Corriere.com: Harper dribbla la polemica

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A Pechino in scena la “diplomazia del silenzio” ammesso che in effetti cinque anni per una visita in Cina sono un po’ troppi, ma ha aggiunto che le autorità di Pechino non possono aspettarsi che il Canada rimanga in silenzio sul tema del rispetto dei diritti umani.

Nella giornata di ieri il primo ministro ha lasciato la capitale Pechino per recarsi a Shanghai dove ha tenuto un discorso alla Camera di Commercio sinocanadese della regione.

Il clima ieri era molto più disteso anche se rimane una certa tensione dopo il modo alquanto aperto a critico con cui le autorità cinesi hanno ricordato al capo del governo canadese che la sua visita, molto gradita, è pur sempre giunta con cinque anni di ritardo.

Il capo del governo canadese non ha reagito direttamente all’inconsueta rottura di protocollo da parte delle autorità cinesi adottando la politica del silenzio e concentrandosi invece sulla necessità di espandere gli interessi economici reciproci.

I rapporti tra Cina e Canada si sono raffreddati con l’arrivo al governo dell’esecutivo conservatore. Harper, infatti, ha più volte criticato più o meno apertamente il governo cinese per il mancato rispetto dei diritti umani e, in particolare, per i rapporti con il Dalai Lama e il gruppo dei Falun Gong.

Ottawa ha infatti più volte accolto in Canada il capo spirituale della minoranza tibetana che chiede l’indipendenza dalla Cina e che subisce numerose repressioni da parte delle autorità di Pechino.

Harper, infatti, contrariamente all’ex primo ministro Jean Chrétien che in Cina era di casa, ha adottato una politica più prudente parlando spesso della necessità di rispettare i diritti umani.

Tale atteggiamento è stato più volte criticato dagli esponenti del mondo dell’economia canadese, che si sono ritenuti danneggiati da tale comportamento del governo e chiedendo invece una apertura verso Pechino.

Ecco perché l’arrivo di Harper in Cina è stato accolto con grande soddisfazione da entrambi i governi e dal mondo degli affari; un po’ meno dalle organizzazioni per il rispetto dei diritti umani, anche se Harper ha confermato il suo impegno di continuare a parlare dei loro problemi.

Lo ha fatto parlando ieri a Shanghai dove ha pronunciato l’unico discorso previsto durante questa sua visita in Cina. Harper si è concentrato sui rapporti economici mettendo in risalto l’interesse comune se tali rapporti saranno ulteriormente rafforzati nel futuro.

Il primo ministro ha riconosciuto l’immenso potenziale economico della Cina, ma ha anche sottolineato come il Canada stia emergendo sempre di più come una superpotenza a livello mondiale, dove è già la settima nazione per la produzione di petrolio e la terza per il gas naturale. Harper ha anche elencato i numerosi vantaggi che vi sono per gli imprenditori cinesi a investire in Canada «ma - ha detto - come il commercio è un fenomeno bilaterale, così lo è anche il dialogo». Ed ha aggiunto: «Il nostro governo ha sempre ritenuto che un rapporto economico reciproco non è compatibile con un dialogo franco e onesto su valori come libertà, democrazia e rispetto dei diritti umani».

Reazioni positive alla visita di Harper in Cina si sono avute anche in Canada anche se non sono mancate le critiche.

Commentando la reazione di Pechino al ritardo della visita di Harper il deputato liberale Bob Rae aveva ieri detto che Harper doveva aspettarsela dopo che aveva ignorato per cinque anni la realtà cinese, danneggiando i rapporti bilaterali e quindi gli interessi commerciali canadesi.

Fonte: http://www.corriere.com/viewstory.php?storyid=94573

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