Svizzera: Trentasei legislatori sollecitano l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani a consegnare alla giustizia l'ex dittatore cinese

(Minghui.org) Trentasei legislatori svizzeri hanno sottoscritto una lettera indirizzata al Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Zeid Ra'ad Al Hussein, invitandolo a contribuire a portare avanti le cause intentate contro Jiang Zemin per il ruolo che ha avuto nei 17 anni di persecuzione del Falun Gong.

Jiang Zemin, l'allora capo del Partito Comunista Cinese, nel 1999 ha dato il via alla persecuzione e ha diretto personalmente questa brutale campagna persecutoria. Dal maggio 2015 oltre 200.000 praticanti del Falun Gong in tutto il mondo hanno intentato cause contro Jiang indirizzandole alla Corte Suprema cinese. Nel frattempo, diversi milioni di persone di molti Paesi, anche della Cina, hanno firmato la petizione che chiede al sistema giuridico cinese di indagare sui crimini commessi da Jiang.

Prima di sottoscrivere la lettera, Henry Rappaz, uno dei membri del consiglio di Ginevra, ha ricordato che il mondo non ha prestato attenzione ai crimini nazisti fino a quando diversi milioni di ebrei hanno perso la vita. Ritiene che oggi sia arrivato il momento di agire per salvare i praticanti cinesi del Falun Gong che hanno sofferto indicibili violazioni dei diritti umani.

La lettera ha prima elogiato la campagna anti-corruzione che sta avvenendo in Cina e che ha portato alla caduta di numerosi funzionari governativi di alto rango. I legislatori svizzeri ritengono, infatti, che questa campagna sia un evidente segno di miglioramento dell’intero sistema giuridico cinese.

La lettera ha poi sottolineato che la persecuzione iniziata da Jiang Zemin nel 1999 è estremamente brutale, lo è in particolar modo il prelievo forzato di organi da praticanti del Falun Gong. La lettera ha inoltre informato Hussein che molte organizzazioni, tra cui le Nazioni Unite, il Parlamento Europeo e altri attivisti per i diritti umani, hanno portato avanti petizioni per porre fine al crimine del prelievo di organi, e che fino ad oggi hanno raccolto due milioni di firme.

La lettera chiede anche al sig. Hussein di incoraggiare il presidente cinese ad incriminare Jiang e di indagare sui suoi crimini, considerando che oltre 200.000 denunce penali sono state depositate contro di lui.

I legislatori hanno sottolineato che il mondo intero sta guardando lo sviluppo di queste azioni legali, e che tutti ne siamo testimoni. Pertanto stanno portando avanti questa richiesta affinché la storia sia testimone delle azioni intraprese oggi per fermare questi crimini.

Lo scorso agosto dieci i legislatori svizzeri avevano inviato una lettera simile direttamente al presidente cinese, esortandolo ad andare avanti con le cause contro Jiang.

Questa volta, invece, tra i firmatari ci sono dieci membri federali del Parlamento (MP), un ex deputato, un membro del Gran Consiglio del cantone di Ginevra, un ex membro del Gran Consiglio e 23 membri del Consiglio di Ginevra.

I parlamentari: Daniel Brelat, Dominique De Buma, Balthasar Glättli, Beat Jans, Liliane Maury Pasquier-, Lisa Mazzone, Carlo Sommaruga, Francine John, Andrea Geissbühler, Giovanni Merlini

L'ex deputato: Ueli Leuenberger

Il membro del Gran Consiglio del cantone di Ginevra: Didier Berberat

L'ex membro del Gran Consiglio: David Hiler

I membri del consiglio di Ginevra: Mathias Buschbeck, Marc Falquet, Jean Luc Forni, Henry Rappaz, Jean-Charles Rielle, Eric Stauffer, Andre Pfeffer, Bernhard Riedweg, Thomas Blasi, Christian Flury, Christian Grobet, Christian Zaugg, Daniele Magnin, Florian Gander, Francois Baertschi, Jean-François Girardet, Jean-Marie Voumard, Patrick Dimier, Patrick Lussi, Sandra Golay, Sarah Klopmann, Stephane Florey, Thomas Wenger

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