Shandong: Donna cita in giudizio l'ex dittatore cinese per i ripetuti arresti subiti

(Minghui.org) Quando il regime comunista cinese ha lanciato la sua campagna nazionale di persecuzione contro il Falun Gong (disciplina spirituale basata sui principi di Verità, Compassione e Tolleranza), la signora Wang Guironguna è immediatamente diventata bersaglio della persecuzione.

Arrestata cinque volte e condannata a tre anni di carcere per aver rifiutato di rinunciare alla pratica, la donna si sente fortunata ad essere sopravvissuta ai ripetuti arresti. Contrariamente due praticanti catturati insieme a lei nel giugno del 2001, sono morti per le torture subite solo alcuni giorni dopo l'inizio della loro detenzione.

La donna ha presentato una denuncia penale contro l'ex dittatore cinese Jiang Zemin per aver iniziato la persecuzione del Falun Gong, dalla quale è derivato il suo calvario.

Quanto segue è il resoconto personale della praticante come esposto nella sua lettera di querela.

Presa di mira sin dal primo giorno di persecuzione

Nel 1995 non molto tempo dopo aver iniziato a praticare il Falun Gong, la malattia agli occhi e i problemi alla schiena che mi affliggevano sono scomparsi. Ho imparato ad essere una persona per bene e non mi sono più appropriata delle forniture per ufficio dell'azienda per cui lavoravo.

Non ero l'unica all'interno dell'azienda ad aver beneficiato del Falun Gong, lo praticavano anche molti miei colleghi. Purtroppo non potevamo immaginare ciò che ci attendeva.

Il 22 luglio del 1999 eravamo impegnati a lavorare quando siamo stati chiamati in un ufficio per guardare una diretta televisiva, il presentatore stava annunciando il divieto di praticare il Falun Gong imposto dal governo.

I dirigenti della società ci hanno separati in stanze diverse ed hanno cercato di costringerci a scrivere delle dichiarazioni di rinuncia al Falun Gong.

Ho rifiutato e in risposta loro hanno cercato di intimidire la mia famiglia.

Inviata in un ospedale psichiatrico dalla mia famiglia messa sotto pressione

L'azienda in cui lavoravo ha detto alla mia famiglia che se non fossero riusciti a farmi rinunciare al Falun Gong sarei stata imprigionata.

Due giorni dopo mio marito e tre dei miei fratelli mi hanno portata in un ospedale psichiatrico locale; appena sono entrata nella struttura i medici mi hanno fatto un'iniezione, ho protestato e detto loro più e più volte che non soffrivo di alcun disturbo mentale.

Nessuno mi ha ascoltata, al contrario, alcune persone mi hanno immobilizzata per versarmi nella bocca un farmaco.

Sono stata rilasciata solamente tre giorni più tardi e solo dopo che mio marito ha pagato 400 yuan (53 euro circa) per il mio ricovero forzato.

Al mio ritorno a casa, l'azienda per cui lavoravo ha incaricato alcune persone di monitorarmi.

I primi due arresti

Nel dicembre del 1999 sono riuscita ad eludere i miei controllori e mi sono recata a Pechino, volevo chiedere giustizia per il Falun Gong, ma appena sono arrivata in Piazza Tiananmen sono stata catturata dalla polizia.

Allora la compagnia per cui lavoravo ha deciso di sospendermi lo stipendio e i benefit da dipendente; inoltre la polizia ha anche ordinato all'azienda presso la quale era impiegato mio figlio di sospenderlo senza stipendio per cinque mesi e di lasciarlo a casa per sorvegliarmi.

Nel giugno del 2000 ho scritto una lettera indirizzata all'ufficio degli appelli di Pechino, però quando mi sono recata sul posto per consegnarla sono stata arrestata.

Due agenti di polizia mi hanno percossa fino a quando i loro manganelli si sono spezzati. I miei familiari sono stati costretti a pagare 2.000 yuan (265 euro circa) prima di essere autorizzati, 15 giorni dopo, a riportarmi a casa.

Costretta ad andarmene da casa dopo il terzo arresto

Il 4 giugno del 2001 insieme ad altri dieci praticanti locali siamo stati arrestati mentre stavamo leggendo i libri del Falun Gong a casa della signora Wang Lanxiang.

Le guardie nel centro di detenzione di Shouguang ci hanno picchiate selvaggiamente per tre ore di fila.

Sebbene io sia riuscita a sopravvivere, il 7 giugno la signora Wang di 60 anni e il 9 giugno la signora Li Yinping di 37 hanno perso la vita.

Il giorno della morte della signora Li sono stata rilasciata e il giorno dopo mio marito, notando i lividi che avevo su tutto il corpo, mi ha portata al dipartimento di polizia nel tentativo di chiedere giustizia.

In risposta la polizia mi ha arrestata ed inviata in un ospedale locale. Quella notte, appena l'agente di guardia si è addormentato, sono fuggita dalla struttura.

Al fine di evitare ulteriori arresti me ne sono andata da casa e mi sono spostata continuamente da un posto all'altro, di conseguenza mi sono persa la celebrazione del matrimonio di mio figlio e la nascita del suo bambino.

Quarto arresto seguito da tre anni di reclusione

Il 16 settembre del 2003 sono stata nuovamente arrestata. La polizia ha perquisito la mia casa e confiscato tutti i miei libri del Falun Gong con altri oggetti di valore, tra cui 700 yuan (93 euro circa) in contanti.

Nel corso di un interrogatorio della polizia durato quattro ore sono stata ustionata con quattro manganelli elettrici usati contemporaneamente.

Non molto tempo dopo sono stata condannata a tre anni di carcere.

Il 16 settembre del 2006, il giorno del mio rilascio, il capo dell'Ufficio 610 (*) locale mi ha atteso all'uscita con l'intenzione di portarmi in un centro di lavaggio del cervello per perseguitarmi ulteriormente. Mi sono rifiutata di seguirlo e alcune ore dopo sono ritornata a casa con mio marito.

Quinto arresto

Un giorno del luglio 2008 stavo facendo la spesa quando la polizia è venuta fuori dal nulla e mi ha arrestata per la quinta volta. Sono stata rilasciata soltanto quarantanove giorni dopo.

Dal momento che la persecuzione non è ancora cessata, non riesco a vivere una vita senza preoccupazioni ed ogni giorno devo affrontare la prospettiva di un nuovo arresto per il fatto che mi rifiuto di rinunciare al Falun Gong.

Questo è il motivo per cui sto cercando giustizia contro Jiang Zemin e richiedendo la fine della persecuzione.

(*) GLOSSARIO

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