Testimonianza sulla deportazione illegale di mia moglie Hui Ma e mia figlia Jingjing

Mia moglie, Hui Ma (44 anni) è una praticante del Falun Gong. Tre anni fa, ottenne lo status di rifugiato riconosciuto dall’Alto Commissariato ONU per i Rifugiati (UNHCR). Per ottenere lo status di rifugiato in Russia si era rivolta al Tribunale di St. Pietroburgo.

Aveva richiesto il rinnovo e il suo caso avrebbe dovuto essere discusso il 30 marzo.
Circa alle 8:00 del mattino (ora di Mosca) del 28 marzo, un gruppo di 6-7 poliziotti sono entrati a casa mia a St. Pietroburgo e si sono portati via mia moglie, mia figlia e Christina, una bambina russa amica di mia figlia che stava giocando con lei.

Io non ero in casa in quel momento. Ero completamente all’oscuro di quanto accaduto, fino a che un'agente dell'ufficio di immigrazione nel mio distretto mi ha chiamato e mi ha informato alle 10:30 che dovevo andare a prendere Christina nel loro ufficio. Avevano lasciato Christina nell'ufficio immigrazione, ma si erano portati via mia moglie e mia figlia, lasciando detto che loro sarebbero state immediatamente deportate a Pechino nello stesso giorno.

Immediatamente, insieme ad alcuni praticanti abbiamo cercato di farle liberare. Abbiamo informato la Croce Rossa del nostro distretto su quanto stava accadendo. Tornati all’ufficio immigrazione non riuscivamo a trovare una persona responsabile. Il personale ci disse che tutte le persone responsabili erano andate all'aeroporto internazionale per perfezionare la deportazione e che mia moglie e mia figlia erano in stato di detenzione all'aeroporto per essere rimpatriate la sera stessa con un volo per Pechino.

Accompagnati da un rappresentante della Croce Rossa e da un’avvocato ci siamo recati immediatamente all'aeroporto. L'agente dell'ufficio immigrazione negò che mia moglie e mio figlia si trovassero lì e ci disse che non aveva idea di dove fossero. Quando richiedemmo di incontrare i responsabili dell’ufficio immigrazione incaricati delle pratiche di deportazione, lui rispose che non sapeva dov’erano.

Nel frattempo il rappresentante della Croce Rossa e l'avvocato erano riusciti a mettersi in contatto con l'Ufficio di Immigrazione russo. La risposta che ottennero fu che il capo dell'Ufficio di Immigrazione russo aveva firmato l'ordine di deportazione e che non era più disposto a fare ulteriori azioni.

Quando pregammo la polizia dell'aeroporto di aiutarci a trovare Hui Ma e Jingjing, loro risposero che non avevano nessun dovere di fare ciò che chiedevamo.

Abbiamo visto delle persone cinesi passare e ci venne il sospetto che fossero degli agenti cinesi. Infine l'aeroplano decollò senza che noi riuscissimo a incontrare Hui Ma e Jingjing.

Abbiamo poi saputo che un agente di polizia ha scortato mia moglie e mia figlia a Pechino. È molto raro. L’intera procedura pare ancora più misteriosa.

Come può la Russia violare i Trattati Internazionali e la propria costituzione pur di compiacere al PCC (secondo la legge russa, nessuno straniero potrebbe essere deportato, prima del termine di un procedimento legale)?

Dalle ultime notizie, pare che un parente di Ma Hui sia andato all'aeroporto di Pechino per prelevarli, ma non ha visto nè lei né la figlia. Tra i passeggeri non c'era nessuno con i loro nomi a bordo.

Sono molto preoccupato per la loro sorte e perché non so dove siano. Io farò ogni sforzo per chiedere all’Ufficio di Immigrazione di restituirmi mia moglie e mio figlia.

Ultime Notizie
Hui Ma e sua figlia Jing Ma sono state deportate in Cina. La madre è stata immediatamente prelevata dagli agenti di sicurezza con la scusa della necessità di porle alcune domande.
A causa di questa azione illegale.

Ma Hui deve ora affrontare la persecuzione.

Ulteriori informazioni in nostro possesso:
La bambina è stata affidata alla zia dalla polizia. La zia ha visto la Sig.ra Ma Hui nella macchina, ma non le è stato permesso di parlare con lei. Gli agenti dell’Ufficio di Pubblica Sicurezza le hanno riferito che per ora Ma Hui non poteva andare a casa con loro perchè avevano delle domande da farle.

Il marito in Russia è stato chiamato ed informato dall'ufficio di immigrazione russo che la Sig.ra. Ma e la figlia erano state deportate per "non aver accettato la decisione del tribunale e dell’ufficio di immigrazione, che le avevano rifiutato il rinnovo del permesso di soggiorno” trascurando il fatto che fosse ancora in corso il suo appello al tribunale, la cui udienza era stata fissata per il 30 Marzo.

Secondo la legge russa, nessuno in attesa di giudizio del Tribunale può essere deportatato.

La loro cattura e deportazione si identifica come una violazione della proibizione di “non-refoulement” ( proibizione di rimpatrio) della Convenzione contro la Tortura che la Russia ha ratificato ed è obbligata a rispettare, così come (International Covenant) i Trattati Internazionali sui Diritti Civili e Politici

Agenzia dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati ha riportato la notizia: http://www.unhcr.org/news/NEWS/460ce0382e7.html

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