Mongolia Interna: Donna sottoposta alla somministrazione di farmaci psichiatrici in carcere

(Minghui.org) Nell'aprile del 2016 la praticante del Falun Gong Zhai Cuixia, è stata rilasciata dopo aver scontato una condanna di quattro anni nel carcere femminile n.1 della Mongolia Interna. Avendo perso quasi tutti i denti a causa delle percosse subite, il suo corpo era ridotto a pelle e ossa, e quando è tornata a casa i suoi familiari a malapena stentavano a riconoscerla.

La signora Zhai ha raccontato alla sua famiglia che per due mesi è stata sottoposta ad iniezioni di farmaci sconosciuti che gli impedivano di pensare chiaramente, era estremamente affaticata e aveva una sensazione di bruciore allo stomaco. Ha affermato: “Durante questi due mesi a fatica sono riuscita a dormire, quando crollavo dal sonno mi sentivo sempre come se stessi cadendo in un abisso e poi mi svegliavo con il tremore”.

Una volta si è sentita così male e irrequieta che ha avuto l'impulso incontrollabile di correre verso la finestra per buttarsi giù. Fortunatamente le sbarre di ferro gliel’hanno impedito.

Quando è stata trasferita in un altro reparto, non le sono state fatte iniezioni per due giorni e solo a quel punto si è sentita meglio. È stato allora che si è resa conto che i suoi problemi fisici e psicologici erano stati causati dalle iniezioni. Da quel momento si è rifiutata di collaborare quando le guardie hanno cercato di fargliele nuovamente.

In questi anni la praticante è stata ripetutamente imprigionata e torturata per la sua fede. È stata arrestata l'ultima volta nell'aprile 2012 per aver distribuito del materiale informativo sul Falun Gong e nel mese di agosto successivo, è stata condannata a quattro anni di carcere.

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(*) GLOSSARIO

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