Cina: Imprigionato e torturato perché praticante del Falun Gong. Ex-ufficiale militare presenta una denuncia penale contro Jiang Zemin

(Minghui.org) Wei Danquan, ex ufficiale militare in servizio all'aeroporto di Shanhaiguan, è stato più volte imprigionato, picchiato e torturato, per aver rifiutato di rinunciare al Falun Gong, una disciplina spirituale perseguitata dal regime comunista cinese. In prigione ha sviluppato tubercolosi, cardiopatia e pleurite.

L'uomo ha da poco presentato una denuncia penale contro Jiang Zemin, l'ex leader del Partito Comunista che ha avviato la brutale persecuzione del Falun Gong.

Ripetuti abusi sotto custodia dello Stato

Un mese prima della persecuzione iniziata il 20 luglio 1999, il signor Wei aveva pubblicato un articolo su come aveva tratto beneficio dalla pratica del Falun Gong. Alcuni giorni dopo, i suoi superiori l'hanno preso e detenuto per sette giorni, poi l'hanno rilasciato e il giorno successivo l'hanno nuovamente arrestato.

Il 20 luglio un gruppo di funzionari dell'esercito gli hanno chiesto se voleva ancora praticare il Falun Gong. Quando ha risposto che l'avrebbe fatto, gli hanno revocato la sua iscrizione al Partito Comunista Cinese (PCC) e l'hanno detenuto in una cella, dove nella soffocante calura estiva, era sorvegliato da otto persone.

In un primo momento non gli è stato concesso di usare il bagno. Dopo 15 giorni è stato poi trasferito in una stanza più grande e tenuto sotto stretto controllo.

Nel dicembre del 1999, dopo essere ritornato a Shanhaiguan, i suoi superiori gli hanno chiesto di scegliere tra cambiare lavoro o essere congedato dall'esercito.

Sebbene non era più in stato di custodia veniva monitorato durante tutto il giorno. Il primo maggio del 2000 è stato infine congedato.

Nel corso degli anni è stato arrestato numerose volte e portato nei centri di detenzione e nelle carceri per aver rifiutato di rinunciare alla sua fede. È stato brutalmente picchiato e dopo aver fatto lo sciopero della fame, sottoposto all'alimentazione forzata. Come risultato ha iniziato a soffrire di tubercolosi.

A causa delle continue detenzioni la sua condizione è peggiorata e le torture subite gli hanno fatto sviluppare anche una forma di cardiopatia. Ogni giorno sveniva. Era rilasciato solamente quando era in punto di morte o quando si ripresentava la tubercolosi.

La polizia ha inoltre saccheggiato la sua abitazione e confiscato il computer, la macchina fotografica, il ricevitore satellitare e la macchina da cucire. I beni di sua proprietà non gli sono mai stati restituiti.

Antefatto

Nel 1999, Jiang Zemin, capo del Partito Comunista Cinese, scavalcando gli altri membri del comitato permanente del Politburo, ha lanciato una violenta repressione contro il Falun Gong.

Negli ultimi 16 anni, la persecuzione ha causato la morte di molti praticanti di questa disciplina. Gli agenti dell’ufficio 610, hanno inflitto su larga scala minacce, pestaggi, incarcerazioni illegali e torture ai praticanti del Falun Gong. La maggior parte di loro, sono stati torturati per la loro fede e persino uccisi per i loro organi. Jiang Zemin è direttamente responsabile per l'avvio e la continuazione di questa brutale persecuzione.

Il 10 giugno del 1999, sotto la sua direzione personale, il Partito Comunista Cinese, ha istituito un organo di sicurezza extralegale, chiamato Ufficio 610 (*). Questo ufficio è stato istituito per danneggiare la reputazione dei praticanti del Falun Gong, tagliare le loro risorse finanziarie e distruggerli fisicamente. Ha la precedenza sulle forze di polizia e sul sistema giudiziario e risponde direttamente alle direttive di Jiang Zemin.

La legge cinese permette ai cittadini, di ricorrere alle cause penali e molti praticanti, stanno ora esercitando tale diritto, presentando denunce penali contro l'ex dittatore.

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(*) GLOSSARIO

Versione inglese

http://en.minghui.org/html/articles/2016/7/24/157947.html

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