Fahui Parigi: L’inizio della mia coltivazione

Dalla Conferenza Europea di Parigi
 
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Saluti venerabile Maestro, saluti amici praticanti!

L’inizio della mia coltivazione

Sono una praticante rumena, ma iniziai a praticare la Falun Dafa mentre ero in Israele.
Durante una passeggiata in riva al mare di Tel-Aviv un giorno vidi delle persone che stavano praticando gli esercizi.

Presi un volantino e continuai la mia passeggiata. Anche se ero molto interessata dalle cose spirituali non avevo mai sentito parlare della Dafa prima. Chiamai una delle persone da contattare nella lista e, per caso, era lo stesso praticante che coordinava gli esercizi dove ero appena passata, e gli chiesi dettagli. Veniva dalla Francia, così quando ci incontrammo il giorno dopo mi diede un libro in quella lingua. A quel tempo non c'era la traduzione rumena, così il francese era la lingua che capivo meglio dopo la mia. Iniziai a praticare molto diligentemente, la mia salute migliorò, avvennero tante cose buone nella mia vita personale. Mio marito è thailandese. Venne in Israele, ci sposammo ed in seguito anche lui iniziò a coltivare la Falun Dafa. L'ambiente di coltivazione era molto armonioso in Israele, i praticanti si comportavano molto diversamente dalla gente comune e quando eravamo insieme sentivo sempre che eravamo un solo corpo in una terra pura che è la Dafa, come ha detto il Maestro.

Ritorno al mio paese d'origine

Dopo due anni abbiamo deciso di tornare (nel mio caso) in Romania ed abbiamo colto l’occasione per aiutare i praticanti locali della Falun Dafa. A quel tempo pensavo che non importa dove tu vada, i praticanti sono sempre praticanti. Molto presto ho capito che mi ero totalmente sbagliata. La Romania è un paese post comunista, con tanti spettri malvagi lasciati dal partito comunista nella mente delle persone e nel loro comportamento. Risultò che questo ambiente influenzava anche i praticanti.

L'atmosfera era tesa, le persone non erano aperte e amavano parlare in maniera critica alle spalle degli altri, erano legate alla gerarchia e alle posizioni e il coordinatore era solito dare ordini a tutti gli altri aspettandosi che venissero completamente rispettati e facessero esattamente ciò che gli veniva detto.

Per un anno o due, tutto ciò è continuato in questo modo, ma poi alcuni praticanti hanno iniziato a sentire che le cose non erano come avrebbero dovuto essere e alcuni di loro, me inclusa, abbiamo svilupparono una mentalità di avversità nei confronti del coordinatore, pensando erroneamente che fosse lei la causa di ogni male. Feci il grande errore di guardare al di fuori, invece di guardarmi dentro, questo atteggiamento quasi mi costò la vita.

Dopo altri due anni di conflitti permanenti sviluppai il karma di malattia e mi sottoposi ad un'operazione. Dopo tutta questa sofferenza e pagando il karma capii improvvisamente che mi sbagliavo e decisi di fare meglio. Ringraziai il Maestro per avermi dato una seconda possibilità. Nel frattempo ero entrata a far parte del coordinamento nazionale della Falun Dada della Romania ed organizzavo progetti per la Dafa. Gli amici praticanti erano restii nell’organizzare le cose con me, perché ricordavano le situazioni terribili che avevo creato in passato. C’è voluto un po' di tempo per ristabilire nuovi rapporti di fiducia. Quando guardo al mio passato penso che avevo ancora un attaccamento alla conferma di me stessa. Un praticante veterano mi diede un ottimo consiglio che tengo vivo ancora oggi. Mi disse che un buon coordinatore dà a tutti i praticanti la possibilità di partecipare ai progetti e dà loro l’opportunità di ottenere la loro parte di possente virtù. Un coordinatore non è un leader, un manager del mondo umano che dispensa ordini e si lamenta dei suoi lavoratori, un coordinatore della Dafa deve pensare agli altri, capire i loro bisogni e la loro forza, farli sentire parte di ogni progetto, trovando la parte in cui ogni persona potrebbero dare il meglio. Colgo questa occasione per ringraziare quel praticante veterano per il suo generoso consiglio. Il Maestro ha detto in Elementi Essenziali per un ulteriore avanzamento I:

“Miei discepoli! Il Maestro è molto preoccupato, ma questo non è di aiuto! Perché non riuscite ad abbandonare gli attaccamenti della gente comune? Perché siete così riluttanti ad avanzare di un altro passo? I nostri praticanti, includendo i nostri volontari attivi, sono gelosi gli uni degli altri, persino nel loro lavoro per la Dafa. Potrete diventare dei Budda in questo modo? Io voglio che l’organizzazione sia informale, proprio perché voi non riuscite ad abbandonare le cose della gente comune e quindi vi sentite a disagio nel fare il vostro lavoro. La Dafa appartiene all'intero universo e non ad una qualsiasi insignificante persona. Chiunque faccia il lavoro sta diffondendo la Dafa. Non è importante che questo lo facciate voi o altri. Avete intenzione di portarvi in paradiso questo attaccamento che non riuscite ad abbandonare, e confrontarvi con i Budda? Nessuno dovrebbe trattare la Dafa come una sua cosa esclusiva. Abbandonate l’idea di essere stati trattati ingiustamente! Quando la vostra mente non riesce a superare qualcosa, non è a causa di un vostro attaccamento? I nostri praticanti non devono pensare che tutto ciò non abbia nulla a che fare con loro.”

Progetto per l'Esposizione Internazionale L'Arte Zhen Shan Ren

Quest'anno nel mese di ottobre, abbiamo organizzato per la prima volta la Mostra d'Arte Zhen Shan Ren a Bucarest, ma in realtà abbiamo iniziato a preparare l'evento un anno prima. In primo luogo, abbiamo partecipato a qualche riunione via internet con il team EuroArt che ci aiutò molto a capire il significato della mostra, e il suo enorme impatto per chiarire la verità alla popolazione. Nel corso della riunione abbiamo letto molto gli insegnamenti del Maestro riguardo l’arte, e abbiamo potuto fare molte domande circa l'organizzazione. Con tutta questa conoscenza abbiamo iniziato a raccogliere materiali: la condivisione delle esperienze di altri paesi, i DVD della mostra, abbiamo tradotto il sito FalunArt.org, ecc.

Quando ci riunivamo per lo studio della Fa leggevamo anche questi materiali e guardavamo i film da cui ogni praticante avrebbe capito meglio il progetto e avrebbe potuto scegliere un ruolo. Abbiamo cominciato a lavorare in gruppo per la preparazione del materiale promozionale: volantini, striscioni, locandine, inviti, CD per la presentazione.

Un praticante si recò in Ungheria per portare i quadri, né incorniciò 10 e li portò a Bucarest. Un altro praticante fece una presentazione in Power Point con le immagini e le note esplicative. Un altro tradusse i sottotitoli per i film. Ogni volta che ci incontravamo scoprivamo che c’era qualcosa di nuovo da fare. Abbiamo ordinato le cartoline dalla Germania e un amico praticante portò i manifesti da Vienna. Eravamo pronti per le presentazioni così un gruppo di giovani praticanti cominciò a cercare i luoghi, raccolse informazioni sui loro indirizzi, numeri di telefoni ed i nominativi dei vari referenti da contattare. Fecero le prime chiamate e organizzarono gli appuntamenti. Poi altri due praticanti andarono a vedere i luoghi. Fu un’ottima occasione per chiarire la verità e parlare della Falun Dafa. Abbiamo presentato ai direttori e ai curatori i film e le cartoline, inoltre lasciavamo sempre un CD ed il materiale introduttivo.

Ognuno era toccato dalle foto e dalla persecuzione, ma solo una galleria in realtà decise di esporre la mostra. Avevamo quasi ottenuto un altra sede, ma dopo aver accettato di affittarci la sala il direttore parlò con l'ambasciata cinese e cambiò idea. Decidemmo di andare avanti con la signora di una galleria privata relativamente famosa a Bucarest. Molti praticanti parteciparono agli ulteriori preparativi: stampavano il materiale che poi distribuivano per le strade, a teatri e ad altre gallerie d'arte.

Ad un professore dell'Accademia della Romania fu chiesto di parlare all'apertura e lui accettò, così pubblicammo il suo nome sugli inviti e su Internet. Gli inviti furono consegnati al Parlamento rumeno e a tutti i Ministeri per chiarire la verità. Ciò significava anche nuovi contatti per il futuro. Un Parlamentare Europeo, che è anche giornalista, fu invitato a tenere un discorso - purtroppo il giorno dell’inaugurazione era in seduta al Parlamento Europeo, ma disse che la prossima volta che avessimo organizzato la mostra sarebbe stato felice di fare un discorso.

Con il gruppo scrivemmo un comunicato stampa, preparammo una presentazione della mostra e degli artisti, e andammo dai media: TV e giornali (oltre 35) e lasciammo loro il materiale sulla Mostra e chiarimmo loro la verità. Nel frattempo, un articolo fu pubblicato nell’edizione online di Epoch Times, nell'edizione stampata e mettemmo un riquadro fisso sul sito per promuove la mostra. Inoltre abbiamo fatto conoscere la Mostra attraverso una rivista (stampata in 60.000 copie) e distribuita in tutte le aree di intrattenimento della città e nel suo sito web chiamato ”seven evenings”. I praticanti distribuirono 9.000 volantini, 150 inviti, e 5000 giornali.

Tre giorni prima dell'apertura, il professore all'Accademia chiamò e disse che la notte prima era stato chiamato alle 23:30 al telefono di casa dal Ministero degli Affari Esteri e dal suo capo per convocarlo ad una riunione urgente la mattina successiva. Capii che era molto spaventato dalle conseguenze in cui sarebbe potuto incorrere nel caso avesse parlato alla mostra. La visita del vice-presidente della Cina era attesa in Romania ed era in procinto di visitare anche l'Accademia. Quindi espresse il suo dispiacere e rinunciò a fare il discorso di apertura. Mi chiese un libro Zhuan Falun dicendo che a lui e a sua figlia sarebbe piaciuto leggerlo.

Era giovedì, mancavano 4 giorni dall’inaugurazione e non avevamo uno speaker. Uno dei praticanti mi chiamò un giorno prima e mi diede il numero di telefono di un critico e storico dell'arte del Museo d'Arte Nazionale di Romania a Bucarest raccomandato da un suo conoscente, un architetto, e disse che avrei dovuto chiamarlo. Questa persona rifiutò dicendo che sarebbe andato fuori città con il padre per il suo ottantesimo compleanno il giorno dell’inaugurazione. Le chiesi se nosceva qualcuno che poteva fare il discorso di inaugurazione e mi promise che mi avrebbe richiamato.

Venne venerdì. Iniziammo a visitare i media, pensando, il Maestro ci aiuterà. Abbiamo inviato pensieri retti tutto il tempo, ogni ora. Improvvisamente la storica dell'arte chiamò e disse che aveva rinviato il suo viaggio cosicchè avrebbe presentato lei i dipinti. Andammo ad incontrarla subito con il materiale per chiarire la verità ed il materiale della mostra. Abbiamo chiamato anche il presidente di una ONG per i diritti umani che accettò di fare un discorso, così andammo a organizzare le foto insieme al curatore della galleria. Scrivemmo un’introduzione alla Falun Dafa appendendo le lettere sul muro per spiegare alla gente i principi della Falun Dafa e come era iniziata la persecuzione. Avevamo un proiettore che presentava al pubblico il film sugli artisti.

Arrivò la serata di apertura, un'ora prima della cerimonia uno dei nuovi praticanti chiamò e chiese se un professore universitario, che è stato anche il vice presidente di un partito politico molto noto, potesse parlare all’inaugurazione, perché aveva espresso il desiderio di farlo. Naturalmente accettammo e attendemmo il suo arrivo.

Ora avevamo 3 oratori invece di uno. Ci siamo sentiti davvero aiutati in tutto il cammino. L’inaugurazione andò molto bene, gli oratori ammirarono le opere d'arte esposte, la loro purezza, la luce radiosa che emanavano, la loro benevolenza e verità, così come il messaggio di speranza che trasmettevano. La storica d'arte sottolineò come queste opere fossero la creazione di una nuova tendenza artistica e quanto il loro valore fosse elevato. L'attivista dei diritti umani affermò che "Questa è una prova vivente che l'arte può salvare vite umane" e "come si vede che ogni regime totalitario distrugge non solo i suoi oppositori, ma anche i suoi potenziali avversari, e nella mente di un farabutto, di un dittatore chiunque può essere un potenziale avversario. La tortura distrugge il torturato, ma disumanizza il torturatore. Quello che sta succedendo ora è un orrore diffuso in tutta la Cina. "

Il professore universitario fu colpito dalla luce proveniente da tutte le immagini e anche dalla bontà dei torturati. Egli affermò che una società ha bisogno di tre cose, al fine di aumentare i suoi giusti valori e questi sono: la moralità, la competenza e l'amore per gli altri.

Uno dei visitatori, una studentessa di filosofia disse che si sentiva profondamente addolorata per le torture e al tempo stesso provava una grande gioia nel vedere come le persone sono preoccupate da tali eventi. "Oggi ho capito che c'è ancora speranza perchè queste cose cambino. Mi auguro che ci saranno più eventi di questo tipo che aiutino queste persone perseguitate e che rendano il pubblico sensibile ".

Come gruppo abbiamo capito che la mostra è un progetto molto importante, che attraverso l'arte si può chiarire la verità a tante persone. A tutti piacciono i quadri e sono colpiti dalla loro bellezza, dagli elevati messaggi che trasmettono e quindi vogliono aiutare. Il visitatore, così come colui che legge i materiali promozionali, si sta posizionando nella giusta via.

I praticanti cinesi sono stati coinvolti attivamente nell'organizzazione dell'evento e in generale il progetto ha coinvolto almeno il 90% dei praticanti rumeni di tutto il paese.

Ci siamo tutti sentiti come un solo corpo e agendo in questo modo si può ottenere molto di più nel salvare la gente e migliorare insieme.

La mia comprensione di questo fu che uno può coordinare bene solo quando lascia se stesso fuori e pensa ad aiutare gli altri. È come voler rimanere dietro le quinte e lasciare gli altri nella luce.

Traduzione dello Zhuan Falun

Tre anni fa abbiamo iniziato a tradurre Zhuan Falun dalla versione francese del 2005. Abbiamo una traduzione rumena dalla versione inglese del 1998, ma abbiamo pensato che ne occorresse un’altra da una versione aggiornata, come nelle altre lingue. Avevamo anche bisogno di avere libri stampati da vendere nei negozi. Ultimamente le persone ci stavano sempre chiedendo dove potevano acquistare il libro. Purtroppo i praticanti cinesi in Romania non parlano rumeno così bene, così abbiamo dovuto tradurre nuovamente il libro da altre lingue. Dopo aver letto le versioni in lingua inglese, ebraico, italiano e francese, abbiamo deciso di tradurre dal francese perché è la più vicina al rumeno nell’espressione linguistica e nella sintassi. Abbiamo avuto degli incontri online con i coordinatori locali e, infine, convenimmo nel partire con la traduzione. Nove praticanti erano coinvolti nella squadra di traduzione. All'inizio avanzavamo molto lentamente, e l'interferenza era enorme, alcuni abbandonarono il progetto, altri erano sempre occupati ed era molto difficile farli lavorare sulle correzioni. Stimolati gli attaccamenti, nacquero i conflitti. Dovetti guardarmi dentro molto per vedere quello che stavo facendo male, dove non ero all'altezza?

Passò più di un anno da quando avevamo iniziato le correzioni e avevamo ancora molto da fare. Pensai dentro di me che non ce l’avremmo mai fatta, se non riuscivo a far vedere agli altri l'importanza di avere il libro nei negozi, nei giorni d’informazione, alle manifestazioni e dovunque andavamo; Zhuan Falun era il fondamento su cui abbiamo costruito le altre attività della Dafa di chiarire la verità attraverso i media e altri mezzi. Avevo intenzione di scrivere una e-mail alla squadra per svegliarli sull'importanza del progetto nel quale abbiamo investito tanto tempo e buona volontà e da cui abbiamo ottenuto così tanto aiuto nella nostra coltivazione personale. Era un periodo molto infelice, avevo problemi di sonno ed ebbi il pensiero di abbandonare tutto. Ma poi un giorno capii che non dipendeva da me, capii che il Maestro, gli Dei, e i Tao stavano guardando e se uno di noi era determinato a portare il libro alla gente in quest’area, allora lui o lei avrebbe ricevuto il loro l'aiuto per farlo. Parlai con il resto della squadra e improvvisamente eravamo di nuovo in pista. Fissammo la scadenza per il giorno della conferenza a Parigi e abbiamo anche trovato un editore nella persona del professore dell'Accademia che non parlò nel corso della mostra, ma ora voleva aiutare con il libro. Ciò che occorre ora è quello di iniziare in questi giorni a ottenere l'approvazione dai coordinatori europei e quindi dal venerabile Maestro. Vorremmo avere i nuovi libri stampati all'inizio del 2010.

Grazie a tutti! Heshi.

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