Heilongjiang: Dopo essere stato torturato numerose volte uomo imprigionato affronta nuovi maltrattamenti per la sua fede nel Falun Gong

(Minghui.org) Negli ultimi mesi il signor Sun Kaiqing, un residente della città di Harbin imprigionato, è stato picchiato dalle autorità per essersi rifiutato di rinunciare al Falun Gong, una disciplina spirituale perseguitata dal regime comunista cinese.

Il 29 settembre 2014 l'uomo è stato arrestato dopo essere stato denunciato per aver distribuito materiale informativo sul Falun Gong, e poi rilasciato dopo quarantatré giorni su cauzione perché manifestava violente scariche diarroiche. Nel dicembre 2015 il sessantacinquenne pensionato è stato preso nuovamente in custodia e condannato subito dopo a quattro anni e mezzo di carcere.

Le guardie della prigione di Hulan hanno cercato senza successo di costringerlo a rinunciare al suo credo torturandolo in svariati modi.

Questa non era la prima volta che il signor Sun veniva arrestato o torturato, negli ultimi sedici anni l'uomo è stato più volte arrestato per la sua fede. Ha scontato tre condanne in cinque anni nel campo di lavoro forzato di Changlinzi, dove in seguito alle torture subite ha riportato gravi lesioni.

Nel giugno del 2015 il praticante ha presentato una denuncia penale contro l'ex dittatore cinese Jiang Zemin accusandolo di aver ordinato la persecuzione del Falun Gong, motivo per cui è stato incarcerato e torturato.

Quanto segue è un estratto dalla sua denuncia penale.

Torturato fin dal primo arresto

Il 7 novembre del 2000 mentre stavo facendo gli esercizi del Falun Gong in Piazza Tiananmen, sono stato arrestato. Gli agenti mi hanno tenuto ammanettato per una notte intera ad un albero nel cortile della stazione di polizia di Yongding.

Quando sono stato trasferito al centro di detenzione di Mentougou i detenuti mi hanno accolto con percosse ed altre forme di maltrattamenti. Mi hanno prima versato dell'acqua fredda su tutto il corpo e poi ustionato con dell'acqua bollente. La mia schiena ha riportato gravi bruciature.

Le guardie e i detenuti si sono poi alternati a stare in piedi sulle mie cosce, a strusciarmi le loro scarpe sulla carne e bruciarmi le dita con delle sigarette accese. Come se ciò non bastasse mi hanno colpito con una tavola di legno finché le mie natiche si sono riempite di ematomi e poi strofinato del peperoncino in polvere sulle ferite.

In seguito sono stato riportato a Harbin, detenuto per altri cinquanta giorni e multato di 4.000 yuan (545 euro circa). Subito dopo il mio rilascio, l'ateneo mi ha sospeso e corrisposto solamente uno stipendio minimo che nel 2004 ha cessato definitivamente di pagarmi.

Prima condanna al lavoro forzato

Nel novembre del 2001 sono stato condannato a due anni di lavoro forzato.

Il 20 gennaio 2002 il capitano Wang Zhanqi ha ordinato a diversi detenuti di appendermi al telaio del letto a castello. Quando ho fatto lo sciopero della fame in segno di protesta, mi hanno ustionato con i manganelli elettrici e alimentato con la forza usando dell'amido di mais mescolato a sale. Ogni volta che sono stato sottoposto all'alimentazione forzata la mia bocca e il naso sanguinavano copiosamente e non riuscivo a smettere di vomitare.

Nel giugno del 2002 quando ho confutato la diffamazione del Falun Gong da parte delle guardie, sono stato appeso per tre giorni. Due mesi dopo sono stato messo in una cella d'isolamento per quasi un mese.

Dopo avermi portato in isolamento le guardie mi hanno costretto a stare seduto per una settimana su una sedia con gli arti legati e senza il permesso di usare il bagno.

Dal settembre del 2002 le guardie mi hanno sottoposto ad altre forme di tortura. Sono stato costretto a stare accovacciato diciotto ore al giorno per oltre quaranta giorni, quotidianamente mi erano concesse solo due pause per andare in bagno e tre per mangiare.

Un detenuto di nome Yang Xiaodong mi ha colpito con una piccola panca, punto con degli aghi, bruciato con l'accendino, trafitto con delle freccette acuminate, frustato con dei tubi di gomma e persino strizzato i genitali. Mi ha anche versato dell'acqua fredda nel colletto e imbrattato le narici con dell'olio di senape.

Un altro detenuto ha messo uno spazzolino da denti tra l'indice e il medio della mia mano sinistra, poi ha stretto fortemente le due dita e ha girato lo spazzolino per il manico cosi che le mie dita hanno iniziato a sanguinare.

Le guardie mi hanno poi costretto a stare in una stanza con le finestre spalancate. Poiché la temperatura esterna era di venti gradi sottozero e il letto non era fornito di biancheria, ho sofferto gravemente di geloni. Ancora oggi i miei piedi sono gonfi e durante l'estate devo indossare molteplici strati di vestiti.

Altre due condanne ai lavori forzati

Nel settembre 2004 sono stato arrestato e condannato a due anni di lavori forzati.

Poco più di un anno dopo il mio rilascio, sono stato ancora arrestato e portato nel centro di detenzione del distretto di Nangang, dove nelle prime venti ore dal mio arrivo i detenuti mi hanno sottoposto a tre serie di percosse. La mia gola è stata gravemente ferita dopo aver tentato di strozzarmi da dietro la schiena. In seguito ho avuto problemi a parlare e a deglutire.

Nel maggio del 2008 le autorità mi hanno condannato ad un altro anno di lavori forzati e nel campo di Changlinzi sono stato di nuovo torturato giornalmente.

Il capitano Yang Jintang una volta mi ha tenuto immobilizzato su una sedia con le membra legate per otto giorni. Le corde mi hanno tagliato i polsi e le caviglie ed ogni volta che mi assopivo mi veniva versata addosso dell'acqua fredda.

Antefatto

Nel 1999, Jiang Zemin, capo del Partito Comunista Cinese, scavalcando gli altri membri del comitato permanente del Politburo, ha lanciato una violenta repressione contro il Falun Gong.

Negli ultimi 16 anni, la persecuzione ha causato la morte di molti praticanti di questa disciplina. Gli agenti dell’ufficio 610, hanno inflitto su larga scala minacce, pestaggi, incarcerazioni illegali e torture ai praticanti del Falun Gong. La maggior parte di loro, sono stati torturati per la loro fede e persino uccisi per i loro organi. Jiang Zemin è direttamente responsabile per l'avvio e la continuazione di questa brutale persecuzione.

Nel 10 giugno 1999, sotto la direzione personale dell’ex leader Jiang, il Partito Comunista Cinese, ha istituito un organo di sicurezza extralegale, chiamato Ufficio 610 (*). Questo ufficio è stato istituito per danneggiare la reputazione dei praticanti del Falun Gong, tagliare le loro risorse finanziarie e distruggerli fisicamente. Ha la precedenza sulle forze di polizia e sul sistema giudiziario e risponde direttamente alle direttive di Jiang Zemin.

La legge cinese permette ai cittadini, di ricorrere alle cause penali e molti praticanti, stanno ora esercitando tale diritto, presentando denunce penali contro l'ex dittatore.

(*) GLOSSARIO

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