Coltivare me stesso quando sono di fronte ad una interferenza

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(Minghui.org) Dal momento che il mio occhio celeste è aperto, molti praticanti nella mia zona vengono a chiedermi cose sulle altre dimensioni e sulle loro reincarnazioni. Ho scritto alcuni articoli su questi argomenti.

Quando inizialmente i praticanti mi chiedevano queste cose, io più o meno dicevo loro quello che vedevo. Poi ho scoperto che le aspettative delle persone non erano mai accontentate. Quando i praticanti mi facevano domande sulle loro vite precedenti o sulle reincarnazioni dei loro amici o parenti, mi sentivo a disagio.

Sapevo che non si sarebbe dovuto parlare di queste cose e che parlarne non sarebbe stato di alcuna utilità ai praticanti. Volevano solo soddisfare la loro curiosità. La cosa più rilevante era che questi praticanti non potevano vedere i loro forti attaccamenti e i loro pensieri umani quando mi ponevano queste domande. Di fronte a queste situazioni, ho provato una grande sofferenza. Ho colpevolizzato gli amici praticanti.

Tuttavia, i miei pensieri erano "rivolti verso l'esterno". Io non me ne sono reso conto per alcuni anni e ho sofferto molto per questa cosa. Il mio cuore si agitava sempre quando gli amici praticanti mi telefonavano.

Cercavo di non raccontare troppo quando mi facevano domande, ma spesso sono stato accusato di "non collaborare" o "chiudermi in me stesso". Alcuni praticanti hanno anche sparlato per attaccarmi. Quando i praticanti con una forte personalità mi hanno costretto a parlare con loro, mi sono sentito come se fossi sotto processo di fronte ai poliziotti. Se mi fossi rifiutato di parlare, avrei dovuto affrontare conseguenze inaspettate. Alcune cose spiacevoli sono realmente accadute. Ho sviluppato la paura e speravo di camminare bene sul sentiero.

Mi sono detto che questa situazione non doveva andare avanti, che non dovevo sempre andare dietro a loro e che non avrei fatto neanche a loro alcun bene.

Di recente ho studiato la Fa intensamente.

Nella sesta lezione dello Zhuan Falun, il Maestro dice:

"Non appena questo praticante si addormenta, qualcuno verrà a sfidarlo in combattimento e così, per tutta la notte, non riuscirà a riposare. Ma in realtà questo è proprio il momento di liberarsi dell’attaccamento alla competizione. Se non si libererà del suo attaccamento alla competizione, ma si comporterà sempre in quel modo, non sarà più in grado di andare oltre quel livello, anche dopo essersi trascinato in quel modo per anni. Il risultato sarà che non riuscirà più a praticare e anche il suo corpo fisico non sarà più in grado di reggere; le energie spese saranno troppe e nei casi peggiori rischierà perfino di rimanere totalmente senza forze".

Questo paragrafo mi ha svegliato. Ero scioccato. Il mio cuore si è illuminato. Mi sono reso conto che questo insegnamento si riferiva alla mia situazione.

Tutte le interferenze esterne provenivano da immoralità e prepotenza. Ho scritto molti articoli sulla coltivazione con l'occhio celeste aperto ed ero più o meno orgoglioso dei miei "successi". A volte ho provato eccessivo zelo e attaccamento a convalidare me stesso, nonostante la condivisione con gli amici praticanti. Spesso ho dimenticato di coltivare. Anche se spesso ho sentito che era sbagliato parlare di queste cose e mi sentivo a disagio nel vedere i praticanti che si attaccavano a quelle cose, ho parlato con loro, solo perché non volevo offenderli, o non volevo fare una pessima figura, o avevo paura che avrebbero fatto dei discorsi contro di me se non li avessi soddisfatti nelle loro richieste.

In sostanza, avevo paura che la mia fama o "reputazione" sarebbero state danneggiate.

Mi sono reso conto che era un processo per liberarmi dei miei attaccamenti. Quando gli altri praticanti usano tutti i mezzi per farmi una domanda su questi argomenti, devo guardarmi dentro. Avrei dovuto lasciar andare le mie paure, le mie preoccupazioni e i miei attaccamenti. Avrei dovuto correggere i difetti della mia personalità, tra cui l'essere accondiscendente, dimenticandomi spesso i principi della Fa. Non dovrei essere ostacolato da fattori esterni, o scosso da pensieri umani. Al contrario, dovrei seriamente e rigorosamente percorrere bene il mio percorso di coltivazione, convalidare la Fa con le mie capacità soprannaturali. Solo così facendo si ha veramente la possibilità di coltivare, non si tradisce l'opportunità di salvezza data dal Maestro, e si è veramente responsabili verso i praticanti.

Ieri sera, dopo aver scritto questa condivisione, ho ricevuto un messaggio da un praticante che mi chiedeva qualcosa sulla sua vita precedente. Ho sorriso. Ho ringraziato il Maestro per l'ulteriore possibilità che mi aveva dato per sbarazzarmi dei miei pensieri umani. Credo di essere ora in grado di gestire con serietà e compassione queste situazioni. Quando arriva un'interferenza, se ci guardiamo dentro, qualsiasi cosa negativa potrà diventare una cosa buona.

Versione inglese

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