Sostenere dei principi sotto una deplorevole pressione

LONDRA, 10 Giugno 2002 (Centro Informazioni Europeo Falun Gong) - Tre giorni fa, l'Associated Press ha riportato che il Ministro della Giustizia islandese - in previsione dell'arrivo del Presidente Cinese Jiang Zemin il 12 Giugno - ha vietato l'ingresso in Islanda a tutti i praticanti del Falun Gong. Mentre deploriamo questa decisione del Ministro, riteniamo che la pressione illecita e le tattiche prepotenti usate dal dittatore comunista cinese per influenzare le nazioni che visita siano veramente biasimevoli.

Negli ultimi tre anni, i praticanti del Falun Gong in tutto il mondo hanno dato un esempio dello spirito di compassione e di non violenza, facendo sempre le loro dimostrazioni in modo completamente pacifico - perfino in Cina, dove decine di migliaia di cittadini innocenti hanno affronto prigione, la tortura e la morte per esercitare il loro diritto costituzionale alla libertà di coscienza.

Nel Febbraio di quest'anno, i praticanti del Falun Gong hanno tenuto pacifiche dimostrazioni all'esterno del Forun Economico Mondiale nella città di New York. Al termine della dimostrazione di tre giorni, un ufficiale superiore di polizia ha detto agli organizzatori del Falun Gong di aver ammirato la loro disciplina, cortesia, buon comportamento e natura pacifica. Nei giorni precedenti, quando gli era stato chiesto del Falun Gong durante una riunione ad alto livello per la sicurezza del Forum, aveva detto: "Da loro non avrete assolutamente problemi. È veramente un piacere averci a che fare."

Anche ufficiali islandesi hanno confermato che i rapporti di ufficiali di polizia in tutto il mondo dimostrano che gli attivisti del Falun Gong sono stati coerentemente pacifici.

Perché vietare l'ingresso a gente pacifica?

Mentre deploriamo la decisione del Ministro della Giustizia, la vergogna maggiore sta nel fatto che il leader cinese, minacciando di cancellare il suo viaggio, avrebbe forzato in modo così appariscente una nazione occidentale a compromettere i suoi principi democratici.

Ieri in Islanda, il Morgunblad ha scritto: "Il Morgunblad ha saputo da fonti affidabili che le autorità cinesi hanno richiesto agli islandesi che, durante la visita, non siano ammessi nel paese membri del Falun Gong. Esse hanno anche chiesto che non ci siano dimostranti fuori dall'Hotel Saga, dove alloggerà Jiang Zemin." Il giorno prima, Iceland’s The Visir ha scritto: "Il ministro della Giustizia ha ottenuto dall'Ambasciata Cinese liste di individui che sono probabilmente legati al Falun Gong."

Questo è un chiaro segno della paranoia di Jiang Zemin, che vorrebbe sacrificare la dignità diplomatica del suo paese semplicemente per risparmiarsi la vista di un gruppo di persone che dimostrano pacificamente. Il mese scorso in Germania, Jiang è arrivato perfino al punto di chiedere al governo tedesco di proibire, a chiunque si trovasse nei luoghi che lui visitava, di indossare indumenti gialli - un colore spesso usato dai praticanti del Falun Gong durante le loro dimostrazioni pubbliche. Forse, questo colore ricorda a Jiang le decine di migliaia di uomini, donne e bambini innocenti che sono stati imprigionati, torturati e uccisi in Cina, come pure i milioni di famiglie angosciate, che sono state lacerate dalla sua campagna di persecuzione.

Voci di supporto dall'Islanda

Il popolo dell'Islanda vive in una democrazia che dà importanza alla libertà. La scorsa settimana, il sito web del Falun Gong ha ricevuto numerose e-mail da singoli individui e organizzazioni, in Islanda, che denunciavano questa decisione. "La visita di questo assassino di masse [Jiang Zemin] non passerà senza proteste ... ci saranno pacifiche proteste", scrive un residente di Reykjavik. "La messa al bando di tutti i membri del Falun Gong in Islanda, durante questa visita, è un terribile crimine per la libertà di parola e danneggia la nostra libertà di scelta."

Anche articoli ed editoriali nei media hanno dato voce al desiderio della gente dell'Islanda di vedere un cambio di indirizzo nell'azione intrapresa dal loro Governo.

Noi siamo confortati da queste voci di supporto e speriamo che nessun'altra nazione dovrà sopportare una simile assurda pressione da parte di Jiang Zemin.

Noi crediamo che il Ministro della Giustizia riconsidererà la sua decisione. Noi ritentiamo che questa sia un'eccellente opportunità di dimostrare al mondo che i principi di libertà, che stanno a cuore alle democrazie occidentali, non possano essere piegati, stravolti o compromessi dal dittatore comunista cinese.

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