Ricordare le vittime della persecuzione dopo la Festa della Mamma

(Minghui.org) La Festa della Mamma appena trascorsa ci ricorda le donne innocenti che sono state uccise o che sono ancora incarcerate a causa della persecuzione del Falun Gong da parte del Partito Comunista Cinese. La persecuzione è iniziata nel 1999 e non si è ancora placata.

Vittima della persecuzione: Chen Zixiu


Chen Zixiu e i suoi nipoti


La praticante del Falun Gong Chen Zixiu, che al momento della morte aveva 59 anni, è stata la prima madre a morire a causa della persecuzione. Il 16 febbraio del 2000 è stata arrestata e portata al “centro di trasformazione e detenzione dei praticanti del Falun Gong”, gestito dall'ufficio di Chengguan Street.

Gli agenti comunisti l'hanno percossa alla testa, alle gambe, alle spalle e ai piedi con manganelli di gomma e ustionata con quelli elettrici.

Gli altri praticanti detenuti potevano sentire le sue urla di dolore durante tutta la notte. Mentre la picchiavano ferocemente, gli agenti le hanno chiesto di rinunciare alla sua fede, ma lei si è rifiutata con fermezza.

La mattina del 20 febbraio 2000 Chen, che era allo stremo delle forze, è stata costretta a strisciare nella neve. Dopo due giorni di torture, le gambe erano gravemente ferite. Infine ha vomitato, è svenuta e non ha più ripreso conoscenza.

Vittime della persecuzione: Wang Lianrong e la famiglia


Wang Lianrong (davanti a sinistra) assieme al marito Chen Yunchuan e ai loro figli


Wang Lianrong era una praticante del Falun Gong del villaggio di Canfangying, nella municipalità di Beixinbao – contea di Huailai della città di Zhangjiakou (provincia dell'Hebei). Alle 11:00 del 4 agosto 2006 è morta mentre stava vivendo in esilio. Da allora sono deceduti a causa della persecuzione anche tre dei suoi quattro figli. Al momento della sua morte, l’anziano marito che viveva con lei è stato poi arrestato perché praticante del Falun Gong, mentre la figlia maggiore era ancora imprigionata.

Vittima della persecuzione: Zou Jin

La praticante del Falun Gong Zou Jin è stata torturata e molestata dal Partito Comunista Cinese (PCC) e nel marzo 2011 è morta all'età di 77 anni dopo aver sofferto in modo atroce.

Il 20 febbraio 2001 gli agenti di polizia l'hanno arrestata e poi portata al centro di detenzione n.1 della città di Changsha. Il 18 novembre 2001 è stata condannata a nove anni di carcere sulla base di accuse inventate.

Nel centro di detenzione è stata sottoposta a svariati tipi di torture. Durante i numerosi interrogatori le guardie l'hanno ustionata con manganelli elettrici, trascinata per la testa e sbattuta contro il muro, privata del sonno, fatta stare in piedi per tutta la notte, privata di cibo e acqua, ed altro ancora.

Due guardie sono andate nella cella di Zou e l'hanno interrogata per una notte intera, ma lei non ha collaborato. In risposta l'hanno trascinata sul letto e dopo avergli legato braccia e gambe, si sono tolti i pantaloni e l'hanno violentata. Poi hanno infilato a forza un manganello elettrico nella vagina ustionandola e facendola urlare dal dolore. Le guardie hanno sfilato il manganello solo dopo che ha perso conoscenza. La donna avvertiva un dolore atroce perché la vagina stava sanguinando e gonfiandosi. Non ha potuto sedersi o camminare per oltre un mese.

Vittima della persecuzione: Hao Runjuan

Il 25 febbraio 2002 Hao Runjuan, praticante della città di Zhangjiakou nella provincia dell'Hebei, è stata arrestata illegalmente (*) e il 18 marzo 2002 è stata torturata a morte.

Durante i ventidue giorni di detenzione la praticante ha subito ogni tipo di tortura. Dopo la sua morte, la polizia ha condotto un'autopsia senza l'approvazione dei familiari.

La famiglia è stata chiamata a identificare il corpo, ma era irriconoscibile. Il cadavere non si era ancora irrigidito e si potevano vedere le macchie di sangue.

Nonostante avessero osservato il corpo per due volte, i familiari non erano convinti che fosse quello della loro cara. Il cadavere è stato identificato solo dopo che le autorità hanno prelevato un campione di sangue dal figlio di due anni per eseguire un test del DNA.

Vittime della persecuzione: Zhou Ziangyang e la famiglia


Zhou Xiangyang e la moglie Li Shanshan


Nel novembre 2016 i praticanti del Falun Gong Zhou Xiangyang e la moglie Li Shanshan sono stati condannati rispettivamente a sette e sei anni di prigione.

La madre anziana di Zhou, Wang Shaoping, ha chiesto aiuto alla società internazionale per prestare soccorso ai suoi figli.

La donna ha scritto: “Negli ultimi diciassette anni la mia famiglia ha potuto vivere in pace raramente. Mio figlio Xiangyan è stato condannato a due anni di lavori forzati e la condanna è stata poi estesa per un altro anno.

“Dal momento che la sua condanna complessiva era di nove anni, ha trascorso a casa solamente due volte il Capodanno cinese. Nel 2001 mio figlio maggiore e la moglie sono stati condannati rispettivamente a nove e a tre anni di carcere. Mio marito ed io abbiamo dovuto andarcene da casa per evitare altre persecuzioni”.

“Quattro anni dopo siamo stati arrestati e condannati ai lavori forzati, mio marito per due anni e io per un anno e sei mesi. Dopo il nostro rilascio non abbiamo mai smesso di cercare di salvare Xiangyang”.

Innumerevoli madri sono morte a causa della persecuzione

Durante gli ultimi diciotto anni sono stati continuamente uccisi e torturati numerosi praticanti innocenti del Falun Gong. Innumerevoli madri sono morte e innumerevoli famiglie sono state distrutte a causa della persecuzione.

Ora che la Festa della Mamma è conclusa facciamo le nostre più sentite condoglianze alle famiglie di tutte quelle madri che sono state torturate e uccise.

Chiediamo a tutti i lettori di riflettere sulla gravità della brutale persecuzione del Falun Gong in Cina e di contribuire a farla cessare.

(*) GLOSSARIO

Versione inglese

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