Lanzhou: Praticanti condannati al carcere per aver appeso striscioni sul Falun Gong

(Minghui.org) Il 13 maggio 2015 il signor Guan Longshan insieme ad altri praticanti, è stato condannato a quattro anni di carcere per aver appeso striscioni relativi al Falun Gong. Il 14 aprile 2016 è stato uno dei sei praticanti messi sotto processo. Tra questi c’era anche la cognata e la signora Wang Liqian che è stata condannata a cinque anni di carcere.

Durante la notte del 13 maggio 2015, giorno del 16 ° anniversario della Giornata Mondiale della Falun Dafa, ovunque nel centro e nei dintorni della città di Lanzhou sono stati appesi striscioni e cartelli con su scritto "Celebrare la Giornata Mondiale della Falun Dafa" e "gli sforzi globali per portare Jiang Zemin alla giustizia".

In risposta la polizia ha arrestato una dozzina di praticanti e i loro familiari, tra cui il signor Guan, il fratello Guan Longyan, la cognata Wang Liqian, la sorella Guan Longmei e il padre di settantaquattro anni.

Il 19 giugno 2015 il signor Guan Longshan è stato arrestato a casa del padre da un poliziotto in borghese che si è precipitato all’interno dell’abitazione. Quando il padre ha aperto la porta ad uno dei nipoti. Il vecchio è stato sbattuto sul pavimento di cemento. La polizia ha ammanettato il signor Guan, il padre e la sorella per poi portarli alla stazione di polizia.

Prima del processo il signor Guan è stato tenuto in un centro di detenzione. Tutt'ora è detenuto nella prigione di Yongdeng in una remota regione della provincia del Gansu ed è molto difficile per la sua famiglia riuscire a fargli visita, poiché non ci sono mezzi pubblici da Lanzhou.

La signora Guan Longmei, sorella del signor Guan, è stata rilasciata dopo un'ora d’interrogatorio. Il padre invece è stato legato a una sedia di ferro (*) per oltre quattordici ore prima di venire rilasciato. Quando è tornato a casa si lamentava perché era stato gravemente ferito al petto. Dopo sei mesi, il 17 gennaio 2016 in mancanza di una cura corretta e tempestiva da parte dei figli, l'anziano è morto.

Il fratello perde il lavoro e la cognata viene condannata al carcere

Per tre settimane il fratello del signor Guan e la cognata si sono barricati nel loro appartamento per evitare l'arresto, ma il 13 luglio 2015 la polizia ha fatto irruzione da una finestra al quarto piano. Mentre erano sotto custodia della polizia sono stati maltrattati fisicamente e la loro casa è stata perquisita e saccheggiata. Due giorni dopo il fratello del signor Guan è stato rilasciato, ma la signora Wang Liqian dopo il processo è stata portata in un centro di detenzione e condannata a cinque anni nella prigione femminile del Gansu.

Finito il processo il fratello del signor Guan è tornato al lavoro e ha scoperto che era stato licenziato. Ora vive con il padre e la sorella, e si prende cura dei suoi due bambini in età scolare e di sua suocera. Nel dicembre del 2016 lui e la suocera sono andati a visitare la moglie in carcere, ma le autorità non hanno permesso loro di vederla perché la donna si è rifiutata di rinunciare alla sua fede nel Falun Gong.

Madre devastata dopo la morte del marito

Il signor Guan Longshan ha una grande famiglia. La madre, la sorella, la signora Guan Longmei, il fratello e la cognata, praticano il Falun Gong. Negli ultimi diciassette anni sono stati tutti ripetutamente perseguitati a causa della loro fede.

Nel 2007 la madre del signor Guan, la signora Lu Guiqin, è stata portata in un centro di lavaggio del cervello per la pratica del Falun Gong e in seguito è stata segretamente condannata a quattro anni di carcere. Quando finalmente la famiglia l’ha scoperto, il termine per il ricorso era già scaduto.
In un anno di detenzione, a causa delle gravi torture subite, la signora Lu ha perso la vista da entrambi gli occhi ed è diventata disorientata mentalmente . Ad agosto 2010 è stata finalmente rilasciata per motivi medici. Avendo una parte del corpo paralizzato, la donna è stata curata dal marito.
Nel gennaio 2016 dopo la morte del marito, le condizioni della donna sono gravemente peggiorate. Non risponde quando le si parla e ha difficoltà a dormire. È stata portata in ospedale dove la TAC ha mostrato tre blocchi nel cervello.

Storia della persecuzione della sorella Guan Longmei

Negli ultimi diciassette anni la signora Guan Longmei, sorella del signor Guan, di quarantasette anni, è stata mandata due volte ai lavori forzati, una volta in un centro di lavaggio del cervello e arrestata tre volte, per la pratica del Falun Gong. Il marito messo sotto pressione ha chiesto il divorzio quando la loro figlia aveva solo un anno.

Nel luglio 1999 il regime comunista cinese ha lanciato la violenta repressione del Falun Gong sotto l'allora capo Jiang Zemin. Come molti praticanti la signora Guan Longmei è andata a Pechino per fare appello per il diritto di praticare, sia in luglio che a dicembre del 2000. Ogni volta è stata riportata a Lanzhou e messa in centri di detenzione, dove è stata picchiata e fisicamente torturata. La sua schiena è diventata nera e viola, ha perso la capacità di vedere i colori e nel febbraio 2001, pochi giorni dopo il suo ritorno a casa dal centro di detenzione, la polizia ha fatto irruzione nell’abitazione prendendole la figlia dalle braccia e dicendole di andare a fare un colloquio alla stazione di polizia.

Quel pomeriggio la signora Guan è stata inviata al campo di lavoro forzato Ping'antai, dove è stata condannata a un anno. Durante la detenzione è stata spesso picchiata e appesa per le braccia.
Poco dopo il suo ritorno a casa è stata nuovamente arrestata e inviata ad un centro di lavaggio del cervello e solo nel maggio 2002 è stata rilasciata.

Nel mese di agosto 2002 la signora Guan è stata nuovamente arrestata a casa di un altro praticante, e costretta ad un anno e mezzo di detenzione nel campo di lavoro forzato di Ping'antai. Nell’aprile del 2004 dopo che è tornata a casa, la polizia locale ha continuato a monitorarla ovunque e molestarla.

Dopo la morte del padre la signora Guan si è presa cura della madre a tempo pieno.


(*) GLOSSARIO

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