La signora Zhang Shunxian affronta il processo per aver citato in giudizio l'ex leader cinese

(Minghui.org) Il 19 aprile 2016 la signora Zhang Shunxian è stata arrestata nella città di Guiyang dopo aver presentato una denuncia penale contro l'ex leader comunista cinese Jiang Zemin per aver diretto la brutale persecuzione del Falun Gong. È stata trattenuta nel centro di detenzione di Baihuashan per quasi sei mesi e al momento è sotto processo.

Il 12 luglio il dipartimento di polizia del distretto di Yunyan ha presentato il caso della praticante alla procura (*) dell'omonimo distretto.

Il 19 settembre il pubblico ministero ha telefonato alla figlia della signora Zhang per suggerirle di ingaggiare un avvocato per sua madre.

Quando la donna è stata arrestata, sua figlia incinta è stata gettata a terra violentemente dalla polizia e conseguentemente ha avuto un aborto spontaneo.

Arresto

La signora Zhang ha presentato la sua denuncia penale contro Jiang Zemin dopo che il primo maggio 2015 la Corte Suprema del Popolo della Cina ha annunciato che avrebbe trattato tutti i casi presentati dai cittadini.

Il 19 aprile 2016 sei agenti della stazione di polizia di Dayingpo hanno fatto irruzione nell'abitazione della praticante. L'agente Liu Xiaohong ha gridato: “Tu hai citato in giudizio Jiang Zemin per cui noi ti arrestiamo!”.

La donna era sola in casa ed ha urlato il nome di sua figlia per richiedere aiuto. L'agente Liu ha allora gridato: “Smettila di urlare!”. A quel punto è entrato in casa il segretario del comitato di quartiere e ha detto: “Tappatele la bocca”. Poi sono arrivati due poliziotti e l'hanno ammanettata.

L'agente Liu ha allora richiesto l'intervento di un maggior numero di colleghi, i quali hanno perquisito la casa della signora Zhang e confiscato due computer portatili, una stampante, un taglierino e una borsa contenente del materiale informativo sul Falun Gong.

La figlia della praticante, Xiao Yangyuan, si è precipitata all'ingresso del quartiere per esigere spiegazioni dalla polizia. Ha richiesto agli agenti di mostrarle i documenti, tuttavia loro, invece di esibire i tesserini, hanno gettato a terra la donna in stato di gravidanza, causandole la perdita del bambino.

Nascosta in zone remote per dieci anni

Da quando nel luglio 1999 il regime comunista ha iniziato la persecuzione del Falun Gong la signora Zhang ha sofferto molto.

L'agente Liu Xiaohong ed altri l'hanno costantemente molestata e minacciata. Per evitare di essere arrestata si è nascosta per dieci anni in una fattoria in una zona remota.

Il dipartimento di polizia del distretto di Yuanyan ha anche esercitato pressioni sulla miniera di carbone di Caichong per farle sospendere dal 2003 al 2015 la pensione e i sussidi abitativi.

La polizia ha anche molestato la sua famiglia e ha fatto pressioni sulla fidanzata di suo figlio per costringerla a lasciarlo. L'agente Liu ha anche cercato di persuadere il suo padrone di casa a disdire il contratto di locazione con la famiglia.

Scenario

Nel 1999 Jiang Zemin, come capo del Partito Comunista Cinese, contro la volontà degli altri membri del comitato permanente del Politburo, lanciava la violenta repressione del Falun Gong.

Nel corso degli ultimi 16 anni migliaia di praticanti del Falun Gong sono stati torturati a morte. Il bilancio attuale è probabilmente più alto poiché tale informazione viene strettamente censurata in Cina. Molti sono stati torturati per la loro fede e molti altri uccisi per i loro organi. Jiang Zemin è direttamente responsabile di aver dato inizio e condotto questa brutale persecuzione.

Il 10 giugno 1999, sotto la sua personale direzione, il Partito Comunista Cinese ha istituito un organo di sicurezza extralegale, l'Ufficio 610. Quest'organo ha la precedenza sulle forze di polizia e sul sistema giudiziario nello svolgimento degli ordini di Jiang per quanto riguarda il Falun Gong: “Rovinare la loro reputazione, distruggerli economicamente ed eliminarli fisicamente”.

La legge cinese permette che i cittadini ricorrano alle cause penali e molti praticanti stanno ora esercitando tale diritto sporgendo denunce penali contro l'ex dittatore.

(*) GLOSSARIO

Versione inglese

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