Shandong: I sette terribili giorni di detenzione trascorsi dalla signora Wang Dongmei

(Minghui.org) La signora Wang Dongmei della città di Pingdu, nella provincia dello Shandong, è stata arrestata mentre faceva visita a una praticante del Falun Gong presso una stazione di polizia. Nel centro di detenzione è stata brutalmente interrogata, perquisita, sottoposta ad un esame fisico, costretta a svolgere lavori forzati e minacciata di essere tenuta in detenzione in un ospedale psichiatrico. Ha dovuto sopportare sette giorni di terrore.

Il 15 giugno 2016, dopo la detenzione, la donna è stata rilasciata grazie allo sforzo combinato dei suoi familiari, dei suoi amici e di un avvocato. Quando ha raccontato la sua esperienza terrificante ha affermato: “Avevo sentito parlare del modo terribile in cui il Partito Comunista Cinese (PCC) tratta i praticanti del Falun Gong, ma adesso l'ho sperimentato in prima persona”.

Arrestata durante la visita ad un amica in una stazione di polizia

Il 9 giugno 2016 la signora Zhang Zhilan, amica della signora Wang, è stata arrestata ad un mercato ortofrutticolo mentre chiariva la verità (*) sulla persecuzione del Falun Gong. Dopo aver appreso la notizia, la signora Wang e molti altri praticanti si sono immediatamente recati alla stazione di polizia del distretto di Damujia della città di Gaomi per farle visita.

Avendo avuto il permesso di un agente di polizia, la signora Wang è entrata nella stanza in cui si trovava la sua amica, con l'intenzione di darle una bottiglia di latte.

Quattro agenti si sono immediatamente avventati su di lei e l'hanno immobilizzata al suolo, poi l'hanno trascinata in una stanza ed hanno iniziato ad interrogarla. Volevano sapere da dove provenivano gli oggetti che aveva nella borsa. Successivamente l'hanno fotografata e perquisita.

Più tardi l'hanno portata in un ospedale locale per eseguire un'esame medico generale, durante il quale quattro agenti di polizia l'hanno tenuta bloccata sul letto. Una volta terminato il controllo la donna è stata trascinata nell'auto della polizia e riportata alla stazione di polizia. Sulla via del ritorno l’hanno minacciata di mandarla in un ospedale psichiatrico per un'iniezione se “non avesse collaborato”.

Alla stazione di polizia hanno continuato ad interrogarla, hanno cercato di costringerla a rinunciare alla sua fede nel Falun Gong e se avesse maledetto il fondatore del Falun Gong le sarebbe stato permesso di andarsene, ma lei si è rifiutata. Verso mezzanotte gli ufficiali hanno desistito e le hanno detto: “Oggi siamo stati veramente molto buoni con te, non sei stata nemmeno ammanettata. Stasera pensaci attentamente, se domani collaborerai con noi sarai rilasciata”.

La mattina seguente diversi agenti l'hanno interrogata nuovamente. Essendosi rifiutata di farsi prendere le impronte digitali, gli hanno afferrato la mano con forza e hanno detto: “Non importa come, ma oggi prenderemo le tue impronte anche a costo di spezzarti le dita”; quando hanno tentato di aprirle la mano con la forza la praticante ha urlato dal dolore. Guo Yucheng, vice capo dell'Ufficio 610 (*) di Pingdu, è arrivato alla stazione intorno alle 09:00 e se ne è andato senza essere riuscito a persuaderla a rinunciare alla sua fede.

Il 10 giugno, la signora Wang è stata portata al centro di detenzione di Weifang. I test da sforzo e delle urine che ha eseguito nel pomeriggio con un esame medico, hanno dato entrambi esiti non soddisfacenti per l'ammissione al centro. L'hanno riportata in ospedale per la seconda volta, dove il medico che l'ha visitata ha affermato: “Lei potrebbe avere un problema al cuore”. Nonostante ciò la polizia l'ha nuovamente rinviata al centro di detenzione.

Incarcerata nel centro di detenzione di Weifang

Arrivata nel centro la donna è stata spogliata e costretta ad indossare l'uniforme della prigione.

In questa centro di detenzione ogni mattina i prigionieri sono costretti ad iniziare a lavorare a stomaco vuoto. Il lavoro consiste nel confezionare sacchetti dell'immondizia per gli impiegati governativi e il collante utilizzato è molto tossico.

Come unico pasto viene servito un piccolo piatto di cavolo cinese cotto con le radici ancora attaccate. I prigionieri che ottengono la cosiddetta valutazione di “buona prestazione di lavoro svolto”, possono avere in aggiunta un pezzo di cetriolo e viene concesso loro di lavarsi solo con l'acqua fredda.

I praticanti del Falun Gong vengono costretti a guardare video che diffamavano la disciplina spirituale e se il comportamento di anche uno solo di loro rende scontenta la guardia della cella sono puniti tutti.

A causa delle condizioni deplorevoli all'interno del centro di detenzione, molte delle persone che sono state detenute per lunghi periodi di tempo hanno sperimentato dolori articolari, stipsi ed altri problemi di salute. Il centro è così sovraffollato che ogni persona deve dormire su di un lato in solo venti centimetri circa di spazio. Ogni giorno ai detenuti è concessa solo una breve pausa per andare fuori a prendere una boccata della tanto necessaria aria fresca e ogni prigioniero è costretto a recitare le regole della prigione.

Il pomeriggio del 15 giugno 2016 la signora Wang è stata portata di nuovo a Pingdu. Per prima cosa è stata inviata all'Ufficio 610 della città dove il vice capo Guo Yucheng e molti altri hanno cercato di farle scrivere una dichiarazione di garanzia (*), cosa che la praticante si è rifiutata fermamente di fare.

In quel momento si trovava nell'ufficio anche il marito della donna ed essendo sottoposto ad una forte pressione, si è unito alle guardie nel tentativo di convincerla a rinunciare alla sua fede. È arrivato persino a picchiarla. Nonostante gli innumerevoli tentativi non sono riusciti nel loro intento e alla fine l'hanno lasciata tornare a casa.

Estorsione e perdita finanziaria

Al fine di garantire il suo rilascio, al marito della signora Wang sono stati estorti 15 mila yuan (2.000 euro circa). L'uomo ha inoltre dovuto pagare 240 yuan (32 euro circa), per la visita medica della moglie e 300 yuan (40 euro circa) per l'uniforme del centro di detenzione. La borsa della donna, che quando la polizia l'ha confiscata conteneva circa 1.000 yuan (135 euro circa), al momento del suo rilascio era vuota. Il centro di detenzione ha anche detratto altri 330 yuan (45 euro circa) dalla somma che il marito è stato costretto a depositare quando la praticante è stata arrestata. Hanno detto che erano per l'uniforme della prigione, la quale però era già stata pagata.

Informazioni sui contatti dei colpevoli della persecuzione della signora Wang:

Chen Yutao (陈玉涛), agente di polizia della squadra n.2 della divisione di sicurezza interna della città di Gaomi, incaricato del caso della signora Wang;
Liu Debin (刘地彬), capo della stazione di polizia di Damujia, +86-13864691696;
Guo Yucheng (国玉成), vice capo dell'Ufficio 610 della città di Pingdu, +86-15615887178

(*) GLOSSARIO

Versione inglese

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