La polizia non può farmi del male perché il Maestro si prende cura di me

(Minghui.org) Nel marzo 1996, nel vasto mare dell'umanità, il Maestro mi ha svegliata e mi ha mostrato una strada per tornare a casa. Il Maestro mi ha presa per mano e mi ha protetta negli alti e bassi di due decenni di pratica della Falun Dafa. Vorrei condividere alcune esperienze miracolose che ho vissuto.

Il Maestro mi protegge, così la polizia non può controllarmi

Mi sono imbattuta in agenti di polizia, agenti di sicurezza interna, e funzionari dell'Ufficio 610, ma non ho avuto paura di loro, perché sapevo di avere il Maestro e che nessun altro è in grado di controllarmi.

Il Maestro ha detto:

“Quando i tuoi pensieri sono retti,
il male collasserà”
(“Cosa c’è da temere?” da Hong Yin II)

Ho sempre in mente la Fa del Maestro, così non ho sperimentato molto l'essere perseguitata.

Nel giugno 2013, quando sono uscita per parlare alla gente della persecuzione del Falun Gong, ho incontrato un soldato che era un membro del Partito Comunista Cinese (PCC). Gli ho parlato della persecuzione e ha accettato di lasciare il PCC. Poi ci siamo separati.

Mentre stavo uscendo del parco, qualcuno mi ha dato un colpetto sulla spalla e ha detto: "Sali in macchina così possiamo parlare". Sapevo che era un agente di polizia in borghese. Ho detto al Maestro nella mia mente: "Maestro, ti prego, aiutami".

L'agente mi ha trascinata verso la macchina, e ho visto quel soldato in piedi sul lato opposto della strada che rideva. Sapevo che mi aveva denunciata. Non lo odiavo, ero solo dispiaciuta per lui.

L'agente mi ha portata alla stazione di polizia, dove hanno tentato di scattarmi una fotografia e hanno perquisito la mia borsa. Mi sono messa il cappello di fronte alla faccia, così non sono riusciti a fotografarmi.

Un altro agente ha trovato il numero di telefono di casa mia nella mia agenda. Ha letto il numero più volte ed era sorpreso che si trattasse di un numero di un'altra provincia. Il Maestro mi ha protetto e ha cambiato il numero. Non potendomi scattare la foto, mi hanno legata a una sedia di ferro e se ne sono andati.

Ho pensato che avrei dovuto essere stata in grado di tornare a casa presto. Ho tirato fuori la mano destra dalle manette e ho inviato pensieri retti con la mano alzata. Un poliziotto si è avvicinato e mi ha chiesto perché avevo tirato fuori la mano. Ho detto: "Era scomodo". Ha detto: "Non possiamo permettertelo". Allora mi ha ammanettata di nuovo.

Un altro agente mi ha chiesto dove vivessi. Non ho risposto e mi ha posto la stessa domanda un paio di volte. Un po' seccata, ho detto: "Perché mi stai chiedendo dove è la mia casa? Vuoi saccheggiarla?"

È arrivato un altro poliziotto e mi ha detto: "Ti manderemo da qualche altra parte". Pensavo che stessero scherzando, ma non avevo paura perché sapevo che il Maestro si prendeva cura di me. Hanno smesso di chiedermi dove vivessi. Hanno detto che il soldato era abbastanza serio.

È entrata una giovane poliziotta con carta e penna. Pensavo che volesse farmi firmare qualcosa. Mi ha detto: "Sai scrivere?" Quando le ho detto di no, mi ha detto: "Allora non c'è bisogno che firmi". Ho pensato: "Se lo dovrò firmare, scriverò: 'La Falun Dafa è buona' e 'Verità-Compassione-Tolleranza sono buone'".

La polizia ha detto: "Non ti restituiremmo le tue cose. Sono solo un paio di amuleti. Puoi andare a casa". Ho detto loro: "Guardate quello che è scritto sull'amuleto". Tre agenti di polizia stavano leggendo mentre me ne andavo.

Sono andata in un'altra stanza per cercare la mia borsa. Un agente mi ha detto: "Aspetta qui, vado a cercartela". C’erano quattro o cinque persone nella stanza, la maggior parte era in borghese, ma uno era in uniforme. Gli ho raccontato i fatti della persecuzione e lo ho incoraggiato a lasciare il PCC e le sue organizzazioni affiliate. Mi ha chiesto: "Se lascio il PCC, come farò a guadagnarmi da vivere?"

Ho detto: "Non c'è bisogno che tu smetta di andare a lavorare per lasciare il PCC. Devi solo dire in cuor tuo che vuoi abbandonare il PCC". Nessuno ha detto nulla. Ho trovato la mia borsa, e tutto era ancora lì. Sono tornata a casa.

Alcuni giorni dopo, sono andata alla stazione degli autobus, non lontana dalla stazione di polizia dove ero stato trattenuta. Ho incoraggiato alcune persone a lasciare il PCC. Alcuni lo hanno fatto e sembravano molto felici.

Ho guardato dietro di me e ho visto un giovane uomo che mi sorrideva. Gli ho chiesto: "Ci conosciamo?" Ha detto: "Ti ho arrestata". Ho detto: "Giovanotto, non fare più questo genere di cose. Prepara una via d'uscita per te stesso, cioè lascia il PCC. Ti darò un pseudonimo- Changsheng". Ha accettato. Dopo essere tornata a casa ho pensato a quegli incontri. Era stato il Maestro a proteggermi.

Quando ero fuori casa per incoraggiare le persone ad abbandonare il PCC, non avevo paura. Perché il Maestro ha detto:

“Alcuni dicono: «Ma io voglio solo accertarmi che sia fatta giustizia». Benissimo dico io, dovremmo allora arruolarci tutti nella polizia?” (Zhuan Falun)

Sì, la polizia deve tenere a bada i cattivi. Il Maestro mi ha permesso di essere una brava persona e allora perché dovrei avere paura della polizia? Ogni volta che incontro degli agenti di polizia o delle macchine della polizia, invio pensieri retti e ripeto: "Mie" (eliminare) per eliminare il male dietro di loro.

Recentemente sono uscita per raccontare alla gente della persecuzione. Quando stavo per tornare a casa, un altro praticante si è avvicinato e mi ha detto: "Andiamo. Una macchina della polizia ha girato qui intorno diverse volte". Ho detto: "Non l'ho vista. Non mi possono raggiungere, ho il Maestro”.

Ho praticato per oltre 20 anni e penso che il Maestro sia la persona più stimata al mondo. Quando ho il Maestro e la Fa in mente, tutte le difficoltà semplicemente svaniscono.

Versione inglese

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