La Forza Interiore Trionfa sulla Tortura

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Quaranta detenuti furono obbligati a stare faccia al muro nella piccola cella sudicia, mentre Crystal Chen veniva torturata. La polizia voleva essere sicura che sentissero le torture ma non le vedessero. La loro ultima vittima era morta, così Chen era una nuova sfida.

La gettarono sul pavimento e quattro uomini del noto Ufficio 610 cinese le bloccarono gli arti immobilizzandola.

Ruppero una bottiglia d’acqua per usarla come imbuto. Versarono mezzo chilo di sale nella bottiglia, aggiungendo un goccio d’acqua. Coprirono gli occhi di Chen con un panno sporco. Le guardie spinsero con forza l’imboccatura della bottiglia contro i denti di Chen, cercando di tenere aperta la sua bocca con la forza usando uno spazzolino da denti usato. Era ostinata – sapeva che il sale avrebbe potuto ucciderla.

Una guardia donna suggerì agli uomini di colpirla ai piedi con un bastone, obbligandola a reagire e aprire la bocca.

“Il sale andò ovunque nella mia bocca e su per il naso” ha raccontato Crystal in una intervista a New York, dopo il suo arrivo negli Stati Uniti il 13 maggio.

“La gola e il naso bruciavano terribilmente. Non potevo respirare; pensavo di stare per morire.”

Chen ha raccontato che stava lottando contro il dolore, quando ha deciso di rilassarsi e di pregare per avere la forza di sopportare. Quasi immediatamente il capo delle guardie ordinò di interrompere la tortura. Una delle guardie che la teneva ferma cadde.

“Vomitai sale e sangue per giorni e non potevo mangiare”, ha detto Chen. “Le mie labbra erano piene di sangue, potevo parlare a fatica. E ancora mi ammanettarono.”

La scena della prima tortura subita da Chen fu la Stanza 212 nel Centro di Detenzione del Distretto Tianhe, nella città di Guangzhou. A quel tempo aveva 27 anni e praticava il Falun Gong, una antica pratica spirituale, da tre anni. Chen fu arrestata pochi giorni prima del Natale 1999, dopo aver consegnato una lettera all’Ufficio Centrale delle Petizioni, in cui esprimeva il suo desiderio che la persecuzione contro il Falun Gong fosse fermata.

Sei giorni dopo il suo rilascio dal centro di detenzione, un praticante di nome Gao Xianmin, morì in seguito alla stessa tortura con sale ad alta concentrazione.

Presto Chen fu licenziata dal lavoro per aver “violato la disciplina del lavoro”. Era una delle centinaia di migliaia di praticanti del Falun Gong che erano stati maltrattati al lavoro e che avevano perso il loro impiego durante la persecuzione in Cina.

Il successivo arresto di Chen avvenne nel 2000, quando fu rinchiusa in un centro di detenzione della provincia di Hebei.

“Mi ammanettarono a un termosifone per tre giorni, obbligandomi a rivelare il mio nome” ha raccontato. “Vidi molti altri praticanti da ogni parte della Cina che furono torturati con bastoni, appesi al soffitto, colpiti con bastoni elettrici; la loro pelle era coperta di lividi neri e di bruciature.”

L’artista Weixing Wang ritrae una praticante del Falun Gong che subisce l’alimentazione forzata per mano della polizia cinese. L’inserimento del tubo nel naso è utilizzata per procurare dolore, e poi vengono introdotte a forza grandi quantità di sale o altre sostanze nella vittima (Immagine cortesemente concessa da FalunArt.org)

Il Campo di Lavoro Forzato Chatou usava tecniche di tortura leggermente diverse. Nel 2000 Chen fu condannata a due anni là, senza processo.

Una mattina verso le 9 a Chatou, Chen fu portata in una stanza scura con tutte le finestre coperte di giornali.

Le guardie chiamarono alcune detenute tossicodipendenti e mi legarono mani e gambe: mi obbligarono a sedere nella posizione del doppio loto e mi legarono in quella posizione; poi mi legarono le mani dietro la schiena e mi misero nel mezzo della stanza; continuarono a colpirmi e a insultarmi. Rimasi legata per 14 ore, senza poter andare in bagno e senza poter riposare. In seguito le mie gambe persero la sensibilità per molto tempo.

Chen ha raccontato che due praticanti, Jiao Jian e Tang Yiwen, sono stati resi disabili permanentemente con questa tortura.

“Immediatamente dopo aver subito questa tortura, fui messa in un’altra posizione chiamata ‘stare a croce’. Stirarono le mie mani verso l’esterno, ammanettandomi al limite dell’estensione, obbligandomi a stare in quella posizione per tre giorni senza interruzione.”

Nel 2004, Chen tornò nel Centro di Detenzione del Distretto Tianhe, questa volta per due anni e mezzo. Là divenne la prima vittima a subire l’alimentazione forzata attraverso un tubo di plastica inserito nel suo stomaco attraverso le narici.

“I medici della prigione non sapevano nulla dell’alimentazione attraverso le narici”, ha raccontato Chen. “Mi bloccarono su una sedia, incatenarono le mie mani e spinsero indietro la mia testa. Poi inserirono un tubo di gomma nel mio stomaco attraverso le narici, i medici tirarono e spinsero il tubo molte volte per causare più dolore.”

La Signora Chen dimostra come era stata legata da detenute tossicodipendenti nel campo di lavoro dove era detenuta. Le detenute la picchiarono per 14 ore consecutive, mentre le sue gambe e le sue braccia erano legate. (Charlotte Cuthbertson/The Epoch Times)

Chen disse che lasciarono il tubo inserito per parecchi giorni, con l’estremità fissata ad una lato della sua testa con del nastro adesivo e lasciata aperta. Aveva paura di toglierlo, perchè conosceva il dolore che si provava quando veniva inserito di nuovo.

“Anche dopo parecchi giorni di questa tortura non scesi a compromesso” ha raccontato. “La polizia disperata mi ha mandata all’Ospedale di Guangzhou per farmi fare un'iniezione. Un agente di polizia disse alla guardia di nome Zheng, “Dovremmo mandarla all’Ospedale Kanghua per farla stuprare.”

Chen sfuggì allo stupro, ma fu comunque molestata sessualmente.

Scappare in Tailandia ed essere alla fine accettata negli Stati Uniti come rifugiata delle Nazioni Unite è stato un viaggio lungo per Chen. Ora che è libera, è impegnata a porre fine alla persecuzione in Cina.

Il 20 luglio di quest’anno saranno 10 anni da quando il regime comunista ha lanciato la persecuzione contro il Falun Gong.

Versione inglese: http://www.theepochtimes.com/n2/content/view/18233/

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