uno dei principi del Falun Gong è la compassione e credo che la compassione, prevarrà. Sempre più cinesi lo capiscono ora" ha commentato.

Yan e Hu, due studenti cinesi, hanno osservato da vicino le rievocazioni. Hu ha detto che, qualche tempo fa a Hong Kong, aveva rinunciato alla Lega della Gioventù e ai Giovani Pionieri dopo aver appreso la verità sulla persecuzione.

Yan ha raccontato di aver visto un video sul Falun Gong quando era ancora alle elementari. Il video dimostrava che http://en.minghui.org/cc/88/>"L’auto-immolazione di Tiananmen" è stata una messa in scena.

"Il reporter della CCTV aveva intervistato le persone gravemente ustionate senza indossare una maschera o un camice sterile. Doveva essere un montaggio", ha detto.

Era molto arrabbiato per la persecuzione dopo che un suo parente è stato arrestato e perseguitato per la pratica del Falun Gong: "Tutto il mondo conosce il crimine del prelievo forzato di organi. Jiang Zemin è già morto! ".

Il Sig. Arjrn è un programmatore di computer; ha raccontato che un suo collega aveva lavorato per l’emittente televisiva centrale cinese (CCTV) e gli ha rivelato che la stazione televisiva aveva imbastito molte false notizie per servire gli scopi del Partito Comunista.

Il Sig. Arjrn, dopo aver firmato la petizione che chiede la fine immediata del prelievo forzato di organi, ha commentato: "Se possono torturare i praticanti del Falun Gong, possono certamente torturare altri cinesi; quindi se più cinesi sapranno la verità e cominceranno a opporsi al partito, il Partito crollerà".

Il signor Terence e la signora Vonney, una coppia che vive nel centro di Oakland, molti anni fa avevano già sentito parlare della persecuzione del Falun Gong e firmato la petizione a loro sostegno; avevano anche provato gli esercizi del Falun Gong per un po'. “Penso che dovremmo riprendere a fare gli esercizi di nuovo. È stata un’esperienza molto positiva", ha detto la signora Vonney rivolgendosi al marito.

La signora Inguid è un giornalista che segue il buddismo tibetano e ha compreso molto bene i principi di Verità, Compassione e Tolleranza.

Riferendosi al prelievo forzato di organi, ha detto: "Ho bisogno di tempo per metabolizzare questi fatti sconvolgenti. Sto pensando cosa si possa fare oltre alla raccolta delle firme e la distribuzione dei volantini, per fermare questa persecuzione".

Più di trecento firme sono state raccolte durante l'evento durato tre ore, e più di sessanta cinesi hanno abbandonato il PCC e le sue organizzazioni affiliate.

Versione inglese

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