Convegno di condivisione di esperienze in Cina

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“Testimoniate la validità della Fa con razionalità, chiarite la verità con saggezza, diffondete la Fa e offrite la salvezza alla gente con compassione” (Razionalità)
[Minghui, 5 marzo 2001] - In un convegno di condivisione di esperienze nella Cina continentale, abbiamo studiato insieme i nuovi articoli del maestro e scambiato le nostre impressioni ed esperienze in questo tempo di rettifica della Fa.

Praticante A: Nel suo articolo Eliminate il male, il Maestro ha parlato di come percepire correttamente la Fa nel tempo presente. La mia interpretazione è che, prima di essere in grado di percepire correttamente la Fa, dobbiamo innanzitutto assumere noi stessi una corretta prospettiva.

Se manterremo i nostri personali punti di vista, non riusciremo a comprendere correttamente la Fa. Il Maestro ha detto: “Ciascuno di voi è qui seduto per imparare questa Dafa, perciò qui vi dovete comportare come dei veri praticanti e dovete rinunciare agli attaccamenti. Se siete venuti per apprendere la pratica e questa Dafa con altri intenti, non imparerete niente.”(Zhuan Falun).

Dunque, quando leggiamo lo Zhuan Falun, dovremmo renderci conto che, come praticanti nel tempo di rettifica della Fa, non stiamo praticando la Dafa solo per noi stessi. In questo modo possiamo porci nella giusta prospettiva. Abbiamo la necessità di unire alla nostra coltivazione individuale anche lo sforzo di assistere il Maestro nella rettifica della Fa.

Studiando la Fa, condividendo le esperienze, aumentando con gli articoli da Minghui la capacità di comprensione e agendo in sintonia con le condizioni locali e quelle particolari dei singoli praticanti, saremo capaci di “ testimoniare la validità della Fa con razionalità, di chiarire la verità con saggezza, di diffondere la Fa e offrire la salvezza alla gente con compassione”(Razionalità).

Il Maestro ha detto che ogni tentativo di distruggere la Fa sarà alla fine di aiuto nel diffondere la Fa stessa. Come praticanti nel tempo di rettifica della Fa, abbiamo il dovere di guardarci dentro per trovare sempre nuove maniere di diffondere e testimoniare la Fa, nel mentre pacificamente e benevolmente sopportiamo la persecuzione e le pressioni da parte della società, dei nostri datori di lavoro e delle nostre famiglie. Per meglio diffondere e testimoniare la Fa in queste particolari condizioni, dobbiamo esaminare noi stessi per vedere fino a che punto abbiamo testimoniato la Fa sotto l’impulso dei nostri sentimenti invece che con razionalità. Dovremmo anche chiederci quanta saggezza abbiamo usato nello spiegare la verità. Diffondere la Fa e offrire la salvezza alla gente con benevolenza dovrebbe essere una manifestazione naturale dello stato della nostra coltivazione. Non è né un’azione forzata, né un lavoro.

Praticante B: Dopo essere tornato da Pechino, sono stato tenuto in prigione per più di un mese, prima in un centro di detenzione nella nostra regione e poi in un’altra provincia. Durante quel periodo non ho ceduto alle forze del male; ho comunque sopportato la persecuzione senza scompormi. Un giorno un amico è venuto a trovarmi e mi ha parlato dei concetti espressi nell’articolo Oltre i limiti della Tolleranza. Improvvisamente mi sono reso conto che accettare il mio imprigionamento significava in qualche modo anche cooperare con le forze del male. Avrei dovuto lasciare il centro di detenzione perché vi ero detenuto illegalmente. Da quel momento in poi ho con determinazione insistito perché mi rilasciassero incondizionatamente. In quei giorni avevo un edema e ho pensato che avrei dovuto usare tale motivo per chiedere il mio rilascio. Avevano in mente di mandarmi in un campo di lavoro, ma dopo aver appreso delle mie condizioni di salute, mi hanno rilasciato immediatamente e rimandato a casa.

La forza del male è una tigre di carta (forte all’apparenza, ma debole in realtà). Quando ne abbiamo paura, diventa più potente. Nel momento in cui la combattiamo con decisione, si ritira come impaurita. Se si fa un passo in avanti, essa balza tre passi indietro. Nei pochi giorni che mio marito ha passato in prigione, io sono rimasta a casa con il mio bambino. I poliziotti sono venuti ogni giorno a molestarci e avevamo molta paura di loro. Più tardi mi sono resa conto che avrei dovuto combattere il male con determinazione, così ogni giorno sono andata alla stazione di polizia a chiedere il rilascio di mio marito. Mi sono rivolta anche alle autorità municipali e ad altri dirigenti . In seguito ho comperato alcuni libri di giurisprudenza, cosicché i poliziotti non avrebbero più potuto prendermi in giro. A causa di questo mio comportamento hanno cominciato ad avere paura di me. Non osavano più venirmi a trovare o rispondere alle mie telefonate e erano diventati cortesi quando mi parlavano. Da allora in poi ho sentito la forza della verità e la mia paura se n’è andata.

Praticante C: Il Maestro ha detto:”Quegli uomini hanno promulgato dei decreti per controllare gli altri con le leggi. Non hanno mai sospettato che un giorno sarebbero stati loro stessi a venire controllati da quelle medesime leggi.”

Praticante D: Per noi non è sufficiente lasciar perdere ogni pensiero di vita e di morte e sopportare le persecuzioni con cuore puro e gentile. Noi non dovremmo scendere a compromessi con la malvagità in nessun caso. Non c’è niente di sbagliato nel praticare Falun Dafa e non c’è niente di sbagliato nel chiarire la verità. E’ illegale tenerci in prigione. Se volenti o meno ci adeguiamo alle richieste dei poliziotti, non è forse anche questo un modo di riconoscere che la pratica della Dafa è sbagliata? Per eliminare il male non è sufficiente rifiutare di dichiarare i nostri nomi e indirizzi. Qualcuno di noi non ha capito che anche l’accettare i maltrattamenti fisici è una sorta di collaborazione con le forze del male. E dunque, noi non dovremmo cooperare con la polizia, entrare ed uscire dalle loro macchine passivamente, firmare documenti, farci prendere le impronte digitali, ecc.

Praticante C: Il motivo per cui alcuni di noi praticanti sono stati parecchie volte arrestati è che non hanno capito che non dovrebbero cooperare in alcun modo con i malvagi. “Tutto quello che le forze del male hanno fatto è stato in realtà servirsi degli attaccamenti e delle paure di cui non vi siete liberati.” (I vostri ultimi attaccamenti). Solo quando comprenderemo veramente la Fa, otterremo la capacità di non essere ingannati o guidati dalle forze del male.Non c’è niente di sbagliato nel chiarire la verità o nell’appellarsi ad autorità superiori, dato che questo è diritto di ogni cittadino. Dobbiamo capire bene questo punto. Noi non dovremmo conformarci ai subdoli pregiudizi che sono stati diffusi nei confronti nostri e della Dafa. In questo modo possiamo mandare all’aria i piani dei malvagi e contrastare il male con efficacia. Nel momento in cui proteggeremo l’integrità della Fa, il Suo potere si manifesterà, posto che La custodiamo nel profondo dei nostri cuori senza altri intenti.


Praticante E: E questo perché noi siamo giusti e loro sono malvagi. Il Maestro non riconosce quanto hanno fatto e lo ha rimosso completamente. Dovremmo seguire il Maestro e non badare ai nostri pensieri karmici e alle tribolazioni che le forze del male ci preparano. Dovremmo fare del nostro meglio per eliminare la malvagità. Se cooperiamo con loro - intenzionalmente o meno – porteremo discredito alla Fa. Alcuni di noi praticanti hanno commesso degli errori. In seguito, dopo aver capito cosa avevano fatto, hanno corretto i loro errori con azioni ben precise. Inoltre hanno rese note le loro “solenni dichiarazioni” con lo scopo di reintegrare il buon nome della Fa. Penso che questo sia un buon successo nella lotta contro quelli che ci vogliono male e che metta in evidenza la loro malvagità. Come praticanti nel tempo di rettifica della Fa, ogniqualvolta vi sia una qualche ostilità contro il Maestro o la Fa, dovremmo opporci fermamente restando entro la Fa e con mente chiara rendere manifeste le forze del male alle nostre famiglie, ai nostri datori di lavoro e alla società tutta.
Non importa in che modo la malvagità si manifesti o quanto grande sia, è nostro compito evidenziarla e reprimerla.

Praticante A: Dovremmo rendere manifesti tutti gli aspetti della malvagità, per quanto banali possano apparire. C’è anche bisogno di far capire alla gente perché Jiang Zemin ci ha perseguitato così brutalmente.

Praticante F: La nostra presente coltivazione personale non è tesa solamente al raggiungere l’annullamento di tutti gli attaccamenti, ma anche all’aiutare il Maestro nella rettifica della Fa. La nostra passata coltivazione personale ha creato le premesse della nostra abilità di aiutare il Maestro nella rettifica della Fa. Salvare la gente non è lo scopo principale della diffusione della Fa da parte del Maestro; egli è qui invece per rettificare la Fa dell’universo. Non è importante discutere su quale livello possiamo raggiungere o se siamo in grado di ottenere il compimento della coltivazione. Quello che importa è aiutare il Maestro a rettificare la Fa. Dove la Fa non è stata rettificata, è nostra responsabilità aiutare a rettificarla, perché noi siamo qui per rappresentare la Fa e per proteggere la Fa in questa dimensione umana.

Noi non dovremmo cooperare con nessuna forza del male. Per chiarire sempre più la verità, schiacciare il male e offrire salvezza alla gente che crea del karma non di proposito, dovremmo pienamente evidenziare le azioni dei malvagi che ci circondano e il loro malevolo comportamento verso di noi mentre pratichiamo la Dafa con fede e fermezza. Dovremmo far capire alla gente la verità su quanto la Dafa ci abbia beneficato, sia fisicamente che mentalmente, e su quanto la Dafa sia stata di beneficio alla società nel suo complesso. Dovremmo rivelare alla gente quali e quanti benefici abbiamo sperimentato. Più siamo specifici, maggiori saranno gli effetti che possiamo ottenere e minori le possibilità da sfruttare per i malvagi.

Andare a Pechino è importante, ma non è l’unico modo di eliminare il male. Un vero praticante “ brilla di puro splendore in qualsiasi ambiente si trovi”.In ogni ambiente c’è qualcosa di maligno, ma, “ se un praticante può lasciare perdere il pensiero della vita e della morte in ogni circostanza, il male è costretto ad avere paura di lui. Se ogni praticante è in grado di fare questo, il male non esisterà più di per se stesso.”(Eliminate gli ultimi attaccamenti). Dunque, il grande compito che abbiamo di fronte è il come far capire ai praticanti tra la gente comune che, per essere all’altezza della benevolenza del Maestro e delle sofferenze dei nostri compagni detenuti, sempre più praticanti devono abbandonare la loro mentalità umana e i loro attaccamenti, allo scopo di verificare la Dafa senza egoismo e senza paura. Dopo tutto quello che un singolo praticante può fare è limitato, ma se tutti i praticanti evidenziano insieme la malvagità, le forze del male non avranno dove nascondersi e allora tutta la verità potrà venire fuori.

Praticante G: Nessun elemento diabolico dovrebbe esistere nell’ambiente in cui viviamo. “La loro malvagità deve essere resa nota a tutti nel mondo:” (Razionalità). Dunque, ogniqualvolta saremo perseguitati, indicheremo le forze del male e chiariremo la verità. Anche fare questo significa eliminare il male, offrire la salvezza alla gente, essere benevolenti con tutti e allo stesso tempo proteggere la Dafa. Con cuore compassionevole dovremmo in tutti i modi e da tutte le prospettive far capire alla gente quali e quanti benefici abbiamo ricevuto dalla pratica della Dafa e come siamo stati perseguitati per aver chiarito la verità. Dovremmo far riconoscere la potente virtù della Dafa attraverso le nostre tribolazioni. Il potere della compassione è enorme e il grande potere della compassione della Legge di Buddha dissolverà tutte le forze del male.

Praticante A: Ricordo un episodio della coltivazione del Buddha Sakyamuni. Un giorno Sakyamuni era seduto nella posizione del loto sotto l’albero del Bodhi. Il suo splendore giunse direttamente al palazzo di un demone. Il demone si irritò moltissimo e inviò così tre demoni nelle vesti di bellissime donne per sedurre il principe. Il principe usò allora il suo potere divino per far sì che quelle donne demoniache vedessero l’interno sporco e maleodorante dei loro corpi. A quel punto le demoni se ne andarono via. Come possiamo noi oggi far vedere il male? Dovremmo far vedere la loro malvagità e fare in modo che i malvagi vedano la loro stessa sporcizia spirituale. Soffocando il male, offriremo contemporaneamente la salvezza alla gente.

Praticante B: Il Maestro ha detto che, se fossimo senza paura, quello che ci spaventa cesserebbe di esistere. Conosco un praticante che viveva in modo rischioso ed era stato arrestato parecchie volte. Però ogni volta è riuscito a cavarsela. Ho scoperto che non sa cosa sia la paura; non esiste questo concetto di paura nella sua mente.

Praticante H: Ho portato mio figlio con me a distribuire volantini. Anche lui non sa cosa sia la paura. Ha dato i volantini alla gente proprio alla presenza di alcuni individui sospetti. Voleva solo distribuire i volantini a quante più persone poteva per dar loro l’opportunità di cambiare se stessi. A volte mi faceva quasi mancare il respiro.

Praticante A: Dopo tutto stiamo ancora agendo nella dimensione umana. Quando “testimoniamo la Fa con razionalità, chiariamo la verità con saggezza, diffondiamo la Fa e offriamo con compassione la salvezza alla gente”, dovremmo adeguarci il più possibile alle condizioni della gente comune.

Praticante F: Un praticante spargeva volantini sulle sue esperienze di coltivazione in una comunità controllata da una stazione di polizia. Mentre procedeva camminando in questa sua azione, dietro di lui un poliziotto raccoglieva man mano i volantini. Quando il praticante se ne rese conto, decise di parlargli. Proprio in quel momento il poliziotto lo fermò. Il praticante disse allora al rappresentante della giustizia: “ Il mio stipendio mensile netto è di 200 Yuan RMB. Non è facile per me stampare questi volantini. Se tu continui a raccoglierli, sarò costretto a distribuirli in zone più lontane da qui.”

Sentito questo, il poliziotto non osò più raccogliere i suoi volantini. C’è un’altra questione: recentemente alcuni praticanti sono stati talmente occupati nel far conoscere la verità da non trovare il tempo di studiare la Fa e di fare gli esercizi. Ora si sentono persi e non sanno cosa altro fare. Distribuire volantini? Fatto! Appendere manifesti? Fatto! Andare a Pechino ? Già stati!

Si chiedono: “Cosa mai dovrei fare adesso?”

Praticante A: Non studiare la Fa e trascurare la pratica degli esercizi è assolutamente sbagliato. Il Maestro ha detto: “Perfino se lavori per me, il tuo Maestro, hai comunque bisogno di studiare ogni giorno la Fa con tranquillità e di coltivare te stesso con fermezza.”(Cammino verso il compimento della perfezione). Inoltre, “se un praticante può lasciare perdere il pensiero della vita e della morte in ogni circostanza, il male è costretto ad avere paura di lui. Se ogni praticante è in grado di fare questo, il male non esisterà più di per se stesso.”(Eliminate gli ultimi attaccamenti). Perfino se sei capace di lasciar perdere il pensiero della vita e della morte, ciò non è ancora sufficiente. E gli altri praticanti? Che le forze del male indietreggino o meno, non dipende dal numero di volantini che distribuiamo o dal numero di manifesti che appendiamo. Dipende dal miglioramento della Xinxing di tutti i praticanti. Quello che il Maestro sta aspettando sono i profondi cambiamenti di noi praticanti, non quelli della gente comune. Perciò dovremmo ora concentrarci nell’aiutare più praticanti ad abbandonare il loro modo convenzionale di pensare e i loro attaccamenti per assistere il Maestro nella rettifica della Fa e soffocare il male. Se tutti i praticanti saranno capaci di fare questo, la malvagità si dissolverà automaticamente.

Noi non dovremmo fare le cose solo per il gusto di farle, con la mentalità di una persona comune. Quel che c’è di straordinario in noi non sono le molte cose che abbiamo fatto. In realtà non abbiamo fatto niente. Quello che c’è di straordinario in noi è che siamo stati capaci di essere all’altezza della rettifica della Fa. Se siamo grandi, è perché la Fa è grande.

Praticante F: Molti praticanti sono stati a Pechino. Il Maestro ha detto che il nostro scopo non è quello di essere arrestati e picchiati; lo scopo è invece quello di testimoniare la validità della Fa. Allora come possiamo farlo in modo più efficace? Dobbiamo mettere per iscritto le nostre esperienze e quello che abbiamo compreso e condividere il tutto con gli altri praticanti, in modo tale da poter progredire tutti insieme. Quindi, quando la gente comune leggerà tutto questo, potrà essere salvata. Nello stesso tempo ciò significa evidenziare e soffocare il male.

Praticante D: Un praticante era responsabile per le comunicazioni via Internet. Egli sapeva che molti altri praticanti erano stati spesso a Pechino per appellarsi ad autorità superiori e che avevano avuto molte tribolazioni. Anche lui voleva andare di nuovo a Pechino, Ma sapeva che, se l’avesse fatto, molti praticanti non avrebbero più avuto accesso agli articoli da Minghui. Si tormentò a lungo su questo dubbio e alla fine decise di rimanere al suo posto in modo da poter chiarire la verità ad un numero sempre maggiore di persone.

Praticante A: Quali particelle della Dafa nel tempo di rettifica della Fa, noi dovremmo dissolverci completamente nella Fa. Dal momento che siamo particelle della Fa, dovremmo tener presente la Dafa in qualsiasi nostra attività. Più piccola è una particella, più grande è il suo potere. Essa può apparire insignificante o perfino invisibile quando si manifesta in questa nostra dimensione umana, ma in realtà può esercitare una grande influenza.
Ricordo una storia. Molto tempo fa c’era un giovane cultore che scavò una caverna nella montagna per la sua coltivazione. Quando ebbe finito, venne una persona che gli chiese: “Potresti per favore lasciare a me questa caverna per la mia coltivazione?” Questo giovane cultore lasciò che quella persona usasse la caverna e cominciò a scavarne un’altra. Quando ebbe finito, venne un’altra persona che gli chiese: “Potresti per favore lasciare a me questa caverna per la mia coltivazione?” Anche a questa persona lui lasciò la caverna. Tutto questo continuò a ripetersi per altre 6 volte. Alla fine ormai vecchio cominciò a scavare la settima caverna. Quando ebbe finito, arrivò un giovane che gli chiese: “Potresti per favore lasciare a me la caverna? Voglio coltivare.” Il vecchio esitò: “Se do a lui questa caverna, non avrò tempo per coltivare nella mia vita.” Poi però pensò: “Se non gli do questa caverna, questo giovane finirà probabilmente come me a scavare caverne per tutta la sua vita senza avere mai la possibilità di coltivare.” E così diede la caverna al giovane. Proprio in quell’istante il suo maestro apparve e gli disse: “Hai raggiunto il compimento della coltivazione.” In altre parole, noi dovremmo rinunciare al nostro attaccamento al compimento della coltivazione e diventare esseri giusti ed illuminati che fermamente mettono gli altri prima di se stessi.

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