Jiangxi: Insegnante eccezionale debilitato da undici anni di tortura e prigionia

(Minghui.org) Il praticante del Falun Gong di trentanove anni Luo Wenbin, ha sofferto di un crollo mentale e ha perso la capacità di prendersi cura di sé dopo essere stato imprigionato e torturato per più di undici anni. Ora deve essere supportato dai suoi genitori per ogni necessità perché non può più lavorare.

Da quando il Partito Comunista Cinese (PCC) ha iniziato la persecuzione del Falun Gong nel 1999, il signor Luo è stato detenuto illegalmente (*) per tre volte, condannato al carcere due volte, si è visto estorcere migliaia di yuan (*) ed è stato licenziato dal suo lavoro.

La sua casa è stata perquisita due volte e tutti i suoi documenti identificativi, incluso il suo diploma del liceo e la licenza per l’insegnamento, sono stati confiscati dagli agenti del dipartimento di polizia di Qingshanhu e tutt’ora non ancora restituiti.

Condannato a sette anni di prigione e torturato

Il signor Luo è un ex insegnante della scuola media n. 1 di Luojia nel distretto di Qingshanhu. Quando ha iniziato a praticare il Falun Gong (o Falun Dafa), verso la fine del 1998, tutte le malattie sono scomparse ed egli è divenuto più paziente e rispettoso verso gli altri, in particolare nei confronti dei suoi studenti. Ciò è stato molto apprezzato sia da loro sia dai colleghi.

Nell’ottobre del 2000 il praticante è stato arrestato dagli agenti della stazione di polizia di Luojia mentre distribuiva materiale informativo riguardo la Falun Dafa a scuola. L’hanno condotto presso la stazione di polizia, ma la sera è riuscito a fuggire e costretto al vagabondaggio per diversi mesi per evitare l’arresto.

Nel febbraio 2001 è stato nuovamente arrestato mentre distribuiva materiale della pratica nella contea di Yingshan, provincia dello Sichuan e detenuto in una stazione di polizia locale per una settimana. Dopo che è stato riportato nella città di Nanchang è stato condannato ad una pena detentiva di sette anni.

È stato poi trasferito alla prigione di Yuzhang nella provincia dello Jiangxi, dove è stato torturato per aver rifiutato di rinunciare al Falun Gong.

È stato messo in isolamento per sei volte, costretto a partecipare a sessioni di lavaggio del cervello per cinque volte, picchiato, appeso in aria ammanettato e costretto a stare fermo davanti a un muro per lungo tempo.

Alcuni detenuti criminali si sono alternati nel controllarlo e nel privarlo del sonno. Quando ha rifiutato di scrivere una dichiarazione di garanzia (*) di rinuncia alla sua fede, le guardie e i detenuti lo hanno spinto a terra e picchiato con un appendiabiti.

Dopo essere stato torturato per diversi giorni e notti, il signor Luo si è sentito stordito e confuso. È stato rilasciato il 26 febbraio 2008.

Nuovamente incarcerato

Il 17 settembre 2009 il signor Luo è stato arrestato per la terza volta dagli agenti della stazione di polizia di Tazaiqiao, per aver distribuito volantini della Dafa nel distretto di Qingyunpu. È stato ammanettato e sospeso a una sbarra di ferro presso la stazione di polizia.

In seguito è stato trasferito al centro di detenzione n. 2 di Nanchang e detenuto per diversi mesi. Quando ha rifiutato di indossare l’uniforme del centro di detenzione, la guardia Zou Ren ha ordinato ad un gruppo di detenuti di picchiarlo.

La corte distrettuale di Xihu ha poi condannato il signor Luo a una pena detentiva di quattro anni e mezzo nella prigione di Nanchang, dove è stato costretto a fare lavori pesanti.

Se non riusciva a terminare la sua quota di lavoro, le guardie lo picchiavano dinanzi agli altri prigionieri e poi lo tenevano ammanettato ad un cancello di ferro per diversi giorni.

Le guardie inoltre istigavano i detenuti criminali a torturarlo, lo costringevano a stare in piedi contro una parete per un lungo periodo e la notte mentre dormiva lo prendevano a calci.

Anche se veniva torturato ogni giorno, il signor Luo non ha rinunciato al suo credo e ciò gli ha procurato altre persecuzioni. Di sera i detenuti che lo controllavano usavano una sbarra di ferro per colpirlo ogni quindici minuti.

Inoltre è stato torturato e ammanettato a un cancello di ferro più volte per due o tre giorni e non avendo il permesso di usare il bagno, era costretto a farsela addosso.

Tra le tante crudeltà, l'uomo è stato messo in isolamento otto volte per un totale di quattordici mesi.

In seguito è stato detenuto in un centro per il lavaggio del cervello per dieci mesi e ha subito pressioni affinché scrivesse dichiarazioni che denunciavano il suo credo.

Quando nel marzo 2014 è stato rilasciato, era invalido e i suoi familiari hanno dovuto prendersi cura di lui.

Ora soffre costantemente di mal di testa, convulsioni, tremori e talvolta grida in maniera incontrollata. Lui e la sua famiglia sospettano che le guardie della prigione abbiano aggiunto psicofarmaci al suo cibo, una forma di abuso utilizzata su molti praticanti della Dafa perseguitati.

(*)GLOSSARIO

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