Come il PCC usa le canzoni per avvelenare subdolamente

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(Minghui.org) Cantare è una forma d'arte popolare spesso usata per esprimere apprezzamento per le cose belle e comunicare sentimenti gioiosi. In regimi oppressivi, tuttavia, la canzone viene anche usata per influenzare e lavare il cervello della gente. Questo è il caso della Cina, dove le canzoni che lodano il Partito Comunista Cinese (PCC) sono usate per avvelenare subdolamente la gente.

Bambini costretti a cantare alle esecuzioni

Il Partito ha usurpato il potere dello Stato attraverso l'omicidio e il terrore in modo da costringere la gente a piegarsi al suo volere. Fin dall'inizio i funzionari del partito sapevano molto bene come usare le canzoni per scostare l'attenzione dalla loro condotta criminale. I Nove Commentari sul Partito Comunista hanno citato un estratto dal libro Enemy Within di padre Raymond J. de Jaegher:

".... un giorno il Partito Comunista ha chiesto a tutti di andare nella piazza del villaggio. I maestri hanno portato i bambini alla piazza dalla scuola. Lo scopo dell’adunata era quello di assistere all'uccisione di 13 giovani patrioti. Dopo aver esposto le false accuse imputate alle vittime, i leader comunisti hanno ordinato agli insegnanti terrorizzati di far cantare ai bambini canti patriottici. Ad apparire sul palcoscenico al suono delle canzoni non erano ballerini, ma il boia con in mano un coltello affilato. Questi era un giovane robusto soldato comunista dalle braccia forti. Il soldato è andato dietro alla prima vittima, con un gesto rapido ha alzato il coltello affilato con un taglio diretto verso il basso, e la prima testa è caduta a terra. Il sangue spruzzava come da una fontana, mentre la testa rotolava al suolo. Il canto isterico dei bambini si trasformato in un pianto caotico e assordante. Gli insegnanti li colpivano per indurli a cantare ancora; nel frastuono si sentiva il tintinnio della loro campanella.
L’esecutore ha colpito per tredici volte e tredici teste sono cadute a terra. Dopo di ciò, alcuni soldati comunisti sono arrivati, hanno tagliato i toraci delle vittime e hanno tirato fuori i loro cuori per la festa. Una tale brutalità è stata messa in atto di fronte ai bambini. Tutti i ragazzi erano pallidi per la paura, e alcuni hanno cominciato a vomitare. L’insegnante ha rimproverato i soldati, e ha riportato i bambini a scuola".

"Padre De Jaegher vedeva spesso i bambini costretti ad assistere alle uccisioni. I bambini hanno cominciato ad abituarsi agli omicidi sanguinosi, alcuni hanno addirittura cominciato a divertirsi e a trovare eccitanti le scene di morte".

Questo è come il partito utilizza le canzoni per corrompere la natura umana.

"Canzoni rosse" cantate quotidianamente per lodare il partito

Durante dieci anni di Rivoluzione Culturale (1966-1976), la natura umana in Cina venne completamente pervertita e la moralità venne distrutta. Durante quel periodo, il popolo cinese difficilmente aveva una qualche forma di intrattenimento, fatta eccezione per gli otto "giochi del modello rivoluzionario" che vennero ripetutamente eseguiti sul palco. Le menti della gente vennero instillate da falsi concetti della lotta di classe e dittatura del proletariato. Almeno due volte al giorno, si dovevano cantare le "canzoni rosse", che elogiavano la leadership comunista. Venne stimato che c'erano almeno un miliardo di cinesi che cantavano canzoni rosse ogni giorno. Quando la gente cantava queste canzoni, come "non ci sarebbe stata una nuova Cina senza il Partito Comunista", "Il socialismo è buono" e "La Rivoluzione Culturale è assolutamente buona", le loro menti erano completamente controllate dal PCC.

Durante quel periodo distruttivo, mariti e mogli divennero nemici gli uni degli altri, i bambini si staccarono dai loro genitori, gli studenti criticarono e picchiarono i loro insegnanti, e diverse fazioni combatterono tra loro. Dalla città alla campagna, dai civili alle forze militari, l'intera società era assolutamente nel caos, anche il presidente dello Stato non potè salvare la propria pelle. Tuttavia, dopo che il partito aveva trascinato l'intero paese in un tale caos e miseria, non venne ascoltata nessuna lamentela contro il PCC, al contrario le persone cantavarono ancora le lodi del partito. Questo dà la misura di quanto a fondo al popolo cinese venne fatto il lavaggio del cervello!

"La stessa canzone" devia l'attenzione dal massacro di piazza Tiananmen

Il Partito ha creato canzoni rosse di volta in volta in base alle sue esigenze. Altre canzoni, i cui autori non avevano avuto secondi fini o preferenze politiche, anch'esse alla fine vennero usate dal partito. Gli scrittori erano già stati indottrinati dalla propaganda del PCC, quindi le canzoni che scrivevano erano inconsapevolmente influenzate dall'ideologia del partito, e potevano essere facilmente utilizzate per influenzare le persone. “La stessa canzone" è una di queste canzoni di cui si è appropriato il PCC.

"La stessa canzone" fu scritta e composta nel 1990. Canta la vita felice del popolo che si diverte insieme. Appena un anno prima, il regime aveva massacrato migliaia di studenti in Piazza Tiananmen, e la Cina era ancora avvolta in un clima di terrore. Un movimento democratico era stato brutalmente abbattuto, e il regime veniva severamente condannato. Molti paesi occidentali avevano adottato misure per punire il regime cinese e alcuni proponevano che si rivedesse la proposta di ospitare i Giochi d'Asia a Pechino nel 1990. Il PCC scelse "la stessa canzone" per alleviare la tensione e spostare l'attenzione della gente dal massacro. Il partito spese ingenti somme di denaro per promuovere la canzone in tutta la Cina usandola come sigla del paese ospitante i Giochi asiatici.

Quando si canta la "la stessa canzone", a causa delle liriche sentimentali e della melodia, la gente è portata a riflettere sulle proprie esperienze di vita e apprezzare i preziosi incontri con gli amici. Quando il Partito portò gente da tutti i ceti sociali, soprattutto quelli con un particolare passato nel PCC, a cantare la canzone insieme, la gente a poco a poco fu portata a dimenticare il sanguinoso massacro di Piazza Tiananmen, e anche se involontariamente diedero la loro approvazione al regime. Sotto la pianificazione strategica da parte dei servizi di propaganda del Partito, la canzone portò molti cinesi a schierarsi a fianco del PCC senza rendersene conto.

La canzone venne ulteriormente utilizzata dopo che il PCC iniziò a perseguitare il Falun Gong nel 1999. L'Ufficio 610 centrale, spese ingenti somme di denaro e utilizzò esperti di psicologia per capire come lavare il cervello dei praticanti del Falun Gong. All'inizio del 2000, i funzionari iniziarono ad usare "la stessa canzone" nel campo di lavoro forzato Tuanhe a Pechino sui praticanti del Falun Gong detenuti. Poco dopo, la canzone venne rapidamente promossa in tutti campi di lavoro forzato in tutta la Cina. I praticanti del Falun Gong detenuti erano costretti a cantare "la stessa canzone" ed, al venerdì sera, assistere ad uno spettacolo di "la stessa canzone" sul canale televisivo statale CCTV. Durante quelle ore, la prima cosa che i praticanti del Falun Gong erano costretti a fare dopo il lavaggio del cervello non era quello di scrivere la cosiddetta "dichiarazione di pentimento", ma cantare "la stessa canzone". La praticante del Falun Gong Shi Shengying della città di Shenyang morì a causa delle torture nel carcere femminile di Liaoning, dopo essersi rifiutata di cantare la canzone. "La stessa canzone" divenne il simbolo della persecuzione psicologica del Falun Gong e diventò un accompagnamento musicale che il PCC usava nel coprire i suoi crimini.

Canzoni utilizzate nella tortura dei praticanti del Falun Gong

Cantare è usato anche come forma di persecuzione da parte del Partito. Un esempio tipico è la tortura "una canzone al giorno" del campo di lavoro forzato Xishanping nella città di Chongqing. La vittima viene premuta contro il pavimento di cemento, con le mani tirate, attorcigliate e pressate sul pavimento, mentre tre o quattro detenuti bloccano le gambe della vittima. Poi, un detenuto afferra la testa della vittima e la preme con uno sgabello di plastica. Un altro detenuto colpisce la vittima alla schiena, allo stomaco e alle caviglie con un bastone di legno, mentre altri colpiscono le caviglie della vittima con sgabelli di plastica o contenitori per alimenti. Colpiscono lo sventurato molto duramente. Alcuni usano anche le scarpe per percuotere il praticante. Mentre la vittima viene picchiata, alcuni detenuti cantano a gran voce dalla finestra in modo che gli altri non possano udire i rumori del pestaggio e le urla della vittima.

Ricostruzione delle torture: violenti pestaggi

Oltre a costringere i detenuti a cantare canzoni, i campi di lavoro forzato trasmettono anche brani ad altissimo volume per coprire la loro condotta criminale. La praticante del Falun Gong Huang Zhenglan, che è stata torturata nel campo di lavoro forzato femminile di Maojiashan, ha raccontato che ogni volta che venivano torturati i praticanti del Falun Gong, le guardie suonavano musica a volume molto alto in modo da impedire alla gente di sentire la tortura o le urla delle vittime.

Anche alcuni poliziotti cantavano canzoni mentre torturano i praticanti del Falun Gong. Il praticante Lu Xingde da Linyi, provincia dello Shandong, venne arrestato insieme al figlio a Pechino il 28 dicembre del 1999, mentre facevano appello richiedendo giustizia per il Falun Gong. Vennero portati all'ufficio Rappresentanza Linyin a Pechino. La polizia ammanettò loro le mani dietro la schiena, e iniziarono a bere e cantare all'impazzata; per poi a schiaffeggiare Lu Xingde duramente in faccia. Quando la polizia si stancava, andava a bere un altro pò, poi ritornavano e continuavano a prendere a schiaffi il signor Lu. La cosa andò avanti per diverse ore, fino a quando la polizia non si sentì pienamente “soddisfatta”.

Nei campi di lavoro forzato, le guardie non solo fanno cantere i detenuti, trasmettono anche le canzoni attraverso gli altoparlanti, e cantano le canzoni essi stessi. Hanno costretto i praticanti del Falun Gong a cantare canzoni che lodano il Partito. Il praticante Zhao Xiuyun della contea Yilan della provincia di Heilongjiang venne detenuto nel campo di lavoro Wanjia a Harbin per lungo tempo. Ha raccontato che ogni notte, il capo della Divisione 7, Zhang Boqiang, costringeva i praticanti del Falun Gong a cantare canzoni che elogiavano il PCC. Se un praticante si rifiutava di cantare, non gli veniva permesso di dormire e veniva poi trascinato fuori e picchiato.

A parte le canzoni che lodano il partito, la polizia ha anche costretto i praticanti del Falun Gong a cantare canzoni malvagie. Al campo di lavoro forzato Xishanping nella città di Chonging per esempio, i tossicodipendenti furono incaricati di costringere i praticanti del Falun Gong a sedersi sui loro letti. Le loro mani e le spalle erano ben legate, mentre altri detenuti li afferravano dai capelli e tenevano la testa alta, costringendoli a guardare immagini pornografiche. Alcuni altri detenuti stavano dietro e partecipavano con mazze di legno, pronti a colpire i praticanti. Inoltre costringevano i praticanti a cantare canzoni con parole come "ti faccio a pezzi e ti taglio la carne, ti pugnalo a morte coltellata dopo coltellata ......". Il capo squadra Li Qiwei gridava ad alta voce, "forzate i praticanti del Falun Gong a cantare canzoni canaglie, costringeteli a guardare immagini pornografiche. È per aiutarli a reinserisi nella società”.

Bo Xilai lanciò la nuova campagna "canzoni rosse"

Bo Xilai, ex segretario del PCC di Chongqing, ora detenuto, lanciò la campagna "canzoni rosse" qualche anno fa. Improvvisamente, tutti i media e i giornali iniziarono a diffondere il movimento, con articoli che spiegavano che cantando le canzoni rosse una persona avrebbe potuto vedersi ridurre la propria pena detentiva. Secondo quanto riferito, un uomo diede tanta importanza al fatto di cantare le canzoni rosse che non partecipò al funerale di sua madre. Altri articoli sostenevano che cantare canzoni rosse poteva curare le malattie mentali, ecc. Durante la campagna, la gente vide una scena ancora più bizzarra: alcuni seguaci delle cinque maggiori religioni cantavano canzoni rosse insieme sul un palco. Dei teisti riuniti contarono le lodi dell'ateo PCC, gravemente minacciati o ingannati dal culto del PCC.

Effetti a lungo termine della propaganda con le canzoni

Lavare il cervello alle persone attraverso le canzoni è molto subdolo, dato che le canzoni possono avvelenare profondamente una persona per lungo tempo senza che se ne renda conto. Ad esempio, un cuoco cinese emigrò in California dopo che la sua famiglia aveva subito gravi persecuzioni sotto il regime. Mentre preparava del cibo, canticchiava felicemente dei motivetti. Anche se odiava il PCC cantava canzoni come "le opere del presidente Mao sono quelle che amo leggere di più, le ho lette migliaia di volte …". Quando gli altri glielo fecero notare, trovò la cosa divertente ed estremamente imbarazzante allo stesso tempo. Nel corso dei decenni, le menti del popolo cinese sono state profondamente avvelenate dall'ideologia del partito.

Recentemente, il dipartimento di propaganda del partito ha fatto una dichiarazione congiunta con altri quattro dipartimenti per fermare ufficialmente la trasmissione di "la stessa canzone". Forse anche il PCC si è reso conto che i cinesi non sono più disposti a cantare la stessa canzone con loro e sono ora pronti a lasciare il palco. Bo Xilai, che ha lanciato il movimento "canzoni rosse", è stato messo sotto processo, e lui stesso è diventato una vittima dell'interminabile lotta di potere interna al partito. È chiaro che i cinesi si stanno svegliando e il regime sta arrivando alla fine.

Speriamo che sempre più persone si rendano conto della depravazione morale che avviluppa le canzoni del PCC, che riconoscano la sua vera natura malvagia e velocemente si allontanino da essa.

Versione inglese

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