Parigi-Francia: L’ Excellence Française presente allo spettacolo di Shen Yun

Gérard Bonnefont, vice-presidente de l'Excellence Française, un’istituzione sviluppatasi in Francia da quattro anni per valorizzare i talenti in alcuni settori di attività, industriali, culturali, gastronomici, era presente allo spettacolo di Shen Yun a Parigi.

Gérard Bonnefont, vice-presidente dell’Excellence Française (Zhang Yue/The Epoch Times)

Gérard Bonnefont, elegantemente accompagnato da due rappresentanti di questa Excellence Francaise – in particolare da Christiane Lambert, vice-presidente della FNSEA (Federazione nazionale dei gestori agricoli), e da il Sig. Edelstenne, presidente del Dassault Aviation – si è gentilmente prestato a lasciare il suo commento:

“Ho visto una cosa straordinaria, ho scoperto la Cina, ho scoperto un’intelligenza dello spettacolo attraverso i fondali dietro ai ballerini e alle ballerine, attraverso i suoi ballerini che sparivano nella fossa e che riapparivano nello spettacolo, con gli abiti che svolazzavano al vento.”

“Veramente, avete dei segreti, siete anticipatori, avete inventato la polvere da sparo, avete inventato la scrittura, avete inventato molte cose in Cina, e adesso avete inventato uno spettacolo estremamente vivo, con i vostri ballerini che si levano da terra e saltano fino a due metri e mezzo, e ci si domanda come fanno senza fare nemmeno un rumore. È di una leggerezza, di un’eleganza, di un ritmo, e questi movimenti d’insieme sono estremamente straordinari.”

Gérard Bonnefont ha viaggiato molto in Asia. Ha avuto l’occasione di assistere a diversi spettacoli di alto livello in quei luoghi. Tuttavia Shen Yun gli è sembrato diverso: “È la vera Cina e la vera tradizione cinese. Ci si rende conto che attraverso queste tradizioni cinesi ci si può capire con la Cina, che attraverso le tradizioni, il folklore, ogni scena racconta una storia di una regione differente della Cina. […] Il mondo moderno deve appoggiarsi alla tradizione, al ritmo, al folklore, alla fine è questo che rende le persone felici.

“Ho trovato che è stato un modo formidabile di raccontare della Cina, attraverso le danze ed i canti di alta qualità, il livello dell’orchestra, con 35 persone che non si sono mai viste durante lo spettacolo ma che hanno suonato una musica straordinaria dal vivo.”

Uno spettacolo che farà dunque da ponte tra Oriente e Occidente? Già dal punto di vista musicale, sembra farlo: “ho trovato che c’era una felice combinazione tra la musica europea e la musica cinese, e che nessuna scavalcava l’altra. Questo ne fa un’unità moderna, nuova, che non è mai stata ascoltata prima d’ora. Tra gli strumenti cinese, gli strumenti francesi, gli strumenti austriaci, gli strumenti tedeschi e quelli europei c’è una lieta unione che fa si che la musica sia in perfetta sintonia con la danza, con il canto e con i fondali digitali sullo sfondo. Dunque c’è un insieme estremamente ricco. Del resto le persone applaudivano, si sono alzate perché non ci si aspettava questo livello di qualità. La qualità coreografica è eccezionale!.

La Sig.ra Lambert, all’uscita dell’anfiteatro del Palazzo dei Congressi, mostra lo stesso livello di entusiasmo: “ho trovato questo spettacolo magnifico e ancora di più. È ricco di colori, di emozione e di messaggi. Dei messaggi formidabili! C’è una performance degli artisti, una performance tecnica, ma anche una performance di messa in scena con dei fondali estremamente graziosi, veri. Anche la storia è raccontata in modo rimarcabile ed è anche molto coraggiosa per alcuni messaggi spirituali e francamente è meravigliosa. La musica, la danza, la personalità dei danzatori che traspare vividamente, questo dona potenza allo spettacolo… Non ci si accorge del tempo che passa.”

“Sono portati dalla loro arte”, aggiunge. “Sono al 100% in quello che stanno facendo. Tutto questo si vede nei loro occhi, nei loro gesti, nei loro corpi. C’è veramente il 100% d’investimento personale da parte di tutti gli artisti. Il sorriso è molto espressivo, ma quando c’è una scena più grave anche il loro volto si rattrista. Ci sono anche delle cose umoristiche come i piccoli monaci giocosi. Penso che unire la terza dimensione con l’attività fisica sulla scena, è un’idea molto buona, dona un po’ di humor ma anche una grande originalità tecnica.”

“Quello che impressiona, che lo voglia o no, è il movimento d’insieme,” conclude Gérard Bonnefont. “è la capacità di poter, senza direttore d’orchestra, ma attraverso una musica estremamente ritmata, arrivare a dare un movimento d’insieme che è perfetto, cioè tutti i gesti sono fatti all’unisono – i gesti sono moderni, ma l’insieme è antico.”

Per saperne di più:www.shenyunperformingarts.org

Versione francese: http://fr.clearharmony.net/articles/201204/60564.html

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