Ha senso che dei fuorilegge indaghino sui loro crimini?

(Minghui.org) Un recente articolo ha esposto la scioccante tortura di cui sono stati vittime i detenuti del campo di lavoro forzato femminile di Masanjia, nella provincia di Liaoning. L’articolo ha causato forti ripercussioni in Cina. Il lungo reportage includeva i dati personali delle vittime che hanno avuto il coraggio di usare i loro veri nomi. Fin dalla sua pubblicazione nei primi giorni di aprile, è stato riportato da molti siti web e mezzi di informazione.

Nel disperato tentativo di coprire i suoi crimini svelati nell’articolo, il Partito Comunista Cinese (PCC) ha frettolosamente messo insieme una cosiddetta "squadra investigativa" e ha condotto un presunto "sopralluogo" del campo di lavoro. Secondo la loro indagine, nessuna delle torture menzionato nella relazione ha mai avuto luogo e sono stati i praticanti del Falun Gong a fabbricare la notizia.

Che senso ha che dei fuorilegge indaghino sui loro crimini? Senza il coinvolgimento di una terza parte indipendente, una cosiddetta indagine da parte del PCC sulle proprie atrocità fa solo si che le persone vedano più chiaramente quanto sia ridicolo.

La squadra investigativa di parte

Questa "squadra investigativa" del PCC includeva il personale dei servizi competenti nella provincia di Liaoning, i giornalisti di stato, media di provincia, rappresentanti del Congresso del Popolo e del Comitato Nazionale della Conferenza Consultiva del popolo cinese.

È evidente che la squadra investigativa e il campo di lavoro siano parte integrante del regime, sono tutte della stessa stoffa. Che tipo di risultati può attendersi la gente quando l'investigatore è un ardente sostenitore degli indagati?

L’artificiosa indagine “obbiettiva, aperta ed imparziale”

Questa squadra investigativa ha affermato di aver condotto un indagine "obiettiva aperta ed imparziale".

Quale parte di questa indagine è stata obiettiva? Come potrebbe essere obiettiva quando l'imputato ha organizzato che i propri complici investigassero su di lui? Perché il regime non ha invitato un terzo ente per condurre un'indagine indipendente? Perché non ha permesso ai giornalisti di Minghui di visitare la Cina continentale per raccogliere le prove?

Dov'era l'apertura? Senza il monitoraggio e il coinvolgimento di terze parti, tutto è stato semplicemente inventato dagli imputati e dai loro complici a porte chiuse.

Dov’è l’ "imparzialità?" La squadra investigativa e il campo di lavoro si sono coperti l’un l'altro. I malfattori e gli investigatori sono uguali.

Secondo la "squadra investigativa", 73 volumi di archivi sono stati esaminati, 116 guardie sono state indagate, 55 detenuti attuali sono stati interrogati, e 14 detenuti coinvolti sono stati ascoltati. Hanno raccolto 663 testimonianze, immagini e registrazioni audio.

Nessuna delle cifre di cui sopra è credibile. Le guardie erano scagnozzi del PCC ed i detenuti erano ostaggi. Anche i prigionieri recentemente rilasciati si preoccupavano di non venir arrestati nuovamente. Come poteva qualcuno di questi "testimoni" avere il coraggio di raccontare la verità? Anche se qualcuno ha avuto il coraggio di esporre il delitto, sarebbe comunque ingenuo pensare che il PCC lo pubblichi.

Il terrificante PCC

Secondo l’articolo di Minghui (http://it.clearharmony.net/articles/201304/111478.html): 

"Mentre il rapporto non ha precedenti nell’ammettere le condizioni orribili del campo di lavoro forzato di Masanjia, viene vistosamente trascurato di dire che coloro che lì vengono più gravemente picchiati, torturati e brutalmente maltrattati dalla metà del 1999 sono per la maggior parte praticanti del Falun Gong".

"Dal 2000, Minghui ha pubblicato 8.109 articoli di vario genere che documentano e discutono le esperienze di persecuzione dei praticanti del Falun Gong che sono stati illegalmente detenuti nel solo campo di lavoro Masanjia. (Nota: Il numero totale è stato generato da una ricerca sul sito web Minghui, e comprende quindi sia i rapporti originali, che commenti e periodici che riportano il contenuto dei rapporti originali)".

"Il peso della persecuzione a Masanjia (e in numerosi altri campi di lavoro in tutta la Cina) è certamente stato sopportato dai praticanti del Falun Gong, almeno da quando la campagna ufficiale per eliminare il Falun Gong fu lanciata nel Luglio 1999".

Anche senza menzionare il Falun Gong, questa relazione riesce ancora a mandar fuori di testa il PCC. Il regime è terrorizzato che la sua tortura ai danni di persone innocenti, sui praticanti del Falun Gong in particolare, venga ampiamente riportata in tutto il mondo.

Questa farsa dell’ "indagine" ridicolizza il PCC agli occhi del mondo.

Grazie agli incrollabili sforzi dei praticanti per chiarire la verità, sempre più persone sono arrivate a vedere la natura senza scrupoli del PCC, che è in netto contrasto con la compassione dei praticanti.

I crimini del PCC vengono sempre più resi pubblici, quelli che seguono il regime nel fare del male, inclusi i suoi scrittori ufficiali, saranno puniti e assicurati alla giustizia.

Versione inglese

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