Shandong: La signora Huang Yuping nuovamente arrestata dopo le tre precedenti condanne illegali

(Minghui.org) Prima dell'inizio della persecuzione la signora Huang Yuping di 61 anni, lavorava in una cooperativa di credito rurale e viveva felice con la sua famiglia. Nel corso degli ultimi 17 anni è stata arrestata quattro volte, detenuta per diversi anni e torturata, semplicemente perchè pratica il Falun Gong.

Il 29 febbraio 2016 è stata arrestata per aver parlato pubblicamente del Falun Gong all'interno di un mercato agricolo. Il 15 marzo è stata portata al centro di detenzione di Dezhou e il 21 aprile condannata illegalmente (*).

Pressioni subite dal marito per chiedere il divorzio

Subito dopo l'inizio della persecuzione, la donna è stata messa sotto sorveglianza. È stato messo sotto controllo il suo telefono ed è stata multata di 11.000 yuan (1.500 euro circa).

Il marito lavorava per il governo della contea e il governatore ha esercitato su di lui una forte pressione, ha criticato apertamente l'uomo durante le riunioni generali ed ha minacciato coloro i cui familiari praticavano il Falun Gong, dicendo che i loro figli non sarebbero stati accettati in nessuna università o nell'esercito. Alla fine ha chiesto il divorzio.

Il 18 ottobre 1999 gli agenti di polizia Dong Qiang e Zhang Guofeng, hanno portato la signora Huang all'Ufficio degli Affari civili, dove è stata costretta a firmare le carte del divorzio e successivamente è stata portata al centro di detenzione locale. Tre giorni dopo è poi stata trasferita nel centro di lavaggio del cervello della contea.

Da novembre del 2000 a marzo 2002: Prima condanna al campo di lavoro forzato

Il primo ottobre del 2000 è stata arrestata per essersi pacificamente appellata a Pechino in favore del diritto di praticare il Falun Gong. Il 3 novembre del 2000 è stata portata al campo di lavoro forzato n.2 dello Shandong, dove è stata detenuta per tre anni.

Nel dicembre del 2000 è stata tenuta in isolamento. Nonostante il rigido inverno, non le è stato permesso di indossare né un cappotto né un paio di scarpe per riscaldarsi. È stata ammanettata con le braccia dietro la schiena e appesa per le manette. Le punte dei suoi piedi toccavano a malapena il suolo e se si fosse sforzata di mettere completamente i piedi a terra, le manette le avrebbero tagliato i polsi. Non c’è voluto molto perché perdesse i sensi.

Sotto tale stato di costrizione ha scritto una dichiarazione di garanzia (*) con la quale prometteva di rinunciare al Falun Gong dopo il suo rilascio dalla cella di isolamento.

È stata poi costretta quotidianamente a guardare video che diffamavano il Falun Gong e a scrivere subito dopo ciascun filmato una “relazione del proprio pensiero”. Le relazioni dovevano seguire una linea guida stabilita dalle guardie.

Il 14 marzo 2002 è stata rilasciata dal campo di lavoro forzato e in seguito il suo datore di lavoro l'ha licenziata.

Da aprile 2003 a dicembre 2004: Seconda condanna al campo di lavoro forzato

Il 7 aprile 2003 è stata condannata a un anno e sei mesi di lavori forzati, portata al campo femminile n.1 dello Shandong e detenuta nella “Divisione strettamente controllata”. Le guardie hanno ordinato alle detenute criminali di molestare e insultare le praticanti del Falun Gong e le premiavano con una riduzione della pena.

Tutte le detenute venivano costrette a fare lavori pesanti dalle 06:00 alle 22:00 e talvolta anche fino a mezzanotte. Di conseguenza la salute della donna ne ha risentito e ha cominciato a soffrire di pressione alta.

La guardia Wang Shuzhen ha ordinato alla detenuta Sun Xiaohong di picchiarla perché non stava seduta “correttamente”. La detenuta ha premuto a forza la testa della praticante sul pavimento, tanto da farle venire un grosso bernoccolo. È stata inoltre ferita al collo e al naso. La guardia si è limitata a osservare ed ha incaricato la detenuta di sigillarle la bocca con del nastro adesivo.

Da metà maggio del 2004, per un periodo di quattro mesi, al campo sono stati utilizzati ulteriori metodi di lavaggio del cervello brutali. Tutte le praticanti più risolute sono state tenute in isolamento. Sono state costrette a stare in piedi per giornate intere, private del sonno, del cibo e dell'acqua.

La sua condanna è stata prorogata di tre mesi per aver rifiutato di rinunciare al Falun Gong. Il 25 dicembre 2004 è stata alla fine rilasciata.

Marzo 2008: Terza condanna al campo di lavoro forzato

Il 31 marzo 2008 qualcuno ha riferito alla polizia che stava parlando del Falun Gong in un negozio della contea di Qihe, di conseguenza è stata arrestata e portata al centro di detenzione di Dezhou. Quello stesso giorno Huang Jilong, Xu Peiyong e altri agenti della divisione di sicurezza interna della contea hanno saccheggiato la sua abitazione.

Il 14 aprile 2008 è stata condannata a due anni e tre mesi di lavori forzati e portata al campo di Jiangsuiquan nella città di Jinan. Le guardie non hanno permesso ai suoi familiari di farle visita e hanno estorto loro del denaro per le sue cure mediche. Praticando il Falun Gong la donna aveva ottenuto uno stato di buona salute, tuttavia le torture subite e la detenzione hanno causato un suo deperimento.

I benefici del Falun Gong

Alla fine del 1996 la signora Huang ha letto lo Zhuan Falun (*), il libro principale del Falun Gong, per la prima volta a casa dei suoi parenti. Ha appreso che il Falun Gong insegna alle persone a seguire i principi di Verità, Compassione e Tolleranza e che i praticanti considerano come prima cosa sempre gli altri. Ha così compreso che quello fosse il sentiero giusto da percorrere.

Prima di iniziare a praticare la donna era vice direttrice del Mobilificio Orientale della contea di Qihe ed aveva l'abitudine di prendere dalla fabbrica del materiale decorativo per la sua abitazione senza pagarlo. Dopo aver imparato il Falun Gong ha sentito di doversi attenere ai requisiti richiesti ai praticanti e a non sfruttare il suo datore di lavoro. È andata così alla fabbrica ed ha pagato circa 7.000 yuan (circa 931 euro) per i materiali dei quali si era appropriata.

La donna ha seguito i principi del Falun Gong in ogni aspetto del suo lavoro e della sua vita. Ha sempre cercato di comprendere le cose dal punto di vista delle altre persone. Era rispettosa verso suoi suoceri ed insieme al marito e al figlio erano diventati una famiglia felice.

Dopo che Jiang Zemin ha avviato la persecuzione del Falun Gong e ha cercato di “distruggere i praticanti fisicamente, rovinare la loro reputazione e rovinarli finanziariamente”, la donna ha subito su di se la reale entità dell'evento.

(*) GLOSSARIO

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