Tianjin: Donna condannata per la sua fede gravemente maltrattata in prigione

(Minghui.org) Una donna di 48 anni condannata per la sua fede è stata gravemente maltrattata fin dal giorno del suo arrivo nel carcere femminile di Tianjin.

Il 16 maggio 2014 la signora Chen Ruiqin, residente nella città di Tianjin, è stata arrestata per aver distribuito del materiale informativo che denunciava la persecuzione messa in atto dal regime comunista cinese contro il Falun Gong, una disciplina spirituale basata sui principi di Verità, Compassione e Tolleranza. Nel 2015 la praticante è stata condannata a quattro anni e mezzo di reclusione dalla corte della contea di Ji.

Le guardie carcerarie hanno utilizzato diversi mezzi per cercare di costringere la donna a rinunciare al suo credo. I maltrattamenti fisici da lei subiti includono:

l'essere costretta a stare ferma in piedi per lunghi periodi;

il divieto dell'uso del bagno e di lavarsi dopo essersi sporcata la biancheria intima;

l'essere pizzicata ai capezzoli e toccata nelle parti intime;

l'essere colpita con forza sulle dita dei piedi fino a farle sanguinare copiosamente;

l'essere picchiata selvaggiamente fino a ritrovarsi piena di ematomi su tutto il corpo;

l'essere schizzata in viso con dell'acqua bollente;

l'essere costretta a bere urina e a mangiare feci.

Nonostante le detenute in cella con la signora Chen si lamentassero dell'odore che emanava, le guardie hanno continuato a negarle l'uso del bagno e la possibilità di lavarsi, di conseguenza le carcerate hanno dovuto tenere la finestra spalancata in pieno inverno per far circolare l'aria. In seguito le guardie hanno finalmente consentito alla praticante di sciacquarsi di tanto in tanto con dell'acqua fredda.

Per cercare di indebolire la sua forza di volontà sono anche ricorse alla manipolazione psicologica. La prigione ha ingannato i suoi familiari facendo credere loro che a lei interessasse solamente praticare il Falun Gong e che non avesse alcun interesse riguardo al benessere della famiglia. Di conseguenza i suoi familiari l'hanno accusata di averli fatti vivere nella paura in tutti questi anni e le hanno chiesto di rinunciare alla sua fede.

La donna ha avuto un attacco epilettico ed è stata persuasa a dichiarare che avrebbe rinunciato al suo credo. Tuttavia non appena ha riacquistato la lucidità mentale, ha ritrattato la sua dichiarazione.

La signora Chen non è la sola praticante a subire maltrattamenti in quel carcere. Nella struttura sono detenute anche le seguenti praticanti: Wang Wanru, Gao Tianhua, Lu Guifen, Yao Hongmei, Tang Yuehua, Wang Guiping, Shao Yun, Hao Shuyan, Zhao Yufen, Bo Jie, Chen Ruixue, Guo Baohua, Wang Shuli e Mo Weiqiu.

(*) GLOSSARIO

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