Heilongjiang: Donna ricorre in appello contro la condanna a 5 anni per il suo credo

(Minghui.org) Una residente della contea di Yi’an si sta appellando contro il verdetto di colpevolezza nei suoi confronti per aver rifiutato di rinunciare al Falun Gong, una disciplina spirituale perseguitata dal regime comunista cinese.

La signora Liu Yumei, 36 anni, è stata arrestata il 30 novembre 2015 e condannata a cinque anni nell’ottobre del 2016. Questa non è la prima volta che viene presa di mira per il suo credo. Tra il 2001 ed il 2002 è stata arrestata due volte e ha subito molestie sessuali, torture brutali ed altre forme di maltrattamento da parte della polizia e dalle guardie.

Primo arresto seguito da molestie sessuali e lavoro forzato

La signora Liu è stata arrestata il 30 gennaio 2001 durante l’appello per il Falun Gong a Pechino. I poliziotti l’hanno molestata sessualmente più volte durante la sessione degli interrogatori, poi le hanno versato acqua bollente su tutto il corpo prima di portarla fuori ad affrontare il gelo.

È stata poi riportata nella contea di Yi’an, dove è stata reclusa per più di 30 giorni in due diversi centri di detenzione. Ha fatto lo sciopero della fame in segno di protesta ed è stata sottoposta ad alimentazione forzata. Provava così tanto dolore che si rotolava a terra agonizzante. Spesso espettorava coaguli di sangue.

Il suo calvario è continuato dopo essere stata sottoposta a lavoro forzato. È stata torturata al punto in cui una volta ha perso la capacità di parlare per un mese. Le guardie però non hanno mollato; l’hanno costretta a fare lavori pesanti e l’hanno torturata in diversi modi.

Liu è stata rilasciata soltanto nel febbraio 2002.

Ricoverata in ospedale per dodici giorni dopo il secondo arresto

La polizia è tornata per arrestarla nuovamente il 19 aprile 2002; lei è riuscita a fuggire e la polizia ha pagato i suoi compaesani per la sua cattura in caso di avvistamento.

Il 28 novembre 2002 la signora Liu è stata infine prelevata presso il suo appartamento in affitto. La polizia le ha confiscato 850 yuan (circa 117 euro) in contanti che aveva con sé e l’ha picchiata così forte da farla svenire più volte.

Il giorno dopo è stata trasferita presso il primo centro di detenzione di Mudanjiang. Il suo sciopero della fame è stato nuovamente interrotto con l’alimentazione forzata. Le guardie l'hanno privata delle lenzuola e non le hanno permesso di usare il bagno. Inoltre le hanno incatenato i piedi ad un anello ancorato al pavimento.

Liu è svenuta più volte ed è stata ricoverata per 13 giorni consecutivi.

Condannata a cinque anni dopo il terzo arresto

La signora Liu successivamente si è trasferita nella città di Yingkou, provincia dello Liaoning.

Il 30 novembre 2015 ha ricevuto una chiamata dalla polizia di Yingkou. Hanno finto di essere impiegati della sua banca e le hanno chiesto di andare a compilare alcune pratiche burocratiche. Lei è andata ed al suo arrivo è stata arrestata.

La polizia della contea di Yi’an il 9 dicembre 2015 l’ha condotta presso il centro di detenzione della città di Qiqihar. Un gruppo di poliziotti tra i quali Wang Shigang, Su Guohui, Duan Ruisheng e Xu l’ha interrogata. Erano presenti inoltre Wang Lan, Yang Liu, Xue Hingwei e Li Qichao della locale procura.

La procura ha rigettato il caso per insufficienza di prove. La polizia, però, è riuscita a fabbricare più prove e ha inviato il suo caso al tribunale della contea di Yi’an.

Il 16 giugno 2016 la famiglia della signora Liu si è recata presso il tribunale per chiedere il suo rilascio, sostenendo che non aveva infranto alcuna legge diffondendo informazioni circa il Falun Gong e presentando una denuncia penale contro l’ex dittatore cinese Jiang Zemin. Song Hongchen, presidente del tribunale, ha ordinato ad un assistente di filmare la famiglia durante l’incontro.

Il 22 settembre 2016, durante l’udienza, l’avvocato della signora Liu l’ha dichiarata non colpevole, ma il giudice l’ha condannata a cinque anni.

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