Il Falun Gong Human Rights Working Group invia all’ONU l’inchiesta: “I 10.194 casi documentati di persecuzione durante le Olimpiadi di Pechino 2008”

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Il 5 marzo 2009 il Falun Gong Human Rights Working Group (www.falunhr.org) ha inviato all’ONU e ai governi dei vari paesi l’inchiesta “I 10.194 casi documentati di persecuzione durante le Olimpiadi di Pechino 2008”. La lista documenta i casi di persone che sono state vittime durante il periodo delle Olimpiadi di Pechino, mettendo in luce con forza come il regime comunista cinese abbia aumentato la violazione dei diritti con la scusa della “sicurezza per le Olimpiadi”.

Tutti sanno che una delle promesse che il partito comunista cinese (PCC) aveva fatto ai paesi occidentali per poter avere l'assegnazione delle Olimpiadi era quella di migliorare la situazione dei diritti umani. Nonostante ciò il PCC ha rigirato la situazione, usando le Olimpiadi come pretesto per intensificare la soppressione. Le vittime includono praticanti del Falun Gong, persone che si recavano a fare appello per casi personali e attivisti per i diritti umani. Tra di loro i praticanti del Falun Gong hanno dovuto sostenere il peso maggiore di questi attacchi furiosi, le loro case sono state perquisite, sono stati arrestati, imprigionati, torturati e persino uccisi. La persecuzione, perpetrata con il pretesto delle Olimpiadi, è stata un gigantesco disastro umanitario.

Mentre stava limitando l’accesso alle informazioni, il PCC corrompeva vari enti stranieri tramite benefici finanziari e ingannava i principali media, che non erano chiari sul disastro della persecuzione, per influenzare i paesi democratici. Fortunatamente alcune persone che si impegnano per la giustizia hanno monitorato da vicino la persecuzione, e molte organizzazioni per i diritti umani hanno richiesto delle indagini. Ciò che manca sono delle prove evidenti per sostenere il caso. Questa lista di 10.194 voci è davvero la prova che mancava. Le Nazioni Unite e altre organizzazioni per i diritti umani di molti paesi, adesso sono in grado di far vedere come il PCC abbia portato avanti la persecuzione durante le Olimpiadi.

La conclusione dell’inchiesta (una lettera aperta) afferma quanto segue: “il solo numero dei praticanti del Falun Gong che sono stati perseguitati va oltre le 10.000 persone, molti di loro sono stati picchiati a morte entro poche ore dal loro arresto. A causa del blocco delle informazioni la situazione reale è peggiore.”

Questa lettera aperta pone l’attenzione anche su come, nell’aprile 2007, il ministro per la pubblica sicurezza abbia emesso un documento riservato indicando il Falun Gong come uno degli undici gruppi che dovevano essere strettamente sorvegliati e la cui partecipazione alle Olimpiadi sarebbe stata vietata. Dal giugno 2007 fino alla fine delle Olimpiadi 2008, e oltre, il PCC ha continuato ad arrestare praticanti del Falun Gong, prelevandoli dal luogo di lavoro, dalle loro case, dalle loro scuole. “Sarebbe stato impossibile per i praticanti costituire una minaccia per Olimpiadi da dove si trovavano. Assicurare la sicurezza delle Olimpiadi è stata solo una scusa per perseguitare ancora più duramente il Falun Gong.”

Questo lista include solamente il periodo che va dalla fine del luglio 2007 al 24 agosto 2008, quando le Olimpiadi sono terminate. In effetti la persecuzione è andata avanti fino alla fine delle Olimpiadi Speciali, il 22 settembre 2008 e oltre. I praticanti detenuti hanno subito delle sentenze molto severe.

Vorremmo enfatizzare che in nessun modo questa lista può riflettere accuratamente il grado della persecuzione. A causa delle restrizioni sulla libertà di informazione e sulla natura nascosta della persecuzione, molti arresti che sono stati resi noti dopo l’ottobre 2008 non sono inclusi in questa lista perché i nomi sono stati compilati prima dell’inizio del settembre 2008. Alcune inchieste contengono solamente dei numeri indicativi. Ad esempio “il 29 dicembre 2007 le case di molti praticanti sono state perquisite nella città di Aksu, regione autonoma di Xinjiang Uyghur”, “durante il periodo del 17° congresso, nel 2007, oltre una dozzina di praticanti sono stati arrestati nella città di Jiaozhou, provincia di Shandong, ma solo sette nomi sono stati resi noti.” I numeri sono perciò molto vaghi e il numero dei praticanti perseguitati non può essere accuratamente calcolato.

Altri esempi includono inchieste che non sono state possibile inviare al sito internet Clearwisdom, come “l’arresto segreto del quale sono stato testimone nelle strade di Pechino”. Qualcuno aveva scoperto che la persona arrestata era una praticante del Falun Gong della regione del Nordest e che era stata arrestata il 24 aprile 2008. Prima che il testimone potesse avere la possibilità di scrivere al sito Clearwisdom, è stato anch’egli arrestato. Un altro praticante del Falun Gong è stato testimone dell’arresto di molti praticanti provenienti dall’area Fuyanmen, nel distretto Haidian di Pechino, ma non è riuscito a inviare le informazioni al sito Clearwisdom. Nessuna di queste vittime è quindi inclusa nella lista.

La lista dei nomi delle vittime raccolta dal Falun Gong Human Rights Working Group è stata compilata accuratamente e con attenzione. I praticanti della Cina continentale hanno rischiato la loro vita per poter inviare le informazioni all’estero. Abbiamo eliminato alcuni possibili doppioni, ma alcuni praticanti sono stati ripetutamente arrestati durante il periodo di tempo al quale facciamo riferimento, il che è un fenomeno presente nella persecuzione del PCC. Per poter avere una certa accuratezza della situazione, abbiamo racchiuso questi arresti ripetuti temporanei e per ciascuna persona.

La lettera aperta ha specificatamente fatto notare come “le informazioni raccolte in questa inchiesta sono state molto difficili da mettere insieme e molte persone hanno rischiato le loro vite e fatto grandi sacrifici per farci arrivare queste informazioni. Se questi dati possono risvegliare coloro che si sono rifiutati di ascoltare la situazione sui diritti umani o quei funzionari che sono andati ad assistere alle Olimpiadi di Pechino, e fare in modo che queste persone possano ripensare da quale parte vogliono stare nella storia, allora sarà valsa la pena compiere questi sacrifici.”

Il Falun Gong Human Rights Working Group ha inviato questa inchiesta alle organizzazioni per i diritti umani delle Nazioni Unite, ad ogni ministro degli esteri di ogni paese e alle più grandi organizzazioni per i diritti umani. Ci auguriamo che chiunque legga questa inchiesta ne faccia tesoro, la conservi e che la utilizzi per esporre i crimini del PCC, per fermare la persecuzione e per proteggere le coscienze, i diritti umani e la giustizia della nostra razza umana.

Link per poter scaricare l’inchiesta (in inglese): http://www.falunhr.org/reports/PDFs/BeijingOlympicsPersecution.pdf

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Here is the article in English language:
http://en.clearharmony.net/articles/a48246-article.html

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