Italia, Torino: Domeniche di luglio per far conoscere la Falun Dafa e la persecuzione in Cina

Domenica 2 e 16 luglio a Torino, in Via Garibaldi, una zona centrale della città molto battuta, i praticanti locali hanno allestito uno stand informativo sulla pratica di meditazione della Falun Dafa e sensibilizzato l’opinione pubblica sulla persecuzione che i praticanti in Cina subiscono ormai da diciotto anni. Infatti il 20 luglio 1999 segna l’inizio della persecuzione dei praticanti della Falun Dafa in Cina ad opera del Partito Comunista Cinese; a tutt’oggi i praticanti vengono incarcerati e sottoposti a svariate torture sia fisiche che mentali.

I cittadini ignari sostengono la Falun Dafa

Via Garibaldi è una via pedonale nel cuore di Torino, ricca di negozi e via d’accesso ad importanti attrazioni turistiche; nelle due domeniche molte persone che passeggiavano si sono fermate presso lo stand per avere maggiori informazioni sulla pratica del Falun Gong.

I praticanti hanno mostrato i cinque esercizi della pratica, distribuito volantini informativi in varie lingue e raccolto le firme per le due petizioni indirizzate una al Governo Italiano l’altra all’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani affinchè intervengano per fermare immediatamente il prelievo forzato di organi dai praticanti del Falun Gong e da altri prigionieri di coscienza imprigionati nelle carceri cinesi.

Dimostrazione degli esercizi del Falun Gong, domenica 2 luglio

Molti cittadini e turisti sono rimasti particolarmente colpiti dalla brutale persecuzione subita dai praticanti in Cina ed hanno accettato di buon grado di firmare le petizioni.

Un signore appena visto il manifesto che spiegava il prelievo forzato di organi si è fermato dicendo: “Dove posso firmare la petizione?”, una praticante si è avvicinata all’uomo iniziando una lunga conversazione sui diritti umani, sulla persecuzione e sulla pacifica pratica di meditazione della Falun Dafa. L’uomo ha poi detto: “Anch’io pratico il Buddismo” e prendendo un volantino ha aggiunto che si sarebbe collegato al sito online della Falun Dafa per avere maggiori informazioni.

Santina, una donna di 92 anni che passeggiava lungo la via, incuriosita dalla musica rilassante degli esercizi si è fermata chiedendo cosa stesse accadendo. Dopo aver ricevuto risposta ha detto di essere veramente preoccupata per il degrado morale che contraddistingue la nostra società, in modo particolare era preoccupata per i giovani ormai privi di alcuna guida che li sostenga.

Santina mostra le poesie che scrive e recita nelle vie insieme ai giovani musicisti che incontra

Giovani cinesi si fermano per guardare i manifesti

Durante le due domeniche molti giovani si sono fermati per chiedere informazioni e per saper come poter imparare la pratica.

Due ragazzi interessati alla meditazioni si sono fermati a parlare con un praticante per lungo tempo; uno di loro ha detto di aver praticato diverse discipline orientali e di essere particolarmente incuriosito dalla Falun Dafa. Dopo aver entrambi firmato le petizioni il ragazzo ha detto che si sarebbe collegato al sito online per avere maggiori delucidazioni.

Diversi gruppi di ragazzi e ragazze cinesi sono passati lungo la via e alcuni di loro si sono fermati per leggere i manifesti e prendere i volantini offerti dai praticanti. In particolare un ragazzo ha iniziato una conversazione in inglese con una praticante che ha potuto chiarirgli i fatti ingannevoli diffusi dal governo cinese sull’autoimmolazione.

Domenica 16 luglio, al termine delle attività mentre venivano smontate le varie strutture una giovane ragazza in bicicletta si è fermata chiedendo: “Parlate cinese?”, una praticante le ha risposto di no e le ha spiegato il perché indossassero delle maglie con la scritta in cinese. La ragazza ha detto di essere per metà cinese e che conosceva la lingua; ha quindi accettato di buon grado un piccolo opuscolo in lingua cinese che spiega i fatti reali sulla Falun Dafa. Prima di andar via ha ringraziato e ha detto che si sarebbe documentata.

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