Falun Gong, persecuzione senza confine

Passano per Roma le violenze della “pratica di coltivazione” odiata da Pechino
 
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(Italia Sera) - Vuole far conoscere al mondo intero, le violenze e le persecuzioni che il governo cinese, porta a termine contro tutti coloro che praticano il “Falun Dafa”, conosciuto anche con il nome di “Falun Gong”, una “pratica di coltivazione”. Testimone di un assurdo ed ingiustificato accanimento nei confronti dei praticanti è JANE ZHIZHEN DAI, una donna di 38 anni, laureata in economia e madre di una bellissima bambina, di due anni, che grazie all’impegno del governo australiano è riuscita a sfuggire ad un atroce destino, come quello che è toccato al marito, morto due anni fa, dopo essere stato arrestato dalla polizia cinese, perché colpevole di praticare il “Falun Gong”. Il suo corpo è stato rinvenuto abbandonato nel mese di luglio del 2001 in un sobborgo di Guangzhou in avanzato stato di decomposizione
“A distanza di tempo - dice ZHIZHEN - e dopo numerosi interventi delle autorità australiane, mi hanno restituito un’urna contenenti le ceneri del mio coniuge”.

Una storia che ha scosso le coscienze di migliaia di cittadini europei, che ora più che mai chiedono un intervento da parte della Comunità Europea, affinché venga riconosciuto universalmente il diritto di ogni essere umano di poter esternare liberamente il proprio pensiero senza per questo subire conseguenze fisiche e psicologiche.

Ma che cosa è il Falun Gong ?

I milioni di persone che lo praticano in tutto il mondo, lo definiscono una “pratica di coltivazione”. Si coltiva la mente, il corpo e lo spirito agendo in accordo con il principio di “verità, compassione, tolleranza”. Il Falun Dafa, non è religioso, né tantomeno politico, visto che non contiene alcun programma politico o rituale religioso. Non ha una lista di iscritti o una organizzazione formale. Tutte le lezioni (esercizi fisici) sono impartite da volontari e sono del tutto gratuite. Le persone, sono libere di partecipare o di andarsene in qualsiasi momento lo desiderino. I praticanti credono nel principio onorato nel tempo che la parte buona della natura umana sia la chiave dell’illuminazione spirituale. Il Falun Dafa, insegna a guardare sempre dentro se stessi per migliorarsi ed assumersi la responsabilità delle proprie decisioni e azioni. I praticanti, conducono un normale vita famigliare, lavorano normalmente, ed aspirano a comportarsi da brave persone in tutte le situazioni. Chi, nel passato, faceva uso di droga e alcool si è allontanato da queste cattive abitudini da quando pratica il Falun Dafa.

Per quali ragioni, il governo di Pechino si accanisce nei confronti dei praticanti del Falun Gong?
“Molte analisi sono state fatte in questi tre anni dalla messa al bando della Falun Dafa; per conoscere la verita bisognerebbe rivolgere questa domanda al presidente Jiang Zheming.

Nulla può giustificare a nostro avviso un simile sforzo per neutralizzare un movimento pacifico che non aveva, né ha, scopi politici, né ha mai risposto con la violenza alle molte provocazioni, alle menzogne, alle torture e alle uccisioni.

La storia darà la risposta. Noi siamo convinti che il bene verrà premiato dal bene, il male dal male.

Cosa chiedete alla comunità internazionale?

“Chiediamo a tutte le Nazioni democratiche –presegue Fava--di esercitare pressioni sul governo cinese, perché nulla può giustificare la tortura e le uccisioni da parte di organi dello stato preposti a garantire la sicurezza dei cittadini. Inoltre vorremmo fosse costantemente ribadito che la libertà di opinione e di culto sono due valori irrinunciabili, garantiti dalla carta dei diritti fondamentali dell’ ONU, sottoscritta anche dalla Cina.

Difendere i diritti lesi dei praticanti cinesi del Falun Gong equivale a difendere la libertà di tutti gli abitanti del globo. Siamo certi che la libertà funziona solo se funziona per tutti.”

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